qui giace OneMoreBlog2.31
«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Asce di guerra
«La giustificata voglia di dimenticare il peggio porta con sé la rimozione dell'orrore: i vent'anni di fascismo che stanno dietro, ma anche i fascisti reintegrati nella vita pubblica, nella politica. Uno Stato spudoratamente "etico", la stessa cultura giuridica, i comunisti perseguitati, ostracizzati, i Carabinieri, la celere di Scelba. I "favolosi" anni Cinquanta. E se lo Stato non è cambiato, è comunque riuscito ad appropriarsi del mito popolare partigiano, a farne pilastro portante di una rifonmdazione più apparente che reale, con una soluzione di continuità troppo scarsa rispetto al passato. Quando la mitologia popolare diventa Mitologia di Stato è già spacciata. Smette di essere patrimonio collettivo e diventa materia per omelie istituzionali, diventa Memoria: una triste religione laica, amministrata dai sacedoti di turno. E' così che dietro il "mai più!" proclamato dai palchi e dalle tribune, si nasconde la coazione a ripetere, la possibilità che tutto torni nelle forme nuove e assai più moderne, "democratiche", del presente che ci viene consegnato».

Questa, tra le tante che sanno rubare ore al sonno, è la frase più emozionante dell'opera di storia e letteratura in cui Wu Ming e Vitaliano Ravagli tornano a raccontare, a 20 mani, la Resistenza. Lo fanno, come dice la postfazione, «a tutto tondo, contro le strumentalizzazioni sul "sangue dei vinti". Un raccontare infedele alla linea, estraneo ai buonismi, privo di ufficialità e retoriche». E proprio per questo è un raccontare efficace, che restituisce all'immaginario collettivo la Resistenza in una forma più umana e vera (Ravagli, il partigiano mancato che va a combattere in Laos a fianco dei guerriglieri comunisti).
Un libro caotico, emozionante, feroce, imperdibile.
Un libro scritto cinque anni fa, tornato in libreria oggi, quando ce n'è più bisogno.
Un libro che è la Resistenza dei nostri giorni.
21.06.05 07:00 - sezione libri
il 21 Giugno 2005 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

era piu' bella e spontanea la prima edizione (marco tropea)

il 21 Giugno 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Wu Ming 1 ha scritto:

No, era brutta e forzata e frettolosa e costava un occhio della testa. Questa ripubblicazione restituisce al libro il respiro che all'epoca non riuscimmo a dargli, e ha un prezzo calmierato. Inoltre, davvero, credo che la postfazione sia una delle cose più importanti che abbiamo scritto.

il 21 Giugno 2005 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

sara', ma vuoi mettere il fascino della prima edizione...

il 21 Giugno 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Q ha scritto:

Eh sì, noi pochi eletti foraggiatori di Marco Tropea... :-)

il 21 Giugno 2005 (quando OMB accettava i commenti)
tonii ha scritto:

eppoi la mia prima edizione era pure autografa!
(col timbro, ma si sa che i nomi non sono eterni)
:-)

ming ke ming fei chang ming

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