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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Il potere è ridicolo
«Intendiamoci, il potere è sempre un po' ridicolo di suo e lo è sempre stato, ma una volta, almeno, aveva fatto la terza media. E' talmente fitta, questa vaporizzazione di scemenze nell'aria che si fatica a distinguerne i contorni, ci si perde nel valutare caso per caso. Ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: quando nei bar, invece che della partita, si parla delle interviste di Anna Falchi, vuol dire che l'encefalogramma collettivo sta al minimo storico». Analisi ironico-amara di Robecchi sulla decadenza della "buona società italiana".

dal manifesto del 29 maggio 2005

I lato cafone del potere
di Alessandro Robecchi

Quando avete finito di elencare i declini del nostro paese, economico, politico, imprenditoriale, occupazionale, morale ecc. ecc., aggiungete, se avete tempo, anche un certo qual declino culturale. Oddio, forse "culturale" è parola grossa (e in più non saprei come mimarla a Calderoli), ma si può dire che una certa deriva trash del potere sta avvolgendo il paese come un gas esilarante. Intendiamoci, il potere è sempre un po' ridicolo di suo e lo è sempre stato, ma una volta, almeno, aveva fatto la terza media. E' talmente fitta, questa vaporizzazione di scemenze nell'aria che si fatica a distinguerne i contorni, ci si perde nel valutare caso per caso. Ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: quando nei bar, invece che della partita, si parla delle interviste di Anna Falchi, vuol dire che l'encefalogramma collettivo sta al minimo storico.
Mentre un palazzinaro ben fornito assalta il primo quotidiano italiano, la first-signorina del Corriere racconta di rose rosse e scie di profumo e precisa - ce ne fosse bisogno - che il patrimonio del suo fidanzato (alcune migliaia di milioni di euro) dipende dal fatto che ha cominciato a lavorare a 14 anni. Le regala i pagliaccetti per la notte. Le ha regalato un aspirapolvere. Lei del Corriere quel che preferisce è Alberoni. Quando giri pagina (o cambi canale) ecco invece i giovani impegnati per il sociale e la solidarietà. Sono i ragazzi e le ragazze di Milano Young, che si chiamano Tronchetti, Berlusconi, Moratti, Versace, Ligresti e altri, con l'appoggio di un young La Russa.
Li ha molto colpiti lo tsunami (in metafora, dannazione!) e vogliono tanto far del bene, loro che sono nati fortunati, e quindi lanciano una linea di abbigliamento, o qualcosa del genere. Gran clamore e speranza tra le vittime dello tsunami.
Poi giri pagina (o cambi canale) e scopri che la moglie del ministro degli esteri è un po' seccata perché ci sono donne che mostrano generose scollature al marito. Niente di male (anzi, un tocco squisitamente vezzoso!) che la signora dica soavemente di essere armata come Robocop: ha tre pistole e una se la porta dietro quando esce da sola. Quelle delle scollature sono avvertite.
Quando giri pagina (o cambi canale) ti ritrovi la fabbrica di automobili nella sua fase storica di crisi più grave, che mostra orgogliosa le nuove felpe, le nuove scarpine di design, rigorosamente made in Italy. Visto com'è andata con le macchine, conviene andare a piedi: sarà questo il messaggio del marketing? Non si calcola però che chi si può permettere le nuove scarpine fighetto-oriented marchiate Fiat, nove su dieci ha la Mercedes.
Il problema, ora, è che si potrebbe continuare per ore, per giorni e per settimane, e chiunque potrebbe elencare sconsolato decine e decine di esempi di questo smottamento cultural-mediatico che è sotto gli occhi di tutti. Il fatto è certo: il declino di una classe dirigente si vede anche da queste cose.
La distanza di tutto ciò dal paese reale è ormai più che siderale. La sensazione è che ricchi e potenti - storici o dell'ultim'ora - non stiano nemmeno sulla luna, da dove almeno vedrebbero la terra da lontano, ma in qualche sperduta galassia fatta di gioielli, scarpette, borsine, felpe griffate, collezioni esclusive, feste di beneficenza. Si ripete spesso che (da anni) in questo paese i ricchi sono più ricchi e i poveri sono più poveri. Non è un luogo comune, cifre e statistiche lo confermano. E da qualche tempo, lo conferma anche questa spudoratezza miliardaria, questa ostentazione volgarissima che si colloca a metà strada tra il neoburino e il finto-tonto danaroso. Che comprende il pettegolezzo e l'ammiccamento sessuale, la vanità sfrenata, l'esibizionismo economico più assurdo, lo spreco e lo schiaffo alla miseria. Tutto questo mentre i centri statistici della grande distribuzione alimentare (quelli che ci schedano quando facciamo la spesa in cambio di piccoli sconti) dicono che non già alla quarta, ma già alla terza settimana del mese i consumi frenano, i portafogli sono leggeri. Mi aspetto da un momento all'altro, girando pagina o cambiando canale, che qualcuno di questi ricchi e potenti sbotti nell'intervista di copertina: «Il popolo non ha più pane? Che mangi delle brioches!». Segue intervista, seduta fotografica, galà di beneficenza, calendario pornosoft, scorribanda in Piazza Affari e servizio televisivo.
Contadini furibondi armati di forcone che urlano Liberté! Egalité! niente, nemmeno all'orizzonte.
Peccato.

29.05.05 12:00 - sezione società
il 29 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
pablo ha scritto:

Più che armati di forcone bisognerebbe essere armati di qualcosa d'altro...
qui lo dico e qui lo nego ovvio :-)))

il 29 Maggio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
neri ha scritto:

Eheh, non è Pintor, ma anche Robecchi se la cava. E poi cade a fagiolo, qui, con quel "non saprei come mimarla a calderoli"!

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