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Armando Spataro su Cesare Battisti
Su l'Unità di oggi (purtroppo non online) un commento di Armando Spataro sul can can Cesare Battisti. Mi sembra molto importante perché definisce esattamente il punto di vista istituzionale sul processo. Lo "rubo" dal giornale online e invito come sempre chi lo legge ad acquistare una copia de l'Unità in edicola.

Caso Battisti, perché non possiamo tacere

di Armando Spataro

Scrivo queste note nell’ipotesi che a qualcuno possa interessare quello che sta accadendo in Francia in relazione all'ex terrorista Cesare Battisti, scarcerato pochi giorni fa dalla Chambre d'Accusation parigina. Non scrivo tanto come segretario del Movimento per la Giustizia, ma come pubblico ministero che all' epoca, insieme al collega Corrado Carnevali e Pietro Forno (allora giudice istruttore), seguì l'inchiesta che portò alla condanna di Battisti.
Come magistrati non possiamo che rispettare la decisione dei colleghi francesi (che, verosimilmente fondata sull'assenza di esigenze cautelari, non pregiudica la pur sempre possibile estradizione), ma come magistrati e cittadini dell'Europa non possiamo che rimanere esterefatti ed amareggiati di fronte alla campagna di opinione che, in Francia, è stata scatenata intorno alla vicenda. Ne sono stati protagonisti non solo e non tanto i latitanti italiani che vivono in Francia ormai da molti anni, ma giornali autorevoli (Le Monde in testa), la lobby degli scrittori di sinistra (molto potente Oltralpe) ed una vasta area di “intellettuali”, di politici e di amministratori locali: tutti costoro hanno sostenuto che la condanna di Cesare Battisti fu frutto dell'azione della magistratura italiana italiana allineata alle logiche emergenziali dell'epoca, che quella sentenza è figlia di una giustizia applicata senza rispetto per le garanzie dei cittadini e che la cattura dell'estradando - dipinto più o meno come un eroe senza macchia e senza paura - è un favore che il governo francese avrebbe inteso rendere al governo Berlusconi. Per chi ha vissuto quegli anni operando nel settore del terrorismo, vedendo i colleghi e tanti cittadini inermi cadere sotto il piombo delle Br, di Prima Linea e di altri gruppi di folli criminali, queste sono giornate deludenti e tristi: sembra di essere tornati indietro di 20/25 anni e di rivedere e risentire quanti (tra loro, persino alcuni colleghi!) accusavano la magistratura di derive autoritarie ed antidemocratiche. C'era il Presidente Pertini, fortunatamente, a ricordare che l'Italia era l'unico paese europeo a potersi vantare di avere fermato il terrorismo nelle aule di Giustizia, rispettando la Costituzione e le regole del processo.
Cesare Battisti è stato condannato con sentenze definitive all'ergastolo e ad un periodo di isolamento diurno, oltre che per banda armata, rapine, armi, gambizzazioni, per ben quattro omicidi: in due di essi (omcidio del maresciallo Santoro, Udine 6 giugno 1978; omicidio dell’agente Andrea Campagna, Milano 19 aprile 1979), egli sparò materialmente in testa o alle spalle delle vittime; per un terzo (Lino Sabbadin, macellaio, ucciso aMestre il 16 febbraio 1979) partecipò materialmente facendo da copertura armata al killer Diego Giacomini; per il quarto (Pieluigi Torregiani, Milano 16 febbraio 1979) fu condannato come co-ideatore e co-organizzatore. Gli omicidi Sabbadin e Torregiani, infatti, furono compiuti a distanza di un' ora l'uno dall'altro, nello stesso giorno (16 febbraio 1979, appunto, a pochi giorni dagli omicidi di Guido Rossa ed Emilio Alessandrini), perché responsabili, secondo “la giustizia proletaria”, di avere reagito a rapine che avevano subito poco tempo prima. Furono uccisi perché mai avrebbero dovuto reagire ai proletari costretti alle rapine per sopravvivere. La stessa organizzazione (Proletari Armati per il Comunismo, Pac), di cui Battisti era uno dei capì, organizzò i due omicidi in contemporanea per darvi maggior risalto: un gruppo agì a Mestre (tra essi Battisti), un altro a Milano. Logico e giusto che gli autori di un omicidio siano stati ritenuti responsabili anche dell'altro.
