qui giace OneMoreBlog2.31
«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Massimo D'Alema
«Nel momento in cui vogliamo promuovere la federazione dell’Ulivo abbiamo bisogno di avere una sinistra che sia vitale. Spero che la minoranza da questo congresso esca rafforzata nelle sue convinzioni perché un grande partito non può essere ridotto alla sua maggioranza. Ha bisogno di una dialettica interna che non dipende solo dal peso delle singole componenti. Insomma, abbiamo bisogno di una sinistra in grado di portare contenuti, di partecipare alla dialettica interna».
Parola del Presidente dei DS, lo stesso che mica tanto tempo fa aveva detto: «I veri perdenti stavano in prima fila proprio al Palasport: sono i Folena e i Mussi, che hanno perso le elezioni mentre io facevo una durissima campagna elettorale e vincevo a Gallipoli». Campagna doppiamente difficile, perché - proprio come Silvio - vittimeggia: «Non è neanche facile rimanere sereni quando, come nel mio caso, si è sottoposti a una campagna di aggressione personale prolungata e velenosa. Un linciaggio che spesso travalica i confini della battaglia politica, per sconfinare nella denigrazione e nella calunnia» (parla dei suoi ovviamente, mica di Forza Italia, nei confronti della quale è molto più tollerante.
03.02.05 13:03 - sezione in miniera!
il 03 Febbraio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Alfredo ha scritto:

Quasi le stesse parole del Silvio che facendo campagna elettorale per Tajani contro D'Alema lo invitò(il Maximo)ad andare a lavorare. Io sarei imbarazzato.

il 05 Febbraio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
novalguy ha scritto:

parole sacrosante...a destra come a sinistra...quelle di D'Alema! il guaio però è che all'esistenza di una dialettica costruttiva all'interno delle coalizioni che non sia la cartina di tornasole dei giochi di potere e delle antipatie, proprio non riesco a crederci!!!
cito Roberto Escobar, prof. di filosofia politica della facoltà di scienze politiche all' università degli studi di milano:" quanto più ricche e differenti e vive sono le narrazioni, tanto più ricche e differenti e vive sono le vite. la nostra libertà non sta in una sola storia ma in molte storie(...)questo politeismo narrativo la rende delicata e precaria, e per questo tanto più preziosa. occorre perciò che la decliniamo al plurale: non la libertà, ma le libertà(...)si fa bene a cercarle agli incroci di molteplici interferenze, là dove la potenza del dubbio apre i confini. chi abbia la fortuna di frequentare tali incroci, impara ben presto a rivendicare a sè l'onere e la felicità della scelta. e impara anche che ogni momento del suo scegliere non poggia solo su questo coraggio, ma ancor più, su quello eventuale di rimetterlo in questione." un solo racconto, una sola voce, una sola idea ripetuta fanaticamente fino all'assuefazione...questa è morte!!!

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