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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Non comprare Micromega 3/2004
Non lo fare, se sei di sinistra. Forse ti perderai la bella lettera di Paolo Flores D'Arcais a Romano Prodi, l'agghiacciante cronistoria di Dell'Utri scritta da Gomez e Lillo, la serie di interventi su ragione e speranza, il ricordo di Tom Benetollo scritto da Pancho Pardi. Ma sarà valsa la pena, perché ti risparmierai la lettura delle avventure di Velardi & C, i famigerati "D'Alema Boys", i loro rapporti con Cirino Pomicino, Francesco Ambrosio, Silvio Berlusconi e tanti altri innominabili. Non leggerai alcuni nomi molto "nostri" accostati ad altri maledettamente "loro". Non scoprirai che la "macchina del consenso", anche a sinistra, è soprattutto un macchina di grandi affari, ma solo per chi è del giro. Lascia perdere, potresti cominciare a pensare che alla fine chi sostituirà Silvio non è poi così diverso. Non possiamo permettercelo.
06.07.04 19:30 - sezione informazione
il 07 Luglio 2004 (quando OMB accettava i commenti)
Daniela ha scritto:

Uei! Alberto! Non so esattamente cosa pensi tu in merito, ma io micromega non locompro mai e più o meno per gli stessi motivi. Detto tra noi trovo cacciari molto sopravvalutato e trovo che chi non va a votare abbia le sue ragioni, a livello logico. Non me la sogno di credere che ci sia gente che faccia politica per idealismo, non a certi livelli. Neppure mi illudo che basti non essere troppo ladri e crederci almeno un pochino per fare la differenza. Il punto è che non votare vuol dire lasciargli proprio carta bianca, è anti-politica. Io mi accontento che gli interesssi del candidato che voto coincidano almeno in piccola parte con le mie idee e su questa valutazione percentuale faccio le mie scelte. Ho studiato filosofia mica per niente; insomma, certi dibattiti filosofico-politici mi fanno cascare le braccia, sono troppo simili a giustifiacazioni/post. Per quello non ho un amore sperticato per flores d'arcais.

il 07 Luglio 2004 (quando OMB accettava i commenti)
marcell_o ha scritto:

la politica come arte del possibile, sennò è fantascienza

insomma d'alema non è spock e neanche kirk

il 07 Luglio 2004 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Daiela, visto che siamo colleghi di studi condivido il tuo fastidio per i dibattiti. Ma di MicroMega condivido la posizione intransigente. Perché se è vero che la politica deve essere "arte del possibile" come dice Marcello, è altrettanto vero che se prescinde da alcuni presupposti diventa solo una gara a chi arraffa meglio (ovvero becca di più, ma facendosi notare di meno).

Quindi sono d'accordo che il politico non può essere un personaggio di Star Trek (e metto nel mucchio anche i miei preferiti, Tom Benettolo, Enrico Berlinguer e Sergio Cofferati). Ma è altrettanto vero che solo un ritorno a una visione meno cinica, machiavellica e spregiudicata della politica (ovvero a una politica non-d'alemiana) potrà portare al reale macro-cambiamento di rotta di cui abbiamo bisogno. Altrimenti alla fine il cambiamento (la Colli con Penati, Berlusconi con Prodi, ecc) si traduce solo in un giro di poltrone e in una ridefinizione del tono della comunicazione.

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