Questa circostanza - pensate - è stata utilizzata da Le Monde e da certa sinistra francese (quella che ha accolto Battisti, appena scarcerato, come un eroe al canto di “Lugano Addio” o “Oh bella ciao”) per sostenere l'ingiustizia della condanna: come ha potuto la magistratura italiana condannare Battisti per i due omicidi essendo all'evidenza impossibile che costui si portasse da Mestre a Milano o viceversa in un'ora?
L'asilo politico, per come è stato applicato negli anni '80 e per come lo si vorrebbe applicare al caso Battisti, non ha nulla a che fare con le tradizioni democratiche di ospitalità della Francia e non può essere invocato per consentire ad un assassino puro di sottrarsi alla giustizia; ad un personaggio, tra l'altro, che evase clamorosamente dal carcere di Frosinone dove era detenuto. Non vi è bisogno alcuno che io spieghi questa osservazione di solare evidenza. Il terrorismo non fu frutto di una guerra civile, come superficialmente qualcuno ancora oggi ripete: la guerra fu dichiarata solo da una parte e lo Stato Italiano con ben tre successive leggi (l'ultima delle quali premiava la mera dissociazione dei terroristi senza necessità di chiamate in correità) ha dato ampia possibilità a chiunque di chiudere i conti con il proprio passato da terrorista.
Spiace che l'attacco al sistema italiano e la “copertura” dell'eroe Battisti si manifestino in Francia in un momento come questo in cui si va affermando la necessità di un unico spazio giuridico europeo e della reciproca legittimazione degli ordinamenti e sistemi giudiziari dei paesi europei (tale concetto, peraltro, costituisce la base dell'accordo sul mandato d'arresto europeo). Penso che i magistrati italiani - ed, in particolare, i gruppi del Movimento per la Giustizia e di Md anche all'interno di Medel (Vittorio Borraccetti ha sostenuto tale necessità) - debbano farsi carico di informazione anche in questo settore e su questa vicenda. Per evitare che la campagna di opinione in atto in Francia (basata anche sul risibile argomento secondo cui Battisti, ormai, è un eccellente giallista) produca disinformazione in Europa e, soprattutto, incrini i consistenti progressi in atto - ripeto - verso la costruzione dello spazio giuridico comune che si rivela ormai indispensabile contro le forme più agguerrite di criminalità organizzata, che per definizione sono transnazionali. Se, da un lato, nessuna impunità può essere invocata - e nessuna legge varata - per l'interesse di una sola persona (che si tratti del primo ministro o di un suo sodale, di Sofri o di Battisti, la conclusione è per noi identica), va pur detto, dall'altro, coerentemente con la nostra tradizione di indipendenza di pensiero, che non riteniamo giusto tacere dinanzi alle strumentalizzazioni politiche che si sono manifestate in Francia: come è noto, non lesiniamo critiche all'attuale ministro della Giustizia per le mille ragioni che conoscete, ma qui il colore della maggioranza di governo non c'entra e, comunque, preferiamo che un Ministro si attivi per la consegna all'Italia dei latitanti (di tutti i latitanti, senza differenze per colore o censo o potentati d'appartenenza), piuttosto che per l'accoglienza da riservare all'aereoporto alla Baraldini di turno.
La democrazia italiana ha saputo resistere all'attacco del terrorismo anche grazie al sacrificio di molti tra noi: penso a tante vite assurdamente spezzate. Anche per questo - oggi - non possiamo tacere.

