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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
I diari della motocicletta
Non era facile mettere in scena un mito. Eppure Walter Salles ce l'ha fatta (grazie anche - mi tocca ammetterlo - all'untuoso Gianni Minà), con intelligenza e senza retorica, trattando argomenti difficili con intensità e delicatezza. La rappresentazione della vita tra i lebbrosi, che occupa l'ultimo quarto di film, interpretati da malati reali, poteva diventare un pugno nello stomaco o un castello di luoghi comuni. "I diari della motocicletta" scorre leggero, raccontando senza eccessi la personalità del giovane Ernesto Guevara de la Serna, tanto romantica e incorruttibile da trasformarlo pochi anni dopo nel "Che". Magnifica la fotografia, bravi gli attori, compreso Rodrigo de la Serna (cugino del Che) che interpreta Alberto Granado, suo compagno di avventura nel lungo viaggio. Un bel film, che mi ha aiutato a raccontare il "Che" a mia figlia senza scadere nel melenso.
05.06.04 22:20 - sezione cinema
il 08 Giugno 2004 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

ero molto prevenuto, eppure e' sembrato un ottimo film anche a me.
Bella fotografia, buoni attori, anche l'odiosetto messicano che interpreta Guevara.
Assolutamente irreprensibile la sceneggiatura rispetto ai testi cui il film si ispira.
Magari ci fosse ANCORA in italia una cinematografia di questo livello....
Dottor Biraghi le consiglio "l'abrazo partido", andiamolo a vedere e parliamone, vidi un
bellissimo film del regista di quel film in cui venivano fatti interessantissimi paragoni tra
l'antisemitismo dell'attentato allìambasciata israeliana del 94 e la dittatura militare.

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