qui giace OneMoreBlog2.31
«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
La schivata
Film eccellente, che sa raccontare l'adolescenza partendo dal calderone etnico della periferia parigina. Invece della solita storia di degrado (un classico quando ci sono immigrati e periferia) , qui c'è un'osservazione attenta della vita di un gruppo di liceali, in buona parte di origine extracomunitaria. L'obiettivo è dimostrare che, per quanto riguarda le dinamiche tra adolescenti, tutto il mondo è paese. L'avvio del film è impetuoso, coinvolge con una serie di dialoghi serratissimi (stranamente accettabile il doppiaggio, anche se si perdono gli accenti), abbondantemente conditi dal logico turpiloquio generazionale. Amorini e amorazzi sono una scusa, che il bravo Abdellatif Kechiche (già apprezzato nell'ottimo Tutta colpa di Voltaire) utilizza per dipingere il suo intelligente quadretto (forse autobiografico).
La storia prende spunto da una recita scolastica della pièce di Pierre Marivaux "Il gioco del caso e dell'amore". La scelta non è casulale: nella storia i ricchi si travestono da poveri e i poveri da ricchi. Tuttavia, la cameriera Lisetta finisce per innamorarsi proprio di Arlecchino che, malgrado il travestimento da gran signore, è di estrazione popolare come lei. E allo stesso modo la padrona, pur travestita da cameriera, si innamorerà di un nobile. Citando Marivaux, il regista fa una riflessione amara: nonostante le Nike, il telefonino e i Levi's, i figli di immigrati portano quotidianamente il marchio delle loro origini.
A questa riflessione si collega l'unico momento "forte" di un film delicato, il confronto con la polizia, scena in cui il regista si toglie un sasso dalla scarpa, entrando a far parte della lunga schiera di testimoni di inciviltà, arroganza e prepotenza dei "tutori dell'ordine". Quando si confrontano con qualcuno che vedono "diverso", magari perché ha la pelle un po' più scura (o perché manifesta per una causa a cui loro non credono), troppi poliziotti diventano bestie feroci.
Bravissimi gli interpreti, tutti credibili e perfettamente nella parte, eccllente la regia (basta poco per fare un grande film). Due ore che scorrono veloci e leggere, ma lasciano molto su cui riflettere.
20.02.05 23:59 - sezione cinema
il 21 Febbraio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Daniela ha scritto:

Scusa non c'entra niente ma visto che mi è arrivata una mail dall'FBI che dice che io frequento siti illegalie mi invita a rispondere a domande che non riesco a scaricare volevo sapere se ci sono precenti. Ti risulta che sia successo a qualcun altro? Che bisogna fare? ( non sono pedofila nè pornofila non capisco a quali siti possano riferirisi, forse al tuo?)

il 21 Febbraio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
oppi ha scritto:

Daniela: è successo a me, e a tanti: è una bufala, stai pure tranquilla. Alberto non è ricercato dall'FBI (credo?). Inolre ho ricevuto rassicurazioni in merito da chi si occupa proprio di questo genere di boiate.
Alberto: stasera volevo (voglio) andare al cinema, pensavo di cogliere il tuo suggerimento ma nella mia città (che è una metropoli, non San Michele alla Ricotta) questo film non esiste... Sai dirmi se devo considerarlo un fatto normale, o meno?

il 23 Febbraio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
adellam ha scritto:

Mah: http://persone.softwarelibero.org/person/adellam&start=138

Altrove: A - rivista anarchica | Accordo | Anticatechismo | Chan Hon Chung | Ciclistica | Il Deposito | Don Zauker
Gruhn Guitars | Giordano Bruno | Libertaria | Movimentofisso | Brian Setzer | Shel Shapiro | UAAR | Il Vernacoliere