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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
La città dolente
Quanto Marco Vicentini, fondatore di Meridiano Zero mi ha proposto di leggere il manoscritto di questo romanzo di Daniel Zimmerman (classe 1935, padre francese e madre polacca, duramente toccato dalla Shoah), sono rimasto perplesso. Fiction su Auschwitz? L'ho letto con curiosità e rispetto, come ogni cosa che riguarda la Shoah, e sono uscito provato e confuso dall'esperienza. E' un libro durissimo, feroce, crudo. Al limite del pulp e dell'horror.
E credo che a qualcuno potrà addirittura sembrare offensivo per come "mette in piazza" senza scrupoli ogni orrore. Ho pensato a Primo Levi, a quella sua capacità di raccontare gli orrori dello sterminio nazista con immagini lievi, la madre che - nonostante tutto - lava i panni dei figli destinati come lei a vivere solo poche ore ancora, quante notti insonni ci ho fatto da ragazzo) e mi sono doimandato se ha senso questo libro (titolo originale L'anus du monde).Certo, la domanda è la stessa che pose Primo Levi ("questo è un uomo?"), ma è condita dalla descrizione nei minimi particolari della discesa all'inferno. Ci ho ragionato a lungo, ho deciso di sì, che ha senso, dopo aver sentito che perfino una roccia come Elie Wiesel è preoccupato per il ritorno dell'antisemitismo (e d'altra parte, non occorre andare lontano, ecco un esempio drammatico). Ha ragione Marco Vicentini, che rispondendo alle mie perplessità ha detto che, secondo lui, per tramandare la memoria le nuove generazioni occorrono immagini forti. In questo libro non mancano.

PS non c'è un link perché è fresco di stampa, tanto che ancora mi pare non compaia neppure sul sito dell'editore. Ma sicuramente è già disponibile in libreria.
25.01.05 00:52 - sezione libri
il 19 Febbraio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
tommaso pezzato ha scritto:

Io la vedo così: mi pare che la giusta preoccupazione degli ebrei (e non solo) di tutto il mondo sia: non dimenticare; da qui la giornata della memoria e molte altre iniziative. Ora, ciò che impedisce di dimenticare è anche e soprattutto lo sdegno e lo sdegno deriva dalla conoscenza il più possibile approfondita degli orrori accaduti nei campi di concentramento. Con questo non intendo assolutamente criticare chi analizza la Shoah e il nazismo sotto il profilo storico, filosofico ecc, ci mancherebbe altro; dico però questo: se un giorno rimprovererò un amico per una barzelletta di cattivo gusto sugli ebrei, non sarà perché ho letto un libro (pur bellissimo e utilissimo, intendiamoci) sull'esito fatale dell'irrazionalismo tedesco, ma perché ho sentito raccontare, il 27 gennaio scorso, ad un signore ebreo di Roma, di quando i nazisti si sono divertiti a far sbranare la sua sorellina dai cani. Ulteriore conferma di ciò che dico: nella giornata della memoria è a questi racconti e ad altre simili testimonianze che, giustamente, si affida, appunto, la memoria. Il libro di Zimmermann mi ha spinto a documentarmi ulteriormente sulla Shoah, a chidermi come una cosa del genere sia stata possibile ecc ecc.

il 19 Febbraio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

E allora, benvenga anche Zimmermann. Sottolineo che il 22 febbraio ci sarà una presentazione alla Feltrinelli di Milano (mi pare Buenos Aires, meglio controllare) con Moni Ovadia.

il 19 Febbraio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
novalguy ha scritto:

sapete che ci vorrebbe? ci vorrebbe TOLLERANZA 0, ecco cosa ci vorrebbe...
per tutti i coglioni antisemiti vecchi e nuovi, lo ribadisco visto che mi pare di averlo già detto su un altro post, ci vorrebbe una terapia audiovisiva d'urto in stile arancia meccanica...con certa gente è inutile mettersi a discutere e sperare di convincerli. certa gente va corretta e basta, e allora ben vengano le scene orribili al limite della sopportabilità!!
ciò che impedisce di dimenticare non è lo sdegno, caro tommaso: ci siamo indignati per ustica, ci siamo indignati per l'attacco alle twin towers...ora, a distanza di pochi anni, sembra tutto così lontano. lo sdegno come viene così se ne va...è il dolore, il dolore quello vero che ti segna e ti impedisce di dimenticare!!! leggere su un libro di storia le leggi razziali e sapere che "la persecuzione nazista in nome di una folle ideologia ha sterminato 6 milioni di ebrei" forse ti sdegna, ma non ti fa stare male. le immagini delle fosse comuni, dei campi di sterminio, della vita appesa ad un filo nei ghetti, delle fucilazioni arbitrarie...bisogna che la gente le guardi, bisogna che la gente stia male, che vada a vomitare, che abbia gli incubi la notte, che gli venga da piangere, che pensi "e se fosse capitato a me? ai miei genitori, ai miei figli??
basta con gli orrori raccontati con immagini lievi, se ne perde la reale portata. l'impatto deve essere duro e senza filtri

il 21 Febbraio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
tommaso pezzato ha scritto:

ATTENZIONE: LA PRESENTAZIONE DEL 22 CON OVADIA ALLA FELTRINELLI DI CORSO BUENOS AIRES E' SALTATA! DIFFONDETE LA NOTIZIA SE POTETE!

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