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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Grazie per aver "scelto" Chef Express
Straordinaria esperienza riservatami da Chef Express sull'Eurostar delle 17.55 (quello teoricamente più veloce, ma tarda sempre 15-20 minuti, quindi impiega regolarmente le canoniche 4 ore e mezza) da Roma a Milano. E' da poco entrata in auge l'ennesima formula per la cena. Sostanzialmente ci si siede a un tavolo con piatti in porcellana e tre bicchieri a testa. Il vino (fa caldo, ho voglia di bianco fresco, ordino l'Orvieto, decente e di prezzo sostenibile, mentre l'alternativa targata Felluga costa il doppio ed è - ti pareva - "barriccato") arriva in gran pompa, con tovagliolo bianco, gesti da sommelier e goccetto d'assaggio mentre la "maitresse" sta impettita a mostrare la bottiglietta da 375 cc. Faccio qualche sceneggiata da intenditore che mi è inconsueta e poi sentenzio: "Buono, temperatura barolo, perfetta". Risponde "già, non è molto fresco" e me lo appioppa comunque. Anche l'acqua è tiepida ("abbiamo qualche problema col frigo").
Poi toglie i piatti e qualche bicchiere (tra cui il flute, che una volta era di plastica e serviva a contenere il prosecco fresco, offerto come aperitivo). Poi mette degli altri piatti più piccoli. Poi li ritoglie (non ho preso l'antipasto di pesce surgelato) e ne mette altri leggermente più grandi. Poi toglie anche questi e li sostituisce con altri leggermente più fondi. Mi dà della pasta scotta (una volta sull'Eurostar c'era la pasta al pomodoro o quella pomodoro e tonno, semplici, calde, buone, fatte al momento). Cambio di piatti (stavolta almeno erano stati usati) e "filetto" con le solite melanzane. Cattivissimo, di cartone, insipido (una volta facevano gli straccetti di manzo alla rucola fresca, espressi anche loro, niente di ché ma onesti). Il conto è circa il 30% in più del solito. Manca solo la frase "grazie per aver scelto Chef Express".