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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Gegè Di Giacomo
In questi giorni di marasma mediatico, nessuno o quasi si è accorto della scomparsa di un grandissimo musicista italiano, Gegè Di Giacomo, batterista di Renato Carosone. Figlio d'arte (nipote del sommo poeta napoletano Salvatore, un padre fine dicitore, le sorelle cantanti, Gegè cominciò a picchiare su qualunque cosa a dieci anni, quando accompagnava i film muti in un cinema di quarta categoria a Napoli. Indimenticabile il suo "grido di guerra" («Canta Napoli!») che era diventato anche sigla del gruppo. Il merito del successo di Carosone va equamente diviso con Gegè, alle sue gag, alle trovate con cui ha saputo rendere uniche le performance del gruppo.

Dalla notizia di Age

I tratti del carattere del grande percussionista si possono facilmente evincere proprio nelle parole di Carosone, che racconta (nell'autobiografia 'Un Americano a Napoli - ed S&K - scritta a quattro mani con Federico Vacalebre): «Con Peter Van Wood provavamo all’hotel Miramare, aspettando di conoscere il nostro nuovo compagno di lavoro. Si presentò Gegè Di Giacomo, il padre di tutta la futura stirpe dei percussionisti-poeti della scuola partenopea (da Tullio De Piscopo a Toni Esposito, Toni Cercola, Rosario Jermano, Giovanni Imparato, Arnaldo Vacca, Peppe Sannino, Prince Hobo, Ciccio Merolla, Maurizio Capone…). Io e Peter non capivamo come quel buffo giovanotto con gli occhiali appannati volesse aggiungersi alla nostra jam session: non aveva con sé la batteria, l’aveva portata a cromare, sono sue testuali parole, “perché si era ossidata dopo la stagione estiva, colpa della salsedine”, ma tanto lui poteva suonare lo stesso, sosteneva. “E come?”, gli chiesi incuriosito della sua pietosa bugia o della clamorosa intempestività di quella sua scelta, squadrandolo dalla testa ai piedi, che non ci voleva molto. Tomo tomo, Gegè andò dietro il bancone del bar, si impossessò di un vassoio, una sedia di legno, tre bicchieri “intonati” diversamente con un po’ d’acqua e un paio di forchette e via, bum, bum, bum. Eccolo, il suono che stavo cercando. Gegè davvero non aveva bisogno della batteria, poteva suonare qualsiasi cosa, far suonare qualsiasi cosa».

04.04.05 08:13 - sezione news
il 20 Giugno 2006 (quando OMB accettava i commenti)
MAURO ha scritto:

CHE FINE AVRA' FATTO QUESTO COMPLESSO, ERA
COSI' TANTO BELLO UN BATTERISTA, UN PIANISTA, DEI
CHITARRISTI, E IL TUTTO FACEVANO DA CORO SULLE CANZONI.
MA I DISCHI SI TROVANO ANCORA, IO NON SO', MI
PIACEREBBE SAPERLO.
GRAZIE MAURO.

il 20 Giugno 2006 (quando OMB accettava i commenti)
MAURO ha scritto:

CHE POSSO DIRE LE CANZONI SONO BELLISIME
MA IL COMPLESSO POI ALTRETTANTO.
UN SALUTO DA MAURO.

il 01 Luglio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Sergio ha scritto:

Che nostalgia!
Ieri RAI-Tre ha trasmesso il film "Totò, Peppino e le fanatiche" del 1958. Verso la fine c'è stata una esibizione del sestetto di Renato Carosone. Come per incanto la mia mente è volata a quegli anni indimenticabili provando la stessa emozione che provavo allora vedendoli suonare in diretta alla televisione. Da brivido!
Forse, solo chi ha la mia età può capire.
Grazie per questa opportunità.
Sergio.

il 06 Luglio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
luca cioffi ha scritto:

penso che la musica sia un' altra cosa rispetto a cicco merolla,tony esposito e toni cercola.penso che l'intuito musicale sia una cosa e la musica un'altra.mi rincresce come persone come ciccio merolla possano essere cosi' osannati,capisco gli anni di tony esposito e toni cercola...ma questo merolla chi dovrebbe essere ?il toni cercola dei giorni nostri?il percussionista,nonchè il musicista deve avere rispetto prima di tutto per la musica e quindi per lo strumento,nonchè per l'etnia.suonare uno strumento come la tabla è ben diverso dal suonare come in una piazza o come in una discoteca.mi rincresce vivere qui'.

il 06 Luglio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
luca cioffi ha scritto:

forse centra poco con la scomparsa di gegè di giacomo, ma leggendo l'articolo e poi vedendo scritti nomi che non vedo vicini a quello, di significato storico nonchè musicale di gegè di giacomo, non ho potuto fare a meno di dire la mia.e perciò volevo porgere le scuse se qualcuno non ha capito il mio messaggio,porgendo i più rispettosi saluti a una figura come quella di Di giacomo che ha accompagnato il grande maestro carosone.sperando che forse a napoli cambi qualcosa e si possa vivere meglio.

il 27 Agosto 2006 (quando OMB accettava i commenti)
tina ha scritto:

mi diverti tanto rivedere gegè di giacomo in una sua esibizione con la canzone:CHE COSA....mi sembra di BONAGURA.mi piacerebbe tanto avere il testo.con nostalgia,tina.

il 15 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Emidio ha scritto:

Possiedo 4 dischi(33giri)serie Carosello Carosone vorrei sapere se si potra' in televione o radio risentire il complesso di cui sopra.

il 01 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Jan ha scritto:

Maaaa.."Nomade del Vesuvio"
di Tony Cercola avete sentito???
la "MUSICA"?eee.."Janet"'
ciààà..da Lucca!

il 10 Agosto 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Marco ex Musicista ha scritto:

Un Grande della Musica Italiana, ancora ascolto
e canto le sue canzoni, eccezionale la sua performance in Io Mammeta e Tù, la mia famiglia
tutti musicisti Napoletani erano suoi fans ed anche
di Renato.

il 26 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
pentodo ha scritto:

Ebbene si,nonostante la mia età la quale mi ha forgiato durante la vita,non ho potuto fermare la lacrima e la stretta al cuore per la scomparsa di GEGE'

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