qui giace OneMoreBlog2.31
«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Lo scartafaccio europeo
«Sono pochi i paesi che, come la Francia, sottopongono il documento al suffragio dei cittadini. Nella maggior parte degli Stati europei, tra cui l'Italia, la Costituzione è votata dai parlamenti senza che la cittadinanza possa nemmeno conoscerne i contenuti. Il che fa capire da quale "afflato popolare" nasca lo scartafaccio. Già si sente dire in giro che, se i francesi votassero NO, darebbero prova di antieuropeismo. E' vero il contrario». Valerio Evangelisti su Carmilla si augura un "no" francese alla costituzione europea, che lui definisce col termine pittoresco di "scartafaccio".
18.05.05 09:17 - sezione politiche
il 18 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Emmeline ha scritto:

E meno male che in Italia non si è votato!

Se anche in Francia si fosse evitato il referendum (che non era affatto necessario per la ratifica), si sarebbe evitato un dibattito che prova per l'ennesima volta che il populismo e la demagogia contano più della politica e dell'informazione per guadagnare consensi.

I francesi voteranno no? Forse. Ma non perchè "la cittadinanza ha potuto conoscere i contenuti" ma dopo una campagna elettorale fatta di "vota no se non vuoi la turchia in europa" "vota no se non vuoi la direttiva bolkestein" "vota no all'europa ultraliberale" e così via. Tutte cose che non hanno alcuna logica e nulla a che vedere con la Costituzione Europea (che resta comunque un risultato non particolarmente brillante della CIG e che non cambia poi molto rispetto ai Trattati precedenti).

Per fortuna almeno in Italia ci siamo risparmiati questa ulteriore sceneggiata.

il 18 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
nicola ha scritto:

sta di fatto che il parlamento italiano ha approvato la costituzione europea senza che nessuno, destra o sinistra, abbia sentito il dovere di spiegare un po' in giro come fosse fatta.

che poi, secondo me, una costituzione non è mica una legge qualsiasi e dovrebbe essere votata da tutti i cittadini.

il 18 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
tonii ha scritto:

e perche' dovrebbe piacerci una "costituzione" che non ci da' diritti e anzi e' un bel passo indietro persino rispetto alla costituzione italiana?

speriamo che non passi - e certo cosi' com'e' non passera'. se non e' la francia sara' qualcun altro piu' illuminato (o piu' stolto) a bocciarla.

anche se i motivi per bocciarla possono essere miserevoli (e se ne sentono) c'e' un solo motivo buono: aumenta i diritti o li riduce? pensateci. (e se avete tempo e voglia andate in biblioteca e leggetevi il malloppazzo indigeribile)

il 19 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Andrea el MAc ha scritto:

854 pagine, se non erro. Questa è la "cosa". Si perchè di costituzione non si può parlare. Intanto si parla un trattato costituzionale, poi una roba di quella lunghezza non è fatta per essere letta, al contrario di costituzioni democratiche come la nostra. In secondo luogo questa "cosa" sancisce non, come nelle costituzioni democratiche, le regole del gioco politico ma si arroga il diritto di dettarne la via: l'europa sarà aperta a ogni forma possibile ed immaginabile di concorrenza. L'unica costituzione al mondo in cui sia possibile trovare una cosa simile è quella dell'URRS dove si diceva che la confederazione è un soggetto socialista. Terzo questa "cosa" non l'hanno letta la maggior parte dei parlamentari che al posto nostro hanno deciso di accettarla, in tutti gli stati dove è stata seguita questa strada. Il governo danese ha preventivamente annunciato che se in Francia dovesse passare il no il referendum in Danimarca sarebbe annullato! Questi sono solo degli assaggi della democrazia che si prepara con questa "cosa"!...tristi saluti a tutti quelli che abitano come me in Europa.

Altrove: A - rivista anarchica | Accordo | Anticatechismo | Chan Hon Chung | Ciclistica | Il Deposito | Don Zauker
Gruhn Guitars | Giordano Bruno | Libertaria | Movimentofisso | Brian Setzer | Shel Shapiro | UAAR | Il Vernacoliere