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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Silvio? Sono George!
Sul "Bananas" di oggi, Marco travaglio racconta due episodietti ediificanti (il trombato Fitto che tenta una leggina per garantire l'auto blu anche agli ex governatori e la Rai che offre una consulenza alla moglie di Alberoni). Dal pezzo - che vale da solo l'acquisto del giornale - citiamo un surreale colloquio immaginario tra Berlusconi e Bush.

Circola nei palazzi romani un resoconto dettagliato dell'ultima chiamata Washington-Arcore.
- «Silvio? Sono George».
- «Carissimo, come stai?».
- «Incazzato nero. Com'è quella storia che il nostro check point era illegale?».
- «Ti ringrazio per le condoglianze per Calipari, ma non dovevi: già me le avevi fatte due volte».
- «Non hai capito: ho letto il vostro controrapporto sul caso Calipari. È una vergogna. Voi sudditi del mio impero non vi dovete permettere di sindacare su quello che facciamo in Iraq, visto che comandiamo noi e i check point li mettiamo dove ci pare. Non siamo mica lì in missione di pace, noi».
- «Grazie, George, sono commosso: estenderò le tue condoglianze ai familiari del nostro eroe».
- «Ma che cazzo hai capito? Passami l'interprete».
- «Sì, tutto chiaro: sei rammaricato per quello che è accaduto al nostro eroe. Ma me l'avevi già detto».
- «Scusa, ma ci sei o ci fai? In Iraq abbiamo perso migliaia di uomini, i nostri sono terrorizzati e sparano a ogni foglia che si muove, cosa vuoi che me ne freghi del vostro eroe?».
- «Ok, George, ok. Le telefonate intercontinentali costano, non è il caso che me lo ripeti ancora. Presenterò alla famiglia».
- «Fuck off».
- «Ben detto, George. Tu trovi sempre le parole giuste, in questi momenti drammatici. Mi commuovi».
- «Bip».

06.05.05 07:48 - sezione satira
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