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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Invisible monsters
Invisible MonstersL'avvio è intrigante, di quelli che ti tirano dentro e non ti permettono di mollare il libro (che in effetti è tornato sullo scaffale in tre giorni di lettura serrata): Shannon McFarland, top model che ha tutto, resta sfigurata (sfigurata alla grande, perde la mascella, le resta una faccia da alieno con occhi naso e un gran buco che scende direttamente in gola). La conoscenza in ospedale con Brandy Alexander (un/una semi-trans che ne sta subendo di tutti i colori dalla chirurgia per diventare donna) le dà una prospettiva diversa e maledetta alla sua vita.
Chuck Palahniuk, autore di culto, è diventato famoso per Fight Club. Questa sua storia (ma anche le altre, da quanto si legge in giro per la Rete) è prima di tutto una critica ferocissima alla società americana basata sull'apparire anziché sull'essere. Ho letto così l'allegoria dei "mostri invisibili", un romanzo in cui i protagonisti sono "altro" rispetto a ciò che sembrano. Shannon, bellissima donna misteriosa, è in realtà un mostro su cui è quasi impossibile posare gli occhi; Brandy, principessa dal corpo di statua, ha dovuto farsi segare le costole per avere una vita più sottile e nasconde negli slip un inaspettato pisellone. Non solo l'aspetto è finzione: apparentemente protagonisti del jet set, in realtà Shannon e Brandy campano vendendo psicofarmaci rubati nelle ville in vendita.
E' un libro difficile, che probabilmente soffre un po' nella traduzione. Il flusso narrativo è contorto e sconcertante, con continui colpi di scena che ogni tanto portano a grattarsi la testa perplessi.
Molto bella la prima metà, si perde un po' nella seconda, dove cala la tensione narrativa anche a causa di qualche immagine un po' troppo "maledetta" che fa calare la tensione.
Non so, non posso dire che non mi sia piaciuto, ma dopo 24 ore confesso che non mi ha lasciato granché. Immagino però che l'impatto sul lettgore americano (il bersaglio su cui Palahniuk prende la mira) sia molto diversa.
E' comunque uno scrittore che merita attenzione, credo che leggerò Diary, questa volta in inglese.
23.03.05 09:05 - sezione libri
il 23 Marzo 2005 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

per chi fosse interessato su "Diary", ho fatto una recensione-demolizione sul mio sito (cliccate il mio nome). Io proprio chuck palahniuk la trovo una delle cose più assurdamente sopravvalutate della nostra epoca, avara di "veri" bei libri.
Leggete i classici che è meglio.

il 23 Marzo 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Mj ha scritto:

Quel libro mi aveva terribilmente incuriosito gia` dalla copertina originalissima. Non l'ho preso perche`, si sa, si deve scegliere, ma mi resta la curiosita`...

il 23 Marzo 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Sami ha scritto:

Dicono che sia un nuovo Auster. Sto finendo "Il libro delle illusioni" che trovo straordinario. Che dici Al lo provo questo gnakgnakgnuk? Regge il confronto?

il 23 Marzo 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

"Il nuovo Auster" non è ancora nato e non nascerà per ancora un bel po'. La complessità, la genialità, la padronanza della scrittura, l'intelligenza di Paul Auster sono inavvicinabili.

il 23 Marzo 2005 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

no, sami, non provarlo. io li ho letti quasi tutti, per masochismo evidentemente. l'unico decente, se proprio ci tenete a farvi del male, è "soffocare" (come dico nella recensione sul mio sito).
Scusate, ma palahniuk è davvero una delle cose che mi fanno uscire di testa, è un mio pallino in negativo.
Un bel libro, uscito qualche anno fa, di un cosidetto autore emergente, se se ne sente il bisogno, che mi sento di consigliare è invece "Le correzioni" di Jonathan Franzen. Benché gli altri suo titoli sono davvero poca cosa, questo è davvero ben scritto, divertente, cinico e triste allo stesso tempo.

il 23 Marzo 2005 (quando OMB accettava i commenti)
garp ha scritto:

