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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Balzac e la piccola sarta cinese
La Cina ex-rivoluzionaria si accorge che letteratura e cultura non sono valori borghesi e reazionari. D'altro canto negli anni '70 la città e la campagna cinese si parlavano e sapevano interagire, oggi sono due mondi distinti, il progresso uccide la campagna (la cancella letteralmente dalla carta geografica, come ha fatto con la diga sullo Yang-Tze). Servono 116 minuti al regista per darci queste sconvolgenti notizie. Film palloso, sopravvalutato, abbastanza inutile.
12.07.04 10:32 - sezione cinema
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