qui giace OneMoreBlog2.31
«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Un dolore che si ripete
Sette e spiccioli di mattina. L'aria è calda e umida, nonostante l'autunno inoltrato ci sono quasi 18 gradi. E' ancora buio, la coltre di smog e nebbia puzzolente è bucata dai fari delle auto che invadono ogni centimetro di strada, semi bloccate, a volte fanno qualche sussulto, sembrano in coda da venerdì scorso.
Dentro, facce rassegnate, smorfie assonnate, bagliori di sigarette, sbadigli, silenzi. Qualche moto prova a districarsi, le più piccole ci riescono, le più ingombranti restano incastrate a loro volta. La filovia è bloccata in mezzo all'incrocio. Come unica colonna sonora, i clackson, tutti diversi, che gridano e si rispondono e qualche sirena. Fuori, figure spettrali che si intrufolano tra il metallo per raggiungere il bar, il panettiere, un autobus gremito su cui proveranno comunque a salire. Questo incrocio tra piazza Bolivar e via Lorenteggio al mattino è la ricostruzione depressa di Blade Runner. Vedere mia figlia che lo attraversa è un dolore che si ripete ogni giorno, i ragazzi dovrebbero poterci passare sopra a questa merda che tutti abbiamo contribuito a spargere.
25.10.04 09:03 - sezione riflessioni
il 25 Ottobre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
tonii ha scritto:

l'inquinamento?
guarda qui:
http://www.spiegel.de/wissenschaft/erde/0,1518,grossbild-398129-322892,00.html

il 25 Ottobre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

sì, alberto, quello è uno degli incroci peggiori d'italia.
la cosa che noto, personalmente, è che ormai non ci sono più nemmeno distinzioni tra giorni feriali e giorni festivi, tra ore di punta e resto della giornata. E' un continuum di gas di scarico senza ormai, ahimé, soluzione di continuità. sabato se ti sposti anche di mattina, è ormai diventato, trafficisticamente parlando, un giorno come tutti gli altri. auto in colonna ovunqe, scene raccapriccianti di isteria, incidenti, merda nell'aria. mio figlio dopo due settimane di milano, ha rcimoniciato la serie ininterrotta di bronchiti che lo accompagnerà inesorabilmente fino all'estate. Che cazzo di città. come fai poi a non incazzarti?

il 25 Ottobre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
Arrigo ha scritto:

Alberto, sai cosa succede quando un milanese vive un sacco di tempo via da Milano? Che ogni volta che torna e sniffa l' aria scendendo dal treno in Centrale la prima reazione è "che puzza". Milano puzza, ma veramente tanto, più di Londra (che non è esattamente alta montagna) ed anche più di Roma (che pure non scherza).

Fai un favore alla piccola e mettile la mascherina.

il 25 Ottobre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
sami ha scritto:

Ho visto la cartina di Tonii. E' proprio così. Oggi operano un mio amico belga (zona rossa della cartina), si chiama Emmanuel Schiltz, gli tolgono un polmone e due vertebre, ha trentasette anni e due bambini piccoli. Non so se pregare o bestemmiare. E così tanti tanti, qui in Val Padana
è un inferno. Ma è poi vero che chi volta il co a Milan volta il co al pan? Che giornata del cazzo.

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