no, la mamma con i tre bambini non ne ha avuto il tempo. Quattrocchi invece non solo ha avuto il tempo, ma ha anche dovuto stare lì a guardare mentre gli sparavano in faccia. Per favore, certi commenti fanno più male alla sinistra che bene. Ma tu hai sempre la frase fatta "uno che va in iraq sa a cosa va incontro". salvo poi magari scoprire che ci è adnato solo per guadagnare di più perché ha bisogno di soldi. E' davvero, scusa se insisto, e te lo dico da sinsitra di cattivo gusto quel tuo commento (questo come quello di ieri) sulla morte di un povero ragazzo. Sì, povero ragazzo e basta. Povero come tutte le vittime di guerra. certe frasi fatte lasciamole dire a bertinotti. lui sa sempre dove sta la verità, dove il male, dove il bene, chi è buono e chi è cattivo.
Qui non si tratta di distinguere tra buoni o cattivi, né di gusto buono o cattivo, ma di cercare di leggere gli eventi per come si svolgono e non per come ci vengono raccontati dal regime mediatico. Tali e tante sono state le menzogne smontate in questi mesi di guerra, che anche questa vicenda dovrebbe indurre almeno un po' di cautela prima di cadere nella facile retorica.
I racconti degli eventi immediatamente precedenti e di quelli seguenti la morte di Quattrocchi sono foschi e illeggibili, tanto da rendere poco realistica l'immagine del "povero ragazzo morto da eroe". Qui si stanno consumando, sotto i nostri occhi, a nostre spese, contro la volontà di buona parte degli italiani, almeno tre guerre, di cui una sola palese, tutte e tre illegittime e ingiuste. Sono morti migliaia di civili, del tutto incolpevoli, cancellati dai missili dannatamente intelligenti dell'esercito a cui abbiamo delegato la sovranità.
La mia pietà e il mio "buon gusto" li dedico quindi alla mamma iraqena coi suoi tre bambini cancellati dal mondo in un lampo e alle altre migliaia come loro, non a uno che ha scelto di fare il mercenario (ovvero di fare la guerra per mestiere), che sapeva *perfettamente* a quali rischi andava incontro aggirandosi per l'Iraq con mitra in spalla, cartuccere sulla coscia, fondina a sogliola e tutto il resto dell'armamentario citato dalla mail di assunzione. Sempre che non salti fuori - e secondo me salterà - che dietro questa morte c'è dell'altro. Staremo a vedere.
per essere chiari, la mia posizione è quella che puoi trovare oggi su repubblica a pagina 11. sì, quel del tanto cinico e macchiavellico d'alema. Se ti interessa, leggila. Se l'hai già letta, riflettici serenamente. E poi, se vuoi, ne riparliamo. Le ultime righe del tuo post sono troppo miopi e poco coraggiose dal mio, umile e criticabilissimo, punto di vista.
Io ero contro l'intervento in iraq, in afghanistan, in kosovo e altro. ma sono un convinto assertore della vita umana, sempre e comunque, di chiunque sia. Della mamma con i tre bambini come del ragazzo italiano.
Forse è meglio che parliamo della bootleg che andiamo più d'accordo.
Bè, però è un po' riduttivo ridursi a parlare di oggetti per andare d'accordo. E poi - comunque - il dibattito nasce per confrontare opinioni diverse. Quello che chiedo sempre ai miei interlocutori, se tali sono e non rompicoglioni come a volte accade, è solo una cosa: evita gli aggettivi riferiti al pensiero dell'altro ("miope", "poco coraggioso", eccetera). E' un trucco vincente per non doversi limitare alle bici.
Quanto a D'Alema, io non lo trovo cinico, ma scollegato dalla realtà e privo di cuore. Le sue capriole di questi giorni sui rapporti coi movimenti ne sono un segnale chiaro, dopo Piazza Navona oggettivamente ho perso molta fiducia nel suo valore di leader.
d'alema dopo piazza navona? non mi interessa il leader. per quello va bene prodi, o cofferati. mi interessa l'uomo pensate e intelligente. e d'alema è intelligente, cioè capace di pensare, di andare oltre le ancore. la sinistra nasce come pensiero "progressista" che sappia andare oltre. D'alema è di sinistra, molto più di pecoraro scanio o diliberto. Ma penso che difficilmente potremmo incotrarci se prendiamo questa strada. sui riferimenti al pensiero dell'altro, raccolgo il tuo invito. Però torno a parlarti di oggetti, perché come sai, quell'oggetto è molto più di un semplice oggetto. Se voglio comprala (essa), cambiando però i copertoni e prendendone di più grossi, quali mi conviene prendere? come si chiamano?
ma, l'intervista su repubblica a d'alema l'hai poi letta? guarda che è bella. non è un coglione.