qui giace OneMoreBlog2.31
«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
l'eterologo e la pasta cu'll'agghia
fuori tempo massimo vi racconto il mio referendum. alla fine di tutto mi sono consolato con l'aglietto, come diciamo noi a roma, poi capirete come e perchè.
sono residente in un piccolo paese della provincia di messina, dove peraltro hanno sbagliato la via sui documenti e quindi sono virtualmente residente in nessun luogo. meraviglioso, me la tengo finchè campo. nel frattempo vivo a roma.
decido di votare, anche stimolato dalle inutili -per me- sollecitazioni dei vecchi babbioni pedofili vestiti strano, che io ho interpretato come invito urgentissimo al voto.
una mia amica mi propone di fare il rappresentante di lista per i ds. vado, m'iscrivo. mi reco al seggio per l'apertura, spiego la situazione al presidente, un bravo democristo, firmo dove devo firmare e me ne vo.
torno l'indomani, primo giorno del fallito referendum. firmo un chilometro di verbali, blabblà, poi prendo le schede, la segretaria mi chiede il documento e la tessera elettorale.
"che è la tessera elettorale?", chiedo
"come che è..." si smascella quella.
non voto da anni, e m'ero scordato di questa "novità".
da quel momento a quando ho potuto inserire le schede nelle rispettive urne sono passate quattro ore, così congegnate:
- vado all'ufficio elettorale del comune di roma e chiedo una tessera elettorale
- non me lapossono dare, me la deve dare il comune di residenza
- come faccio? "li chiami, ecco il numero, e si faccia spedire via fax l'attestato sostitutivo"
- li chiamo, non rispondono. alla decima telefonata risponde uno: "chissù 'sti cosi? aspetti ca ci passu la siggnora".
mi passa la signora, la quale dice "mio cognato non c'è, io di queste cose non sacciu nenti".
io penso: oddìo, il cognato... qua sto in un guaio.
- il cognato (che non so chi sia, forse il sindaco) miracolosamente si appalesa e mi chiede che voglio. glielo spiego.
"non si può fare", dice.
come no, me lo dice il comune di roma
"aspetti cha chiamo a prefettura di messina e viru"
mi richiama e conferma il non possumus, certificato da tale dottoressa g.
gli chiedo il telefono della dottoressa g.
mi risponde la dottoressa c., invece della g. o viceversa, ora non ricordo.
le spiego.
mi dice: ci penso io.
mi richiama dopo un po' il cognato di quell'altra: abbiamo capito, si può fare.
bella, dico, aspetto urgentemente l'attestatosostitutivo
"eh, ma lei mi deve fare una domanda così e cosà". la faccio, lo chiamo. ricevuta? "si, ma non va bene, lei mi deve scrivere...".
allora lo faccio chiamare da roberto t., il funzionario addetto del comune di roma uguale a aldo fabrizi magro, un genio della calma. si parlano in burocratese e s'intendono alla perfezione. sotto dettatura di roberto t. scrivo un foglio in burocratese anch'io (non saprei ora riassumerlo, era tutto un citare articoli e punteggiature estreme alla cort.ma att.ne del sig.sindaco del comune di).
mi arriva l'attestato, ma solo in parte e non è valido ai fini elettorali.
si ripete la procedura.
(nel frattempo ho l'ennesima dimostrazione che la mia testardaggine è fuori norma e ne sono vittima io per primo)
arriva l'attestato, lo agguanto, lasciando il mio posto di questuante ad una ragazza che fa il servizio civile e sta tentando di convincere la sua, di prefettura, che è equiparato al servizio militare e quindi le è consentito votare fuori sede.

vado a votare inutilmente.

