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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Diliberto in visita dall'Hezbollah libanese
Dalla lista "sinistra per Israele" un commento sulla visita del segretario dei Comunisti Italiani a Hassan Nasrallah che ha suscitato un discreto vespaio nella "L'A".

L'incontro avvenuto sabato scorso a Beirut fra il segretario dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto e il capo degli Hezbollah Hassan Nasrallah ha suscitato reazione fermissima dell'ambasciata israeliana in Italia e imbarazzo nel centrosinistra. Hezbollah è «contro ogni riconciliazione con Israele», appoggia l'intifada e colpisce Israele con attacchi armati dal sud del Libano. Da qui l'indignazione dell'ambasciatore Ehud Gol, che esprime «disgusto e ripugnanza» per l'episodio, per «il desiderio di Diliberto di intrattenere relazioni con quella organizzazione terroristica e assassina».
Lui, il segretario cossuttiano, rifiuta «la criminalizzazione della resistenza libanese, palestinese e irachena, diverse dal terrorismo», accusa Gol di essere «degno rappresentante di un governo che opprime un altro popolo» e giudica il suo intervento «una intromissione nella politica italiana». La vicenda crea un certo scompiglio nella sua coalizione, che sceglie però la linea del «non enfatizzare» e di far rientrare la cosa nelle «distanze che ci sono tra di noi sulla politica estera», come commenta Dario Franceschini (Margherita). Non avrebbe reso omaggio a Nasrallah la Ds Marina Sereni («sì al dialogo, ma non con organizzazioni terroristiche»); mentre più duro, nella Quercia, è Giuseppe Caldarola: «E' un incidente molto grave: non si dà credito a organizzazioni sanguinarie; per noi questo deve essere un discrimine di alleanza e spero che Prodi apra un dossier sul caso». Enrico Boselli (Sdi) parla di «errore e danno» di Diliberto: «Ma è solo una posizione isolata». E il verde Alfonso Pecoraro Scanio inneggia alla linea pacifista ricordando, però, che «Hezbollah è un partito legale in Libano». Niente di strano, invece, per Rifondazione. Dice Gennaro Migliore: «A Beirut c'era anche la nostra delegazione. Non abbiamo avuto un colloquio bilaterale con Hezbollah, ma nonho riserve verso formazioni di quel tipo».

27.11.04 09:10 - sezione politiche
il 30 Novembre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

beh, in compenso pare che a gerusalemme un certo fini, ex fascista amico di fascisti, abbia incontrato un certo sharon ex terrorista amico di corrotti, noto sterminatore di profughi...sara' un caso?

il 01 Dicembre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
sami ha scritto:

Scusa ma non capisco il paragone. Per quanto possiamo avere sullo stomaco Fini e Sharon comunque sono due signorini eletti democraticamente nei paesi rispettivi e si incontrano nell'ambito delle relazioni diplomatiche (mi sembra che Fini vada nei territori ospite dell'AP prossimamente). Il gruppo Hezbollah dichiara apertamente di volere la distruzione di uno stato e l'annientamento della sua popolozaione. Per quanto riguarda i rapporti con l'estrema destra, ti prego di approfondire le tue conoscenze sui troppo soventi contatti tra questa e certe organizzazioni "patriotiche" palestinesi e arabe in generale. Forse dimentichi le belle lettere del Mufti di Gerusalemme a Hitler? Vai a guardarti per curiosità l'argomento della tesi di laurea di Abu Mazen.

il 09 Dicembre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

sami, quello che gli amici "troppo" amici di israele non capiranno mai, e' che essere contro la politica nazionalista-imperialista di israele e detestarne i peggiori rappresentanti non vuol dire essere contro israele tout-court oppure essere antisemiti.
scusa se te lo dico, i tuoi argomenti mi sembrano un disco rotto, costretto a far sentire sempre gli stessi solchi.
non credo che l'essere piu' o meno democraticamente eletto dia una maggiore dignita' all'infamia e alla sozzura.

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