qui giace OneMoreBlog2.31
«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Agghiacciante riformismo
Claudio è un amico, una persona intelligente. Ma il cinismo con cui legge gli eventi della politica mi agghiaccia sempre. Questo post sul dibattito Amato-Cofferati alla festa nazionale de l'Unità è un esempio. Amato (un personaggio discutibile e discusso) che "vince ai punti". Cofferati (uno degli ultimi personaggi sani della sinistra italiana) che "fa le battute di sinistra" non per dire quello che pensa, ma "per vedere che effetto fa sulla platea". Nel mondo cinico-riformista di Claudio (e dei suoi maestri), chi è più "paraculo" è più bravo, ha più alleati (di qualunque genere), raccoglie più consenso (qualunque consenso) e finalmente raggiunge il potere. Mi domando: ma allora la differenza tra noi e Berlusconi sta in quanto riusciamo a essere più "paraculi" di lui?
05.09.04 12:21 - sezione altri in Rete
il 05 Settembre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
alessio ha scritto:

Non è un problema di cinismo. Il cinismo va benissimo in politica, direi anzi che è necessario (insieme ad altri ingredienti). Ma per definizione il cinismo non può essere a senso unico: è uno sguardo disincantato e agnostico.

Qui invece si tratta di un cinismo a priori, che vorrebbe sottolineare come differenti ideologie, programmi, schieramenti sono alla fine intercambiabili, ma poi prende per immodificabile questa convinzione, diventando di fatto dogmatico! Si tratta in realtà di una classica riedizione del trasformismo all'italiana.

Altrove: A - rivista anarchica | Accordo | Anticatechismo | Chan Hon Chung | Ciclistica | Il Deposito | Don Zauker
Gruhn Guitars | Giordano Bruno | Libertaria | Movimentofisso | Brian Setzer | Shel Shapiro | UAAR | Il Vernacoliere