Segretario del Movimento per la Giustizia Procuratore aggiunto di Milano
09.03.04 15:28 - sezione giustizia
il 09 Marzo 2004 (quando OMB accettava i commenti)
Andrea Dell'Amico ha scritto:

Preferisco questo: http://www.carmillaonline.com/archives/2004/03/000657.html

il 09 Marzo 2004 (quando OMB accettava i commenti)
Alberto ha scritto:

Mah.. l'avevo letto. Il problema è che anche questo pezzo, in modo strisciante, tenta di avvalorare la tesi del regime, giustificando implicitamente la lotta armata. Anche il racconto sulla sparatoria Torreggiani è subdolo: "il contesto"... ma chi se ne frega? Questa è gente che girava armata e passava le notti a pensare chi avrebbe gambizzato domani. Che poi C.B. sia sincero, che il processo possa essere stato guidato, ecc ecc è pure possibile. Ma è certo che è uno di quelli che giravano con la pistola in tasca, dispostissimi a servirsene. Quindi - per me - è colpevole indipendentemente dal fatto che abbia o meno premuto il grilletto. Perché ha fatto rischiare la pelle anche a noi che volevamo sovvertire Andreotti con gli strumenti della democrazia e non a pistolettate.

il 10 Marzo 2004 (quando OMB accettava i commenti)
Andrea Dell'Amico ha scritto:

Non sono d'accordo ma ne parliamo a voce che e` meglio :-).

il 16 Marzo 2004 (quando OMB accettava i commenti)
Gigi ha scritto:

" Ma è certo che è uno di quelli che giravano con la pistola in tasca, dispostissimi a servirsene. Quindi - per me - è colpevole indipendentemente dal fatto"

Sarà forse colpevole ai tuoi occhi di una colpevolezza generica, tutta politica, ma siccome lo stato di diritto dovrebbe condannare per responsabilità concrete su fatti specifici, non si può dire: "Si, forse il processo era una farsa e lui quegli omicidi non li ha compiuti, ma di qualcosa è sicuramente colpevole lo stesso quindi chissenefrega", perché così si torna all'Inquisizione. Spataro non dice che le uniche prove contro Battisti erano le "voci" che il pentito Pietro Mutti (pentito non dei PAC ma di Prima Linea, e già in prigione all'epoca del delitto Torregiani) diceva di aver sentito in galera. Spataro non dice nemmeno che i due figli di Torregiani diedero (e danno tuttora) due testimonianze completamente diverse.

il 16 Marzo 2004 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Vedi Gigi, c'è un fatto importante: io non sono un giudice, non ho potere di mandare in galera chicchessia, quindi posso tenermi il giudizio umano e morale su CB e compagni senza troppi scrupoli di coscienza.
Quanto alla sua situazione, è chiaro che mi disturba l'idea del limbo in cui si trova. Ma sono molto più preoccupato - e per loro mi sento di far casino, strillare, impegnarmi - per le centinaia o migliaia di poveri cristi che quotidianamente finiscono in galera per una mela, per le vittime davvero inermi di Diaz e Bolzaneto, piuttosto che per un ex(?) filo(?) terrorista(?) snob che - idea mia - ha contribuito a "organizzare" gli anni peggiori del dopoguerra italiano e che non ha alcun bisogno della mia solidarietà. Quindi mi concedo il lusso di non dargliela.

il 17 Marzo 2004 (quando OMB accettava i commenti)
gigi ha scritto:

E chi ha detto che devi per forza dargli la solidarietà? Ma come non capire che, mettendo la vicenda giudiziaria (demenziale) di Battisti nel suo proprio contesto (quello della legislazione d'emergenza) si capisce di più anche della Diaz e Bolzaneto e del finire in galera per una mela? Per esempio, il reato di "compartecipazione psichica" alle devastazioni, contestato ai 26 di Genova, è un capo d'accusa tipicamente emergenziale, di cui all'epoca i magistrati abusarono.
Un altro esempio: capendo cos'è stata la legge Reale, si capisce anche perché il processo per l'omicidio di Carlo Giuliani è andato com'è andato.
Secondo me, difendendo uno si difendono tutti.

il 17 Marzo 2004 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

... preferisco quindi l'idea di difendere tutti concentrandosi su Genova 2001. Pragmaticamente è anche un argomento più adatto a generare consenso tra strati socio-culturali diversi da "noi" rispetto a Cesare Battisti.

il 17 Marzo 2004 (quando OMB accettava i commenti)
gigi ha scritto:

Non credo che le due cose si escludano, con una vai a coinvolgere più gente, con l'altra sei a fianco di migliaia di francesi che si sono mobilitati.

il 17 Agosto 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Enrico ha scritto:

Condivido in pieno. E' possibile che ancora oggi ci sia a sinistra, qualcuno che ha così poco affetto verso le istituzioni democratiche da indulgere verso un assassino e un eversore? Azioni già in sè ingiustificabili e profondamente antisociali, dovrebbero avere simpatia-tolleranza-indulgenza perchè fatte in nome di una pretesa, strombonata "lotta allo Stao borghese"? Questo semmai dovrebbe aumentare la nostra riprovazione.

p.s.
su carmilla ho letto il DISGUSTOSO commento di tale "George" che non si vergogna di irridere le vittime e le loro famiglie.

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