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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Bar Casablanca di Pippo Pollina
E' un disco lunghissimo, zeppo di parole e suoni. Registrato dal vivo (ma in auditorium - come ammette Pippo nelle note introduttive - per dare un prodotto migliore ed «evitare il "falso" del disco "live" che "live non è, con gli applausi appiccicati al finale"»). In effetti il CD suona molto vivo, con gli strumenti perfettamente percepibili (la fisarmonica di Antonello Messina, i sax e i clarinetti di Javier Girotto su tutti) e la voce che a volte resta un po' "indietro", proprio come accade in concerto. Ed è anche un disco di brani inediiti, tranne la superba "Ballata della moda" di Luigi Tenco, che del resto Pippo reinterpreta, rinnovandola senza mancare di rispetto all'autore.
Che dire di un artista mai ascoltato, scoperto per caso per una presa di posizione decisa e coraggiosa contro la mafia? Che abbiamo perso tempo. Che se Pippo Pollina ha scritto altro materiale come questo, è il caso di tornare indietro e ascoltarlo con attenzione, perché - pur senza andare a scomodare un nume dell'Olimpo come Mastro De Andrè o il geniale folletto Capossela - siamo tuttavia in presenza di uno dei migliori artisti italiani nel suo genere.
Bar Casablanca è un giro del mondo a ritmo di blues, jazz, swing conditi con un pizzico di atmosfera mediterranea che fa la differenza. Il tutto attorno a testi preziosi, mai banali, scritti con intelligenza e cantati con voce capace di passare in un attimo dall'ironia all'intensità, dalla tristezza alla rabbia.
Un commento per pochi iniziati: Pippo Pollina - con la suia allegria intensa e mai sguaiata, il suo impegno - ci ricorda un grandissimo artista praticamente sconosciuto fuori dai confini della Svezia: Bernt Staf. Per i pochi in grado di capirlo, questo è un gran complimento. Gran cosa la musica, non finisce di stupire.
E ora, a caccia degli altri CD, perchè "Centopassi", dedicata al piccolo-grande eroe Peppino Impastato va ascoltata al più presto.

Recensione scritta per Accordo.itChe dire di un artista mai ascoltato, scoperto per caso per una presa di posizione decisa e coraggiosa contro la mafia? Che abbiamo perso tempo. Che se Pippo Pollina ha scritto altro materiale come questo, è il caso di tornare indietro e ascoltarlo con attenzione, perché - pur senza andare a scomodare un nume dell'Olimpo come Mastro De Andrè o il geniale folletto Capossela - siamo tuttavia in presenza di uno dei migliori artisti italiani nel suo genere.
Bar Casablanca è un giro del mondo a ritmo di blues, jazz, swing conditi con un pizzico di atmosfera mediterranea che fa la differenza. Il tutto attorno a testi preziosi, mai banali, scritti con intelligenza e cantati con voce capace di passare in un attimo dall'ironia all'intensità, dalla tristezza alla rabbia.
Un commento per pochi iniziati: Pippo Pollina - con la sua allegria intensa e mai sguaiata, il suo impegno - ci ricorda un grandissimo artista praticamente sconosciuto fuori dai confini della Svezia: Bernt Staf. Per i pochi in grado di capirlo, questo è un gran complimento. Gran cosa la musica, non finisce di stupire.
E ora, a caccia degli altri CD, perchè "Centopassi", dedicata al piccolo-grande eroe Peppino Impastato va ascoltata al più presto. Nel frattempo ci godiamo a ripetizione La pioggia di Vancouver.

Recensione scritta per Accordo.it
26.05.05 00:41 - sezione musica
il 26 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
armon della valle ha scritto:

Di Pollina consiglierei i CD
Rossocuore del 1999 con Battiato, Nada e tanti altri ospiti, Racconti brevi del 2003 in cui v'è la citata " Centopassi ", ma anche altre perle come " Marrakesh " e " La memoria e il mare ", ma soprattutto il superbo " VERSI PER LA LIBERTA' " , un disco unico e coraggioso , dove il siciliano si confronta con un repertorio sorretto quasi esclusivamente da chitarre e pianoforte.Quanti altri hanno oggi il copraggio di farlo ?
Buon ascolto.
Armon della valle.

il 27 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
garp ha scritto:

Alberto, mi interesserebbe moltissimo ascoltarlo ma non riesco a trovare nessun CD. E' acquistabile on line?

il 27 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

garp puoi provare qui:
http://www.storiedinote.it/new/catalogo_pg.asp
altrimenti lo trovi sicuramente nei negozi ricordi-feltrinelli o nei punti vendita seganalati da storiedinote (interessante etichetta indipendente) ad esempio:
Provincia di TRENTO