Io ho letto una parte de "Le correzzioni" su consiglio di mio fratello che me lo ha prestato e ho dovuto interrompere (cosa che mi capita molto raramente) perchè mi è sembrata una porcheria allucinante. Poi ho scoperto che mio fratello voleva farmi uno scherzo! Io non so proprio come ha fatto a piacerti.

il 23 Marzo 2005 (quando OMB accettava i commenti)
adellam ha scritto:

alberto, da quel che ho letto in giro sembra che diary gli sia venuto proprio male. Perche' non cominci dall'inizio, con fight club e survivor?

il 23 Marzo 2005 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

garp, in molti ne parlano male di "Le correzioni", tra cui Genna, ma francamente li ho sempre trovati commenti prevenuti. Non è un capolavoro, ma è un libro godibilissimo e scorrevole. difficile annoiarsi e mollarlo. al massimo, anzi, è un po' superficiale. stiamo parlando di un ragazzotto, l'autore, con i classici occhialini da nerd e l'aria da intellettuale da quattro soldi. la premessa mia infatti era "se proprio se ne sente il bisogno" di leggere autori giovani. Perché di giovani bravi secondo me ce n'è veramente pochi. Io direi nessuno.

il 23 Marzo 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Cristina ha scritto:

Io ho letto Lullaby e posso dirne esattamente le stesse cose che Alberto ha commentato su Invisible Monsters. Partenza travolgente da una geniale idea iniziale, e prima parte del libro coinvolgente grazie ai riferimenti paradossali, ma leggibili, alla realta' - non solo americana - della (in)civilta' contemporanea.
Poi pero' nella seconda parte il libro si sfilaccia, sembra quasi che Palahniuk non sappia bene come concludere la storia e soprattutto la metafora si perde, rendendo - almeno per me - la conclusione poco interessante.

il 23 Marzo 2005 (quando OMB accettava i commenti)
giampiero ha scritto:

palahnniuk perde troppo in traduzione, come pynchon. cmq forse e' meglio cominciare con fight club come suggeriva qualcuno, poi magari choke e survivor. ma a me diary e lullaby erano piaciuti molto, forse anche perche' li ho letti in originale e non stuprati da qualche incompetente

il 23 Marzo 2005 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

il problema è che palahniuk può anche avere delle intuizioni interessanti (anche in diary ci sono), ma restano tali. Non c'è legame tra loro, non c'è una struttura, un canovaccio che tenga insieme la storia. Non c'è spesso la storia. Ma allora o sei un genio, asistematico, oppure è solo vellità. vuoi farmi vedere quanto sei fuori di testa, quanti voli pindarici fa la tua mente, quali deliri sai partorire? potrei anche non esserne interessato. Insomma, io credo che Palahniuk al di là di qualche intuizione, non sia proprio capace di scrivere un romanzo, un libro.
qualcosa che vada al di là di qualche singolo sprazzo. e allora sono capaci in tanti altri.
auster, sami, lascia stare se ti aspetti auster, stiamo freschi.

il 23 Marzo 2005 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

questa storia del perdere con la trauzione è un po' un luogo comune. Se c'è del buono, questo va al di là del linguaggio dei modi di dire, si percepisce comunque, anche se si è in presenza di una brutta traduzione. se c'è poco, allora ci si attacca alla cattiva traduzione.
Poi, scusa, basta fare una prova: leggere "fight club". E' molto meglio e più visionario il film. e questo la dice lunga.

il 23 Marzo 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

La traduzione è fondamentale e può ribaltare un libro. Due esempi: ho letto in inglese Country of last things di Paul Auster e Barney's version di Richler, poi li ho sfogliati in italiano, per curiosità. Irriconoscibili. E non penso che siano stati tradotti da dei cazzari. Mi spiace non parlare tutte le lingue per poter leggere tutto in originale, ma sono contento di poter leggere in inglese, perché credo sia è per struttura la lingua che soffre di più nella traduzione.

