Dal sito del Piccolo Teatro: «L’erede della tradizione yiddish Moni Ovadia, il musicista serbo-croato Aleksandar Sasha Karlic e il cantante palestinese Faisal Taher, insieme per un concerto-spettacolo che è un inno alla pace e alla tolleranza, in cui le voci di artisti di differenti culture e nazionalità si intrecciano per cantare le musiche delle tre religioni monoteiste: cristiana, ebraica e musulmana». Un concerto austero, ostico, a volte duro da digerire, ma di grande valore artistico. Questa volta Moni resta serio (salvo per il contentino finale, la barzelletta sugli ebrei con accento italo-askenazita), canta poco, ma parla molto di pace. Moni Ovadia, un grande, uno dei pochi che non si vergogna per nulla di parlar bene di Lenin e di dire che lui rimane "comunista".
E certo, come si può non apprezzare uno che parla bene di Lenin !?!
D'altronde,da chi si firma Berja...