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Laputa - Il castello nel cielo
Opera classica di Hayao Miyazaki. Vista con gli occhi dell'incompetente, questo film sorprende per la complessità della sceneggiatura e l'incredibile ricchezza del disegno. A maggior ragione Laputa va ammirato perché risale al 1986, quindi è prodotto interamente a mano. Le straordinarie macchine volanti e la città visionaria sospesa nel vuoto sono una gioia per gli occhi. Un po' meno gioioso è invece il messaggio: una netta separazione tra bene (i ragazzi, la natura, i bravi pirati) e male (la tecnologia e chi a essa è asservito), in una concezione ottocentesca del mondo, profondamente romantica, di cui non si può non ricordare la successiva degenerazione.
Va però dato atto a Miyazaki di averla superata e di averlo saputo affermato con coraggio ne La città incantata, opera forse meno sorprendente esteticamente, ma enormemente più complessa e matura. Una bella risorsa sui film di Miyazaki è qui. Rimostranza tecnica: che senso ha mettere dei sottotitoli in italiano totalmente diversi dai dialoghi?
19.02.05 12:15 - sezione cinema
il 19 Febbraio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Luca ha scritto:

Il messaggio e' appena un po' meno banale di quel che sembra: non e' la tecnologia in se' ad essere malvagia, ma il modo in cui la si approccia.
E' quando essa diventa totalizzante, al punto da far perdere il contatto con la spiritualita' (rappresentata dalla natura), che diventa causa di distruzione, morte e perdizione (in senso ateo).
Paradigmatica e' la figura dei robot di Laputa: a seconda di chi li comanda possono essere miti giardinieri, premurosi protettori o micidiali armi di guerra.
Il tema della perdita di umanita' a causa di un'eccessiva meccanizzazione e' tipico non solo di Miyazaki, ma di gran parte della produzione culturale giapponese; se provi a pensare a come vivono a Tokio, Osaka e altrove nelle grandi citta' dell'arcipelago ti rendi conto che il messaggio non e' ne' scontato ne' tantomeno arcaico.
Quanto al fattore tecnico: con ogni probabilita' non sono i sottotitoli ad essere toppati, ma il doppiaggio. I film dello Studio Ghibli (l'officina di animazione di Miyazaki) sono distribuiti in occidente dalla Buena Vista, aka Walt Disney, che ha comprato l'esclusiva promettendo faville ma, nei fatti, boicottando questi prodotti che sono in evidente concorrenza con i loro.
Al posto loro farei anche io lo stesso, visto l'abisso tecnico e artistico che separa i due...

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