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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Il piccolo diavolo nero
Milano, 8 e 9 maggio 1898, la folla affamata chiede più diritti e meno tasse. La cavalleria al comando di Fiorenzo Bava Beccaris, nominato Commissario con pieni poteri da Umberto I, spara su tutto quello che si muove. Non sono risparmiati donne, bambini, tantomeno il convento dei Cappuccini di Corso Monforte. Sono 100 morti e 500 feriti, una carneficina che lascerà il segno. La storia è narrata nei capitoli finali di "Il Piccolo Diavolo Nero di Gianfranco Manfredi, straordinario romanzo di ciclismo, anarchia e lotta sociale. Scritto con verve ed eleganza, ambientato con grande rigore storico, il romanzo si legge d'uni fiato e coinvolge fin dalla prima scena raccontando quella che può essere definita come la prima Critical Mass della storia. Le gesta del gruppo di pionieri del "velocipedismo", le imprese di Romolo Buni che sfida Buffalo Bill, la nascita dei primi giornali di ciclismo, i capitoli sulla Parigi di fine '800 si sono conquistati un posto importante nella mia biblioteca.
03.08.04 14:10 - sezione libri
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