qui giace OneMoreBlog2.31
«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Lo sporco lavoro del Corriere
Interessante come il Corriere titola il pezzo principale sul discorso di Romano Prodi (tra l'altro relegato a pagina 9) "Prodi attacca il governo «Politica senza morale»". Chiuunque legga il testo integrale può rendersi conto che il Professore è stato maledettamente pragmatico, ha fatto critiche circostanziate, supportate da numeri e dati. La parola "morale" è stata utilizzata due sole volte, nello stesso periodo («Noi dobbiamo rivendicare l'importanza morale della politica. La concentrazione della ricchezza e del potere sta moltiplicando gli abusi, demolisce la fiducia nell'economia italiana e nel governo, elargisce grandi ricompense a una piccola minoranza e getta nell'insicurezza gli altri. Questa politica non è morale, è una politica senza valori»). Nel primo caso in positivo, nel secondo in negativo, ma con un riferimento all'accumulo di potere e ricchezze, non all'operato del governo. La disinformazione è supportata da altri due elementi.
(1) il sommario sotto questo titolo ("I tre no di Romano"), che dà un'idea totalmente falsa di un discorso "contro" che Prodi non ha fatto e (2) il titolo della colonna di destra ("Bertinotti incalza il Professore: ancora troppe bandiere uliviste"), in cui la frase attribuita a Bertinotti (senza virgolette, quindi inventata) viene utilizzata per creare un'atmosfera di contrasto.
Non c'è che dire, chi ha costruito questa pagina ha fatto molto bene il suo sporco lavoro.
13.12.04 00:54 - sezione informazione
il 13 Dicembre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
beppe caravita ha scritto:

Devo dire che facciamo bene a mettere in mostra i link al discorso integrale. Che è di per sè eloquente dei resoconti che ne sono stati fatti. Poche volte negli ultimi anni ho ascoltato un discorso politico come quello. Di respiro, concreto e soprattutto dolentemente sereno.

Mi spiace per il Corriere ma anche per la Repubblica. Ci hanno mandato due giornalisti che hanno fatto un lavoro piuttosto modesto.

Soprattutto hanno perso un'occasione di alzare le proprie pagine di politica dal solito teatrino, più o meno cerchiobottista.

Il Corriere, per esempio, poteva mettere a confronto le proposizioni politiche di Prodi con quelle di Berlusconi nello stesso giorno. C'era materia per una bella pagina chiara e di alto interesse e profilo.

Sarebbe stato giornalismo anglosassone, sui contenuto e non su due o tre parolette.

Poi ognuno avrebbe giudicato. Da sè.

il 14 Dicembre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
Massimo ha scritto:

Sono d'accordo con quanto dice Caravita. E' ormai risaputo che nell'informazione cartacea o no abbiamo la possibilità di scegliere una parte o l'altra ma manca la possibilità di *non* scegliere. Pensare di avere una rappresentazione delle posizioni dei due avversari scevra da commenti tesi a prendere le difese o attaccare l'uno o l'altro, è diventato pressochè impossibile. Una persona, per potersi fare una propria opinione completa, perchè il processo formativo delle sue idee non sia influenzato da omissioni o aggiunte maligne deve mettersi a leggere tutte le testate. Il giornalista che non ha indossato l'elmetto della militanza non esiste più, e se esiste, non ha più lo spazio.

Altrove: A - rivista anarchica | Accordo | Anticatechismo | Chan Hon Chung | Ciclistica | Il Deposito | Don Zauker
Gruhn Guitars | Giordano Bruno | Libertaria | Movimentofisso | Brian Setzer | Shel Shapiro | UAAR | Il Vernacoliere