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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Un violino d'altri tempi
Capita sempre più raranmente di entrare in un negozio e uscirne con la sensazione sia di aver comprato bene, sia di aver trascorso un'ora piacevole, sia di aver imparato qualcosa. E' capitato a me oggi, impegnato nell'acquisto di un oggetto di cui so nulla (un violino) per mia figlia che ha scelto la media a indirizzo musicale. Il negozio in questione è Bosoni, ma non quello sul Corso, quello in piazza Tricolore specializzato negli strumenti ad arco e classici in genere. L'atmosfera rilassata, il profumo di legni, soprattutto lo straordinario personaggio che lo gestisce (il signor Ivano), sono merce quasi scomparsa in questa città becera e nevrotica. Mia figlia ha acquistato il violino che sognava senza alcuna fretta, assistita e consigliata con una pazienza d'altri tempi. Preoccupata che il violino le cadesse, si è sentita dire "non ti preoccupare, è ancora mio, se cade non è colpa tua". Quando - dopo un'ora di prove, aggiustamenti e domande - ha pensato di aver forse abusato, la reazione è stata "hai tutto il tempo che vuoi, tanto chiudiamo alle sette".
Finalmente il padre rincoglionito (io), che avrebbe scelto per la luce dei suoi occhi un ben più costoso prodotto tedesco ("sono migliori no?") ha avuto diritto a una paziente e circostanziata spiegazione tecnica che lo ha convinto ad acquistare un buon violino cinese, a meno della metà del costo di un tedesco. Sono esperienze che fanno bene, soprattutto di questi tempi. Grazie al signore gentile che vende violini e grazie a Bosoni.
17.09.04 00:49 - sezione musica
il 17 Settembre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
CHARLIE ha scritto:

Quella per i figli è la variante di G.A.S. più perniciosa.

Ma anche quella che regala le emozioni più intense.

Auguri di cuore alla bimba.

il 17 Settembre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

faccio come al solito l'avvocato del diavolo.
considera che gli strumenti musicali ad arco costano
cari, anche le versioni cinesi da poche centinaia di
euro.
considera che se ne vendono pochi.
se tu fossi andato a comperare uancosa piu' comune
come un paio di ciabatte di gomma da 5 euro, magari
ti saresti trovato davanti un negoziante un po'
diverso.
ci sono delle distinzioni di classe implicite anche nel commercio.
per il resto, che dire, difficilmente mi sono
ritrovato negozianti di strumenti musicali troppo
stronzi, soprattutto in negozi piccoli :-)
alla piccola violinista:
a chi gli chiedeva come mai tanti famosi
violinisti fossero ebrei, un noto violinista ebreo
rispondeva "avete mai visto qualcuno scappare con
un pianoforte sulla schiena?"
consiglio cinematografico: "il violino e il rullo compressore"

il 21 Settembre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
tonii ha scritto:

anni fa, in pieno centro a pechino, c'era tra la wangfujing e il meishuxueyuan (oggi la prima e' stata abbattuta e rifatta completamente diversa, il secondo si e' trasferito 20 km piu' in la') un negozietto che vendeva violini cinesi spacciandoli per italiani. L'insegna era in italiano: CREMONA. (sic).
Se invece vuoi dedicarti al gu qin (una specie di koto, ma cinese) ho un amico che ha un amico che e' il solo produttore di corde di seta per gu qin.
:-) mai piu' senza!

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