qui giace OneMoreBlog2.31
«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Occupato com'è a sognare l'amico George
esportare D'Alema «Se Fausto legge sui giornali un titolo che dice "Giusto esportare la democrazia anche con i carrarmati" fa benissimo a dissentire. Anche io dissentirei da me stesso, se avessi detto una cosa del genere. Peccato che io non l´abbia detta. Ho detto invece l´esatto contrario, e cioè che è un tragico errore esportare la democrazia con le guerre. Ma proprio per questo mi sono posto la domanda: cosa dobbiamo e possiamo fare, quando le democrazie in tante parti del mondo sono bandite o minacciate? Lasciamo tutto com´è, e confidiamo solo sulle marce pacifiste?» Due considerazioni su questa frase che risale al 6 maggio scorso.

1) il tizio che parla non è il mio fruttivendolo, ma il presidente dei DS. Da quanto capisco io di politica (poco, sempre meno), una delle prime qualità di un politico è farsi comprendere. Allora vediamo: gran parte della stampa quotidiana (mica One More Blog, che è fazioso e antidalemiano a prescindere, ma Corriere, Repubblica, eccetera) scrive che D'Alema vuole esportare la democrazia a cannonate, ma lui intendeva "l'esatto contrario". Benissimo. Sarà mica che aveva ragione Montanelli, quando diceva che se l'interlocutore non capisce è colpa di chi parla? Forse il presidente dei DS farebbe bene a imparare fare un discorso chiaro, che non possa essere frainteso. O lui è stato davvero chiarissimo, ma anche Corriere e Repubblica sono "faziosamente antidalemiani a prescindere" come One More Blog?

2) le "marce pacifste" degli ultimi anni hanno ribaltato la politica italiana. Senza i "marciatori pacifisti", che sono poi gli stessi che hanno "marciato" a piazza Navona, al Palavobis, a San Giovanni, il signor D'Alema sarebbe ancora il presidente degli sconfitti a priori. Se sta vincendo qualcosa (lui, soprattutto chi per lui), lo deve a milioni di persone che sono scese in piazza, hanno gridato la loro voglia di pulizia, il loro fastidio per Berlusconi e per chi pensa di poter ragionare. Questo valore dei "marciatori", il signor D'Alema lo ricorda bene quando gli fa comodo per ragioni di audience, salvo dimenticarsene a evento concluso. Perché di fatto lui disprezza ogni marcia, disprezza le folle, sogna partiti virtuali e feste de l'Unità su DVD interattivo, con dibattiti asettici tra cyborg grisagliati. Ma sudore, folla, Modena City Ramblers e salsicce che friggono non fanno per lui, già occupato com'è a sognare la prima cena con "l'amico George".
12.05.05 00:39 - sezione il lider da esporto
il 12 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
massimo ha scritto:

Scusami, ma non si trattava di un intervista, bensì di una relazione a un seminario di italianieuropei che è disponibile online. Invece di fare illazioni, vai, leggitela e giudica tu se era comprensibile o meno. Non ti pare?

il 12 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Primo: non ho detto che è un'intervista. E' la relazione del presidente dei DS a un convegno. Se tale relazione è capace di creare tali e tanti fraintendimenti, è colpa di chi parla/scrive, non di chi ascolta/legge. Acquisto e leggo i quotidiani per informarmi, immagino che un giornalista politico di Repubblica sia in grado di riportare un pensiero, sempre che questo pensiero sia esposto in modo chiaro. Evidentemente non è il caso degli arzigogoli dalemiani.

Secondo: ho provato ad andare sul sito del partito senza elettori rompicoglioni che D'Alema si è fatto comprare dai suoi amichetti ricchi. Dopo averlo girato con un po' di fatica (causa la formattazione ovviamente Windos-friendly che mette in difficoltà il mio Fedora), ho trovato solo filmati da scaricare, che sinceramente non ho voglia di sorbirmi. In compenso ho trovato una pagina che mi ha ricordato come questi bei tomini nel 2003 abbiano organizzato un convegno in collaborazione con la fondazione intitolata a un noto pregiudicato latitante, tale Bettino Craxi. Tutto dannatamente riformista.

il 12 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
massimo ha scritto:

Se non giudichi troppo male questa autopublicità:
http://www.leftwing.it/index.php?s=terzapagina: trovi in breve i passaggi essenziali del discorso di D'Alema sul punto.
(Poiché qui si sta giudicando se davvero sia stata una svolta, ricordo che D'alema c'entra pure qualcosa con la guerra in Kosovo. Voglio dire: si può legittimamente criticare il D'Alema d'allora e quello di oggi, ma quanto sia appropriato parlare come hanno fatto tutti i giornali di non so quale svolta neo-con lo si può vedere dalle righe che ti ho linkato)
Ciao

il 12 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Premetto che forse ti è sfuggita la citazione della lettera di Arlacchi, che dà un punto di vista diverso.

Ho letto sul tuo sito (altro che "giudicare male", la citazione è utilissima) il passo incriminato, l'avevo già letto, lo trovo tutt'ora totalmente inadeguato a un presidente dei DS.
Per quanto mi riguarda il concetto stesso di "espansione della democrazia" è già fastidios. Ma lo è ancora di più l'affermazione che «il fallimento dei processi di democratizzazione è legato fondamentalmente non a mancanza di coraggio nell’uso della forza (secondo l’ideologia della destra americana, a un’Europa bottegaia che non ha il coraggio di prendere le armi) ma alla mancanza di una strategia globale in grado di sostenere processi di democratizzazione attraverso politiche di riduzione delle diseguaglianze e edistribuzione delle opportunità».
Questa frase è quanto di più viscido e ambiguo abbia letto negli ultimi mesi. Ed è la causa del (presunto) fraintendimento. Se D'Alema voleva dire "bianco" e tutti hanno capito "nero", la considerazione da fare è una sola: D'Alema è inadeguato.

il 12 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
massimo ha scritto:

Diamo un giudizio diverso su quella frase, che per me significa senza ambiguità: il vero punto non è che l'Europa non abbia il coraggio di prendere le armi, ma dotarsi di una strategia ecc. Ovviamente, se in una strategia globale il ricorso all'uso della forza deve comunque essere escluso, hai ragione ad essere in totale disaccordo con D'Alema, che invece lo include. Ma ripeto: lo includeva palesemente già al tempo del Kosovo, sicché non mi pare che di svolta neo-con si tratti. Si può pure ritenere che D'Alema sia un guerrafondaio, ma non che lo sia dal giorno del seminario di Italianieuropei!
P. S. Il sito non è mio, però ci scrivo, in seconda pagina.
E sì, la lettera di Arlacchi non l'avevo letta. Ti ringrazio.

il 12 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Certo il Kosovo non è una bella pagina. Eppure all'epoca ero stato più tenero con il nostro, la sensazione era che swi fosse trovato in un vicolo cieco. Stavolta, tra un approvazione per il pensiero neocon e l'altra, capisco che in realtà anche lui c'ha la libbidine di fare la guerra e convincere il mondo che la "sua" democrazia è quella giusta. Brutta storia.

il 15 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
eli ha scritto:

Anzichè dar addosso sempre e comunque al povero D'Alema,dovreste provare a considerare le sue proposte...

il 15 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Scisa Eli, cosa stiamo facendo da anni a questa parte? Non solo le consideriamo, dobbiamo pure subirle, eccheccazzo.

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