Farmaci anti-Aids, la sfida di Lula
di Toni Fontana
Lula lancia la sfida alle grandi case farmaceutiche e, con una decisione senza precedenti, decide di infrangere i brevetti che mantengono alto il prezzo dei farmaci antiretrovirali destinati alla cura dei malati di Aids. L’annuncio è stato fatto ieri a Brasilia dal ministro della sanità, Humberto Costa. Il Brasile, entro la fine dell’anno e se non interverrà un accordo con le ditte farmaceutiche, sarà in grado di produrre il Kaletra, farmaco anti-retrovirus, prescritto al malati di Aids che fa parte del cocktail di prodotti (15 in totale) che si sono finora rivelati in grado di ritardare gli effetti della malattia. Il medicinale è prodotto attualmente dall’americana Abbott che, fino a tre anni fa, fissava il prezzo del farmaco all’ingrosso a un dollaro e mezzo. Successivamente, in seguito alle pressioni di paesi come il Brasile che hanno minacciato di non rispettare i brevetti, il colosso Usa ha abbassato il prezzo ad un dollaro a 17, che rappresenta tuttavia un costo troppo elevato per milioni di malati. Il presidente brasiliano, dopo una lunga serie di riunioni con i suoi collaboratori, ha deciso di scendere in battaglia ed ha decretato una «licenza compulsoria», cioè il non rispetto del brevetto. Entro il 2005 le industrie brasiliane saranno in grado di produrre il Kaletra al costo di 68 centesimi di dollaro. In tal modo il programma di avanguardia che il Brasile ha avviato, finora solo per 25mila malati, potrà essere ampliato.
È facile immaginare che la Abbott non si rassegnerà e non accetterà di vedere ridotti i propri guadagni e che, con l’appoggio dell’amministrazione Bush (da tempo in lotta con il Brasile sulla questione dei brevetti) si aprirà una battaglia legale. Il presidente Lula si è tuttavia appellato ad una decisione del Wto (organizzazione per il commercio estero) che, in casi di emergenza, prevede appunto decisioni come quelle adottate a Brasilia. Un altro fonte potrebbe ben presto aprirsi con altre due multinazionali, la Merck, che produce l’Efavirenz, e la Gilead che distribuisce il Tenofovir. Queste due case farmaceutiche, secondo alcune fonti, sarebbero però intenzionate a venire a patti con il Brasile. La decisione adottata dal presidente Lula accresce le speranze di evitare la diffusione dell’Aids soprattutto nel continente africano. Secondo uno studio dell’Aspen Institute l’Africa «ha solo l’1,2% del mercato farmacologico mondiale». Secondo l’europarlamentare e presidente della Lila Vittorio Agnoletto «la decisione di Lula di “disobbedire” al Wto è una scelta che non ha precedenti e afferma la priorità della difesa della salute rispetto agli interessi economici delle grandi multinazionali. Se il governo Lula riuscirà a mantenere questo impegno per la prima volta sarà stata sconfitta la pretesa del Wto di poter determinare da solo, attraverso le decisioni assunte a livello commerciale e finanziario, il destino dell'umanità. Questa scelta è ancora più importante perché avviene solo due mesi dopo la decisione opposta assunta dal Congresso indiano nel marzo di quest’anno».
Cazzo.
Sarà un ubriacone come eltsin, ma per fare sta roba ci vogliono le palle.
O è tosto o siamo proprio arrivati al punto di rottura con il liberismo.
l'è che il wto (= usa) ne ha fatte veramente troppe...
Problema è che l'esercito della Abbot è di granlunga superiore a quello carioca... son cazzi!
Prima l'Argentina con il boicottaggio delle compagnie petrolifere, ora il Brasile con i farmaci. La strada futura passa per il boicottaggio? Io credo di sì e voglio richiamare la proposta fatta qualche giorno fa di cominciare a boicottare la Esso.
saluti
Il problema del boicottaggio è questo: io posso boicottare la esso andando in bici e non usando mezzi a motore che non siano pubblici, ma... e la luce di casa mia? e l'elettricità del treno? e l'elettricità della mia lavatrice? e la luce che uso? da dove viene? in italia prevalentemenete dal petrolio e quel petrolio chi me lo vende? e come faccio io a saperlo' e come faccio a cambiare compagnia energetica ?ritorno al bucato a mano, si può fare, ma il pc a mano ancora non c'è... me lo spiegate come si fa?
non ti preoccupare
fra un po' non ci sara' piu' bisogno del boicottaggio (cmq sacrosanto). sara' la realta' a far capire alcune cose ai petrolieri...
prima erano solo i pochi che si interessavano all'ambiente a segnalare i limiti e i pericoli. adesso anche le agenzie internazionali e le agenzie federali americane.
certo: devono ancora convincere la casa bianca - e i petrolieri texano-sauditi che rappresenta - ma i tempi oramai corrono veloci...
l'autostrada dello spreco e' arrivata al casello finale.
Secondo me sei troppo ottimista.
Anche secondo me. Io sono convinto, di base, che l'uomo ad un certo punto si svegli sempre prima della catastrofe, anche solo (anzi: solo) per salvarsi, ma questo quando ha l'acqua alla gola, non un attimo prima, non finchè può guadagnare mezzo dollaro senza rischiare la vita.
Comunque di base credo anch'io che succederà (ma non so se lo vedremo)!
Daniela, intanto parliamone e non solo su un blog.
Dobbiamo cercare di costruire un modo di vivere alternativo. E il primo sforzo lo dobbiamo fare su noi stessi: siamo disposti a rinunciare? questa è la questione delle questioni. Ci sono mercedes e hummer per tutti a questo mondo? La domanda è volutamente retorica.
Se non ci sono lussi per tutti (intendo 7 miliardi di persone) la strada è obbligata: chi il lusso ce l'ha deve rinunciarci.
Occorre passare da un'economia dello sviluppo ad un'economia della redistribuzione. Bisogna ribaltare le basi del nostro sistema economico (capitalistico) che attualmente usa il consumo come propulsore: si deve consumare per produrre! Proviamo a pensare all'assurdità che regge questo modello! Devi bere la coca cola anche se non la vuoi! Devi bere l'acqua minerale per fare plin-plin!
Ma, di questo passo, è facile essere d'accordo con charlie e oppi, basta vedere il comportamento che i no global hanno programmato di tenere per il prossimo G8 di Edimburgo (v. http://www.effedieffe.com/fdf/giornale/interventi.php?id=502¶metro=esteri).
Saluti
l'url corretto dell'articolo segnalato sopra: http://www.effedieffe.com/fdf/giornale/interventi.php?id=502¶metro=esteri
scusate: al posto del segno di paragrafo c'è la e commerciale.