il 23 Marzo 2005 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

sono d'accordo, alberto, (mi sono anche sorbito parti hegel in tedesco), ma ripeto ai livelli di un autore commerciale come palahniuk, in cui è la struttura stessa dei suoi romanzi a fare acqua da tutte le parti, non so quanto la traduzione possa cambiare le cose. sì, magari apprezzerò di più qualche trovata, qualche modo di dire folcloristico, ma non credo che possa dare ai suoi romanzi, come per magia, quell'assenza, quel vuoto di contenuto che io avverto ogni volta che provo a leggerne uno. Se e quando avrò tempo, farò la prova e ti dirò. Resto molto scettico. e comunque la prova preferisco farla con altri autori.

il 23 Marzo 2005 (quando OMB accettava i commenti)
giampiero ha scritto:

sono contento di non condividere le tue opinioni al riguardo. che, come diceva clint eastwood, 'sono come le palle, ognuno ha le proprie"
:)

il 23 Marzo 2005 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

e ci mancherebbe. :)

il 23 Marzo 2005 (quando OMB accettava i commenti)
giampiero ha scritto:

..almeno per adesso, poi visto come vanno le cose anche questo diritto lo potremmo perdere presto ;)

il 24 Marzo 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Aleph ha scritto:

Chi ha parlato di Pynchon?
Non vorrete confondere Pynchon con quella paccottaglia di scribacchini di cui parlate? Spero...

il 24 Marzo 2005 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

...grande aleph, hai ragione. Pynchon è altra cosa. Ho letto poco, ma sicuramente è uno di quelli per cui farò l'esperimento della lettura in lingua originale. qule mi consigli?

il 24 Marzo 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Aleph ha scritto:

Pynchon mi ha fulminato molti anni fa con Entropia. Un racconto del '60. Per molti è uno scritto che ha segnato una svolta della letteratura contemporanea americana verso tematiche scientifiche e di fisica quantistica. Lo trovai anche in lingua originale e mi piacque ancora di più (ma è abbastanza semplice rispetto ad altri suoi romanzi).
Se però devo dare un titolo da leggere assolutamente, dico L'Arcobaleno dell Gravità (Gravity's Rainbow) che grazie a Rizzoli è arrivato anche in Italia, seppur con molto ritardo. Ma si sa, la nostra editoria ha profonde lacune.
Leggerlo in lingua...?
A me mette i brividi un'idea del genere. Ma sai molto ma moooolto bene la lingua, ti invidierò. Fammi sapere!

il 24 Marzo 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Aleph ha scritto:

...sorry, piccolissimo contributo per coloro che vogliono avvicinarsi a questo autore straordinario.

http://www.pynchon.pomona.edu/

il 24 Marzo 2005 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

grazie, aleph, per le informazioni preziose. avevo letto, non senza qualche difficoltà, "V" e poi mi ero fermato. e in effetti, non oso pensare alla difficoltà di leggerlo in lingua originale.
comunque, ora mi hai dato la dritta: punto su "L'Arcobaleno della Gravità". il titolo promette bene. poi recensirò sul mio sito.

il 19 Aprile 2005 (quando OMB accettava i commenti)
fradiavolo ha scritto:

l'ho appena letto... devo ancora farmi un'idea. comunque questo frammento mi sembra la chiave per leggere tutto il romanzo:
''E' perché siamo intrappolati nella nostra cultura, nel fatto che siamo esseri umani su questo pianeta con i cervelli che abbiamo, e due braccia e due gambe come tutti. Siamo così intrappolati che qualsiasi via d'uscita riusciamo ad immaginare è solo un'altra parte della trappola. Qualsiasi cosa vogliamo, siamo ammaestrati a volerla.''

il 01 Agosto 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Ipocrisia ha scritto:

Lo trovo spettacolare!

il 28 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
eleonora ha scritto:

Ho appena finito di leggere INVISIBLE MONSTERS...l'ho trovato molto carino ma sicuramente non regge il confronto con FIGHT CLUB o SOFFOCARE....se non l'avete ancora fatto...leggeteli

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