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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Trilogia della città di K.
Agota Kristof scaglia il lettore nella storia di Lucas e Claus senza dargli il tempo di prepararsi. Ti trascina in un vortice surreale, che vive a metà tra la saga dei Fratelli Askenazi e l'angoscioso vuoto esistenziale del Paese delle ultime cose. Una lettura sconcertante e affascinante, in cui realtà e immaginazione si sovrappongono sconcertando il lettore, accompagnandolo attravareso le vite tormentate dei protagonisti, attraverso e oltre la seconda guerra mondiale. Un libro poco pubblicizzato, ma molto amato, da suggerire sottovoce a chi se lo merita. Grazie Sami per la segnalazione.
26.08.04 23:54 - sezione libri
il 28 Agosto 2004 (quando OMB accettava i commenti)
adellam ha scritto:

Uff, l'avevo appena cominciato, ed ho il sospetto che per una volta dovro` essere d'accordo con te.

il 23 Giugno 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Stefania ha scritto:

L'ho letto, poi l'ho riletto, e poi ancora per ben quattro volte...........ogni volta sembrava la prima..........ogni volta riuscivo a captare nuove sensazioni. E' al top della mia classifica personale.

il 28 Giugno 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Gabriele ha scritto:

Veramente bello! Da rileggere mille volte per poter comprendere tutte le sfumature e le liason (si scrive così?) tra i tre libri. Angosciante e freddo, ma al tempo stesso non ti permette un secondo di staccarti dalla lettura...oserei dire Capolavoro, senza paura di ricevere troppe critiche!

il 30 Agosto 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Laura ha scritto:

e' realmente un capolavoro....

il 26 Dicembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
maggiu ha scritto:

Stile asciutto e diretto, racconto angosciante, a tratti delirante, della guerra vissuta attraverso gli occhi dei due gemelli Lucas e Claus. I loro nomi (l'uno l'anagramma dell'altro) e le loro menti si confondono, confondono il lettore, che alla fine non sa distinguere la realtà dall'immaginazione. Bella lettura. Un capolavoro? Non saprei, ci sono autori italiani che hanno saputo raccontare gli orrori della guerra con più stile e raffinatezza.

il 14 Febbraio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
luigi ha scritto:

il piu' bel libro che abbia mai letto,
il libro che ho piu' regalato, ogni volta che lo leggo e ogni persona arriva a conclusioni diverse.
se dovessi leggere un solo libro in tutta la vita, lo leggerei.

il 04 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
flora ha scritto:

Ciò che mi ha colpita di più di questa scrittrice è lo sforzo tenace nel dare piena dignità ai suoi personaggi

il 01 Agosto 2007 (quando OMB accettava i commenti)
cinzia ha scritto:

incredibilmente bello,una struttura del romanzo avvincente ed emotivamente coinvolgente. Più la scrittura tenta una distanza e più ti avvicini ai personaggi. Niente è precisamente definito, gli esercizi di scrittura dei due gemelli tentano di definire la realtà nella sua oggettività, ma la storia delle loro vite ne
testimonia l'impossibilità.La realtà immaginata e quella condivisa (non uso il termine reale) sono confuse ma sempre separate e quando si tenta di unirle il baratro esistenziale non permette nessun contatto. Mi è mancata una descrizione più corposa di Claus, non viene offerta neanche una sua poesia, sfugge troppo velocemente.

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