qui giace OneMoreBlog2.31
«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Il ciclista urbano
Due brani meravigliosi sul ciclista.

Il padrone del mondo
di Italo Calvino

Sono io il ciclista che passa per strada al mattino sul presto cantando
mentre voi vi girate nel letto destati al penultimo sonno
quel canto che non fate in tempo a sentirne la fine e si perde
e non siete riusciti a capire se canto per gioia o per rabbia:
io sono il padrone del mondo, ah! il padrone
e basta che alzi una leva e vi spengo la luna.
Ridò fuoco al sole buttandoci dentro il carbone,
so leggere bene le stelle e c'è scritto: la la la la.

Sono io
il ciclista che grida correndo alla donna che passa e non guarda:
«Bella bruna!» e le strappa un'occhiata che dura soltanto un secondo.
Ma in quell'attimo è come essa fosse più mia che di tutti voialtri
e continuo la strada inghiottendo aria gelida e canto tossendo:
io sono il padrone del mondo ah! il padrone
e basta che alzi una leva e vi spengo la luna.
Ridò fuoco al sole buttandoci dentro il carbone,
so leggere bene le stelle e c'è scritto: la la la la.

Sono io che disturbo il riposo di voi che tenete in mano i comandi
del potere o magari soltanto vi fate illusione di tenerli
e vi dite: «Ma questa canzone è l'annuncio che non conteremo più niente
od invece è qualcuno che vuol canzonare se stesso cantando?»
Io sono il padrone del mondo ah! il padrone
e basta che alzi una leva e vi spengo la luna.
Ridò fuoco al sole buttandoci dentro il carbone,
so leggere bene le stelle e c'è scritto: la la la la.


Per pedalare in città e fuori uso una Bootleg, quella Cinelli tutta nera mezza da corsa e mezza MTB, bici disobbediente, da guerriglia urbana, pensata e costruita da Antonio Colombo, evoluta a single speed a fine 2004, nel lungo percorso che mi porterà alla luce di Santa Rotafixa. Ho anche una magnifica Umberto Dei Imperiale nera, freni a bacchetta, edizione Centenario e una Cannondale Road Warrior. Per parlare di bici con amici e conoscenti ciclosofi ho allestito un blog sull'argomento.

Da "Piccolo Trattato di Ciclosofia
di Didier Tronchet

Il ciclista urbano è per sua natura un inventore.
La solitudine, in mezzo a una marea di automobili, gli conferisce la sensazione di doversi battere per imporre il proprio universo.
Il suo mezzo di trasporto arciminoritario lo conforta nell'idea che egli vive nell'era gloriosa dei pionieri, che c'è molto di nuovo da inventare.
E questa pagina bianca nella storia dell'umanità, scritta con i suoi copertoni, è una bella sfida che egli raccoglie ogni giorno, sollevando la testa, un occhio alla circolazione, per evitare di essere un martire prematuro della scienza.
Ecco perché, signori automobilisti che li insultate, signori agenti che li multate, ecco perché i ciclisti descrivono ineffabili arabeschi sulla carreggiata, ecco perche' passano con il rosso o salgono sui marciapiedi.
In un organismo urbano in cui sono solo un corpo estraneo, in una città ostile, s'inventano un modo di essere che non è stato previsto per loro.
Tratteggiano nello spazio la minuta di una città in bicicletta: tracciano e cancellano.
Le loro evoluzioni sono rimorsi d'artista. Sono tutti presi nel loro atto creativo, nello schizzo febbrile. Non giudicateli adesso, ma quando avranno terminato la prima stesura.
Nell'attesa, smettetela con questi colpi di clacson, fate silenzio e trattenete il respiro come fareste davanti ad un bambino che fa i primi passi in un equilibrio sempre sul punto di infrangersi.
Osservateli con indulgenza commossa.
Cercano, barcollando, un nuovo equilibrio che rimetterà in marcia la città.

06.10.99 18:34 - sezione onemoreblog
il 07 Ottobre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
DOAT ha scritto:

Mi chiedo il perchè, mi chiedo il perchè del fatto che, nonostante il comune bresciano abbia fatto costruire delle apposite piste ciclabili ai bordi delle strade, il traffico è in aumento... sarà che i cittadini sentano il loro orgoglio ferito ed offesi per la loro pigrizia, cattiva abitudine... Sta di fatto che alla fine, proprio come quando alla sera sono l'unico sulle strade ad andare in bici, inseguito e, nella mia sfrenata corsa, senza speranze di vittoria, superato, dai mostri dagli occhi lucenti, dopo essere ritornato stanco ed affaticato dagli allenamenti di rugby, il mio commento è l'unico mandato.

il 20 Ottobre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
roberto ottavi ha scritto:

Occorre avviare un movimento che porti il codice della strada a dichiarare il ciclista equipartato al pedone. Come il pedone " un ciclista ancorchè improvvido ha la precedenza assoluta " e per un motivo elementare : il ciclista è debole quanto il pedone.

Lo stato ha tutto l'interesse a farlo poichè : il ciclista diminuisce l'inquinamento, diminuisce le spese per la sanità, riduce il traffico, aumenta il turismo. Inoltre chi fa la legge vince le elezioni poichè in Italia i ciclisti potenziali sono milioni.

La campagna deve coinvolgere le associazioni, le riviste, i giornali, i partiti ecc.ecc

Saluti Roberto Ottavi ciclista.

il 01 Aprile 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Andrea elMac ha scritto:

In Francia dovrebbero essere già equiparati, in Belgio ed in Olanda lo sono per certo. Noi arriveremo secoli in ritardo visto che non si tratta di inventare ed esportare il fascismo o la telecrazia...

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