DIAPASON MUSIC POINT
ROVERETO Via Tartarotti 8
Tel. 0464/486633
ELETTROCOMMERCIALE
TRENTO Lg. Giosuè Carducci, 32
Tel. 0461/987171

il 27 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Confermo. Da Feltrinelli piazza Piemonte a Milano c'è solo l'ultimo, ho idinato i due suggeriti qui sopra da Storiedinote.

il 27 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
oppi ha scritto:

Non ho indirizzi precisi ma so che si trova con frequenza in Svizzera, se uno ha la possibilità di recarcisi/farselo portare. Io i primi due album li acquistai da Ricordi-Feltrinelli (Torino) appena usciti, un anno fa lo volevo regalare ad una persona ma non ce n'è più traccia!

il 27 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

il mio consiglio e' quello di guardare se ci sta un punto vendita collegato all'etichetta e poi di alzare il culo e andare a comprare il cd.
sovvenzioniamo il piccolo commercio locale, nel negozietto di dischi troveremo facilmente un buon conoscitore di musica con assortimento scelto di cose quasi introvabili, ribelliamoci alla dittatura del megastore.

il 27 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
oppi ha scritto:

Sottoscrivo in pieno. E' un argomento (anzi, un comportamento) cui tengo. Rientra nel discorso delle scelte che faceva Toni_i in un altro thread.
Io personalmente compro quasi sempre i dischi in un negozietto piccolissimo gestito da due intenditori. Di sicuro non ci guadagno (non ci guadagnavo) economicamente; però: 1)sanno trovarmi tutti i dischi che cerco; 2)vendono l'usato (questa è una cosa in più, ma non è male); 3)mi hanno fatto conoscere tanta di quella musica che mai sarò abbastanza grato (e mi hanno anche risparmiato dei pacchi!).
Per cui...alla lunga, ci guadagni in ogni senso (tanto più che dopo anni di frequentazione mi fanno anche sconti sul nuovo:) !). Idem libreria. La soddisfazione di parlare di libri con un libraio, di musica con un musicofilo (?) esperto...di cucina con un cuoco appassionato! non è rinunciabile, per me.
Abbasso i megastores
Bravo Berja!

il 27 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
armon della valle ha scritto:

Mi sembra un argomento assolutamente interessante.
Il fatto è che una scelta di questo tipo ha a che fare anche con il livello di coscienza della gente.
Moltissimi negozi di dischi, dove v'era fondalmentalmente la passione a reggere tutto in piedi, hanno chiuso.
Hanno chiuso perchè il mercato del disco è crollato sotto i colpi di internet, delle masterizzazioni pirata etc..., ma anche perchè la politica scellerata delle major discografiche si è mossa verso i prodotti di larghissimo consumo supportati da costisissime campagne promozionali : grossi budget per pochissimi prodotti.Ergo, se i nuovi CD dei Green Day o di vasco Rossi vanno male, trascinano nella voragine tutti gli altri.
Il prodotto " di qualità " , raramente è da hit parade.Puo' esserlo ma è molto molto raro che cio' accada.
Le etichette indipendenti garantiscono spesso una scelta di alto profilo, basata su una passione incrollabile da parte di chi le gestisce, proprio come lo spirito del proprietario del negozietto che consiglierà i propri affezzionati clienti in maniera competente.
Pollina ha avuto la fortuna di trovare Storie di Note, e noi ( ancora non molti per la verità a sud delle alpi ) che seguiamo la sua musica in Italia altrettanto.
Non vi fosse stata questa strana coincidenza nessuno, dalle nostre parti, avrebbe mai saputo della sua esistenza.
A torino comunque i suoi dischi si trovano solo da Ricordi.

il 12 Giugno 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Irene ha scritto:

Senza dubbio una etichetta molto attenta alla qualità, come la Storie di Note, è stata fondamentale nel riportare Pippo in patria, artisticamente parlando.
Rimango convinta, comunque, che il suo sia una caso assolutamente unico. La sua musica stenta ad essere compresa da parte del grande pubblico. Ma questo è comprensibile, dato che per conquistare le masse serve avere una grande presenza mediatica.
Piuttosto, sono soprattutto gli addetti ai lavori a sorprendermi in negativo. Generalmente i giudizi su di lui si affrettano su un paragone a questo o quel cantautore, senza capire la l'animo dei suoi dischi.
Ognuno dei suoi lavori è assolutamente unico, sia per i testi che per lo stile e gli arrangiamenti. L'impegno civile e l'intensità dei sentimenti sono una costante, ma di volta in volta ha dato vita a sonorità incredibilmente varie e variopinte.
Forse basterebbe ascoltare qualche volta con le orecchie bene aperte piccoli gioelli come "terra" o "amica mia" per accorgersi di quanto sia sincera ed originale la sua musica.

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