qui giace OneMoreBlog2.31
«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Silvio in TV
Dunque ieri sera ho sentito una ventina di minuti di Silvio. Alla luce della lettura di Alessandro Amadori i conti sulle sue sparate tornano tutti. Tra le più grosse, i numeri sugli scioperi ("oggi sono politici", da un'indagine del professor [boh, non ricordo, un nome qualsiasi - ndr.] risulta che gli scioperi politici sono aumentati di 23mila volte (!) rispetto all'epoca del governo di sinista"). Poi la storiella delle massaie che fanno la spesa ("ricordo quando ero ragazzo, che accompagnavo la mia mamma al mercato"). E via così. Sono sconcertato, non da Berlusconi (che ormai si sa dove va a parare), né dai suoi maggiordomi (di cui sono chiare le motivazioni). Quello che non mi riesce di comprendere è come mai tante persone normali, ancora oggi, nell'evidente disastro in cui ci troviamo, sia tanto ... ingenua? ... da credere a questo (straordinariamente abile) venditore di tappeti. Comprendo invece molto bene i criteri con cui i grandi editori selezionano i direttori dei quotidiani. I tre "funzionari" (Marcello Sorgi per La Stampa, Paolo Gambescia per il Messaggero e Guido Gentili per il Sole) non hanno mai provato - almeno per il poco tempo che ho dedicato alla trasmissione - a fare una domanda vera, a chieder una delle tante cose che qualunque cittadino - di destra o di sinistra - avrebbe voluto chiedere al presidente del consiglio in una situazione oggettivamente difficile come questa. Niente. Ammiccanti e complici, hanno accettato il loro ruolo di spalla. Penso che Gambescia è stato direttore de l'Unità e capisco come mai poco dopo il mio giornale colò definitivamente a picco.
12.02.04 10:38 - sezione informazione
il 12 Febbraio 2004 (quando OMB accettava i commenti)
Arrigo ha scritto:

Quando mi domando come sia possibile che sia stato eletto mi ricordo sempre dei miei tre giorni in Marina a La Spezia. Eravamo in 100 nella mia camerata di diciottenni (o quasi), di cui cinque liceali, due quelli senza bocciature e che poi volessero proseguire all' università. Dei 95 molti avevano a mala pena conseguito la terza media, erano convinti che il fascismo fosse cosa buona e giusta (con grande imbarazzo dell' inquadratore il cui nonno era stato giustiziato dalla X MAS) e che la televisione fosse "comunista" ma che il Maurizio Costanzo Show fosse l' apice della "verità" nel medesimo mezzo di comunicazione.

Il problema è che tu sei circondato da gente che guarda la televisione con senso critico e che comunque, anche se di destra, è in grado di distinguere un imbonitore da un politico mentre la stragrande maggioranza pensa che sia perfettamente normale che Bruno Vespa inviti un Presidente del Consiglio senza contraddittorio.

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