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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Giuliano Giuliani sulla lista unica
Un breve ma straordinario commento di Giuliano Giuliani, pubblicato ieri su l'Unità. Una volta di più quest'uomo mi stupisce per l'acume e la serenità. La tragedia che l'ha colpito gli ha dato una notorietà che merita e che lui usa bene. E' un regalo in più che ci lascia Carlo.

Gli «ex» e gli «affini»

Giuliano Giuliani

Purtroppo, questa volta non ce l’ho fatta ad andare a Roma, mi sono dovuto accontentare della finestra di RAI 3. Davvero un’iniezione di fiducia vedere quella bella e tanta gente che aveva risposto all’appello unitario del sindacato. Siccome non tutto può filare liscio di questi tempi, a commentare in studio c'era tale Sergio Soave, la scritta in sovrimpressione diceva «editorialista», non meglio specificato. Lo ricordo a Milano, trent’anni fa, dirigente del sindacato e poi del Pci, neanche troppo moderato. Poi, dopo qualche problema con Mani pulite, se non sbaglio, se ne sono perse le tracce. Un carissimo amico, più informato di me, mi ha suggerito che probabilmente scrive, senza firmarsi, sul “Foglio”. Di qui, quindi, la scritta in sovrimpressione. Ma non è questo il punto; ognuno, se crede, scrive dove può. Il punto sta nei commenti, tutti a cercare di dimostrare che sì, per carità, le dimostrazioni ci possono anche stare in democrazia, ma che quel milione e più erano su una cattiva strada, ingannati da sindacalisti in mala fede e quindi incapaci di vedere il bello e il buono che c’è nella proposta e nella linea del governo. Questa vicenda degli ex comincia a preoccuparmi. Dopo i Ferrara, gli Adornato e i Bondi, anche i Soave. A Blob passano addirittura Schifani, senza riporto e quindi recente, che dichiara un giovanile apprezzamento per Carlo Marx. L’unica ragione per vergognarsi della propria storia sarebbe constatare di averla condivisa, per un certo tempo, con quelli lì. Ma poi uno si consola col fatto che esistono i colpi bassi del destino cinico e baro e tira avanti. Per fortuna, in serata, stessa rete, Fazio intervista D’Alema, e il presidente ti sfarina un ragionamento inappuntabile sul terrorismo, che è solo quello diretto contro i civili, e sul terrorismo di Stato, che è quello che Bush fa con le rappresaglie nelle quali muoiono prevalentemente donne e bambini. Chapeau! Speriamo che tenga fino al voto in Parlamento! Continua a rattristarmi la vicenda della lista unica. L’ultima osservazione di Piero Fassino è che si tratta della lista degli affini. Mi sembra davvero troppo dovermi sentire affine di Intini e di Cecchi Gori. Posso rispettarli, comprendere che sono utili e necessari per battere la destra, posso averli persino votati e aver convinto a farlo qualche amico e compagno riottoso (ma rifarlo «di maggio, ci vuole tanto, troppo coraggio», direbbe De André), ma affini proprio no. E allora o si ridiscute l’impianto unitario e largo (non sarebbe il caso di azzerare tutto e tornare alla originaria proposta Prodi?) o la tristezza è destinata ad aumentare e diffondersi, con il risultato di fare un altro favore a Berlusconi.
11.12.03 16:18 - sezione politiche
il 25 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
furniture ha scritto:

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