poi parto e vado a trapani, dove ho delle cose da fare. nel corso della settimana conosco tre donne magnifiche, che conducono una trattoria in corso italia (trattoria del corso), in perfetta allegria, armonia, sapienza culinaria e umana. facciamo amicizia. si chiamano giovanna, letizia e deborah (mi raccomando l'h), la prima e la terza rispettivamente madre e figlia. giovanna è la cuoca con gli occhi più belli del mondo. deborah è simpaticissima. letizia governa il tutto con una leggerezza impareggiabile.
dopo essermi strafogato per giorni da loro chiedo umilmente il favore definitivo: insegnatemi come si fa il pesto alla trapanese (che loro chiamano pasta cu'll'agghia, essendo a base d'aglio).
le ho amate moltissimo ed ho proposto loro di utilizzarmi come eterologo, il nuovo mestiere emerso dall'ignavia delle nostre genti, loro ridacchiavano e non dicevano nè sì nè no, e volteggiavano per la cucina come farfalle, con giovanna che mi stuzzicava dicendomi "anto', facaldo" (citazione di s.loren).
è anche per loro che mi sbattei inutilmente quella domenica flaccida. ne è valsa la pena.
se potete andate a trovarle. cucinano da dee quantità inaudite di roba esclusivamente fresca, giocoliere del pesce.

trattoria del corso,
c.so italia 51
91100
trapani
tel 0923 23475
21.06.05 00:32 - sezione le storie
il 21 Giugno 2005 (quando OMB accettava i commenti)
charlie ha scritto:

"giocoliere del pesce"
Ehm, in alcune parti d'Italia questa epressione si presterebbe ad "particolari" interpretazioni.

Albé, se lo ritieni opportuno, cancellami!

il 21 Giugno 2005 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

per non parlare del piccione, eh?

il 21 Giugno 2005 (quando OMB accettava i commenti)
tonii ha scritto:

forse ci sono stato anni fa a mangiare.
dico forse perche' i ricordi sono annebbiati:
era agosto e avevo chiesto un bianco "cosi' bevo leggero"
senza contare che ero in sicilia dove il tasso alcolico del vino e' sempre alto, altro che "bianchetto"!
e dopo un litro avevo difficolta' ad alzarmi dalla sedia. poi non ricordo come ho fatto a tornare all'ostello (che e' sulla strada per erice, una bella scarpinata)

il 21 Giugno 2005 (quando OMB accettava i commenti)
charlie ha scritto:

*per non parlare del piccione, eh?*

;-D

il 30 Giugno 2005 (quando OMB accettava i commenti)
matteo ha scritto:

stuzzicato dal racconto di paolo, ho cercato sui miei libri di ricette il pesto alla trapanese, poi ieri sera ho invitato un'amico a cena e ho provato a farla...
ottima, un successo, anche se stamattina in ufficio tutti mi evitano e appena esco da una stanza aprono le finestre........ :-)

matteo(vice cuoco chaingang)
p.s. paolo se vuoi quando vieni a milano a fare la velocity lo preparo, secondo me può essere un'ottima sostanza dopante, alla peggio la usi per stendere gli avversari con una fiatata.....

il 01 Luglio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
invel ha scritto:

ma la ricetta? l'ho mangiata quasi tutte le sere a levanzo da nitto (si chiamava così?). già un pò d'anni fa. sento quasi salire su...

il 14 Luglio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
matteo ha scritto:

pesto alla trapanese

basilico a foglia larga e profumata
mandorle pelate
aglio
pomodori
peperoncino e sale q.b.
olio buono
pestate in un mortaio l'aglio(non meno di uno spicchio cada cranio) pelato insieme al baslico un pizzico di sale grosso e il peperoncino.
quando hai ottenuto u'impasto cremoso aggiungi olio e le mandorle tritate finchè raggiunge la consitenza desiderata.
intanto prendi i pomodori scottali in acqua bollente, pelelli e svuotali dei semi e riducili a cubetti(concassèe).
cuoci la pasta al dente, e in una zuppiera unisci il il pesto verde ai pomodori e la pasta, mescola velocemente e servi subito.
ci sta bene una grattuggiata di ricotta salata.
bon appetit.
matteo(vice cuoco chaingang)
(in alternativa al mortaio usa il frullatore, ma consiglio di mettere il bicchiere e le lame del frullatore in frigo qualche ora prima di usarle, perchè il freddo diminuisce l'ossidazione del basilico frullato ad alta velocità.)

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