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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Furbi e scaltri distorcono il "suo pensiero"
read_paper.jpg «Se le parole hanno un senso, non ho mai detto che bisogna fare la guerra per esportare la democrazia, bensì l'esatto contrario. [...] Mi sento disarmato di fronte a una polemica politica che, per ingenuità di alcuni o per furbizia di altri, rischia di riprodurre il vizio antico, più resistente di ogni svolta, della demonizzazione dell'interlocutore che si fa passare per traditore. E non vorrei proprio che questa visione manichea alterasse un dibattito e un confronto vero, su un problema reale, che richiede grande coerenza di scelte e di comportamenti». Esattamente come Silvio Berlusconi, anche Massimo D'Alema lamenta continue "distorsioni" del suo pensiero da parte di ingenui e furbi. Nel frattempo continua la sua striscainte invasione de l'Unità, che anche oggi pubblica una sua intervista-fiume raccolta dal suo giornalista-portaborse Pasquale Cascella. Il povero Padellaro evidentemente non può, non vuole o non sa resistere. Il consiglio per oggi è, per la prima volta e con grande dolore, di non acquistare l'Unità.
08.05.05 10:20 - sezione dossier l'Unità
il 09 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
salvo ha scritto:

Ma che cosa significa? Un giornale che pubblica cose a te sgradite non si compra, quando si gradisce la pappa allora si compra. non ti pare che sia cosa da capricciosetti? Salvo

il 09 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
tonii ha scritto:

Salvo: a me pare -a dir poco- lampante che un giornale sgradito non lo si compri.

l'ulcera la voglio guadagnare con gli stravizi, non pagando di tasca mia letture insopportabili. se fosse come dici tu allora il riformista riuscirebbe persino a vendere copie... ;-)

il 09 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Salvo, io credo che l'Unità - nonostante la vergognosa epurazione di Furio Colombo e l'invasione strisciante dei d'alemiani - resti il quotidiano più indipendente e comunque l'unico che ancora ha il coraggio di denunciare il regime in atto.
Sono però convinto (1) che la direzione non abbia forza e carisma per opporsi all'aggressione interna che vuole fare de l'Unità un doppione del Riformista e (2) che l'unico modo per dare un segnale forte all'editore sia far calare le vendite. Credo che se tutti i lettori non allineati alla "normalizzazione" si accordassero per non comprare l'Unità dopo un numero oggettivamente inaccettabile come quello di ieri, la direzione avrebbe qualche arma in più per sostenere una linea di indipendenza e non dover subire le logorree di Pasquale Cascella.

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