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Non ci stiamo
«Mi fa una certa impressione l’assordante silenzio con cui il principale partito dell’opposizione assiste al più devastante scandalo finanziario di questi anni. Eppure qui –con tutto il rispetto per le persone pubblicamente chiamate in causa, respingendo ogni atteggiamento sommario, condannando il metodo delle fughe di notizia e della pubblicazione delle intercettazioni e al di là degli aspetti penali che non competono alla politica- esplode la nuova questione morale. Emerge lo spaccato di un paese in cui un capitalismo speculativo, spesso di origini non chiare, che ha moltiplicato le sue fortune grazie alle cartolarizzazioni e che non ha creato un nuovo posto di lavoro, ha preso il sopravvento su un capitalismo produttivo. In cui molte banche, che negano ai giovani e alle loro idee sostegno, finanziano larga parte dei nuovi speculatori, in un intreccio in cui il risparmiatore non è garantito». Dal blog di Pietro Folena considerazioni sull'atteggiamento pilatesco dei DS nei confronti della storiaccia Fazio.
30.07.05 00:19 - sezione politiche
il 03 Agosto 2005 (quando OMB accettava i commenti)
sulu ha scritto:

Commento di Turani:
Intercettazione dopo intercettazione si comincia a capire che cosa è stata la scalata della Popolare Italiana (ex Lodi) all´Antonveneta: una specie di fiera mondiale del portage. I soldi, gira e rigira, erano quelli della stessa Lodi (sia pure dopo aver fatto il giro del mondo), gli altri ci mettevano il nome e la faccia di tolla. Mezza Italia si va interrogando sulla provenienza dei denari dei signori comparsi in questa vicenda. Adesso si capisce che la domanda è del tutto inutile. Questi gentiluomini avranno o non avranno soldi (dalle barche e dalle macchine che possiedono, peraltro, si direbbe di sì), di certo sembra che in questa vicenda ne abbiano tirati fuori pochini. I soldi erano della Lodi.
E di questo sembra rendersi conto, sia pure con molto (colpevole) ritardo, anche la stessa Banca d´Italia. Il fatto che siano state sospese le due Opa della Popolare Italiana sull´Antoveneta e che i vertici della banca di Lodi siano stati convocati a Via Nazionale per chiarimenti, la dice lunga. Dice, ad esempio, che il governatore Fazio ha avviato la procedura per cercare di salvare la poltrona. E dice anche che il primo a pagare sarà il signor Fiorani. La logica delle cose non ammette altra soluzione. Si sospendono le Opa, si convoca Fiorani, si giudicano insufficienti i chiarimenti (e come potrebbero essere sufficienti?), lo si manda a casa, si azzera tutto, e si cerca di fare bella figura presso il potere politico e l´opinione pubblica. C´è solo da stare a vedere quale sarà la reazione dello stesso Fiorani e, soprattutto, dei suoi soci, che speravano di lucrare vistose plusvalenze dalla scalata all´Antonveneta. Forse sarà un po´ irritata, forse qualche altro pezzetto di verità su questo brutto affare verrà fuori. Ma, in realtà, per non prendere in giro il mercato e per avere un po´ di rispetto per i poveri risparmiatori (sempre traditi e sempre beffati), bisognerebbe andare oltre.
Come sostengo dalla scorsa settimana, la Popolare Italiana andrebbe commissariata di corsa (meglio se si fa prima di sera). E´ indecente che il protagonista delle telefonate intercettate dai magistrati e pubblicate su tutti i giornali italiani sia ancora lì a amministrare i soldi dei suoi depositanti. Non capisco come in Banca d´Italia non abbiano ancora capito l´enormità dello scandalo. E il commissario avrebbe come primo compito quello di azzerare tutti i contratti (di portage, put e call, e altro) stipulati da Fiorani con razza padana e razza mattona, insomma con tutti quei signori arroganti che in questi giorni abbiamo imparato a conoscere. Si vedrà allora se abbasseranno oppure no la cresta. Come secondo compito il commissario dovrebbe andare a scavare nel passato della Popolare di Lodi e vedere quali altre porcherie sono state commesse.
E, quando sarà il caso, dovrebbe passare tutto alla magistratura. Posso sbagliarmi, ma nella storia della Popolare di Lodi e dei suoi amici ci sono tanti di quei casi di insider trading e altro da farci su un volume. Insomma, tutto questo letame (non mi viene in mente una parola più educata) va spazzato via. E l´unico modo per farlo in fretta e bene è mandare alla Lodi un commissario rigoroso e severo il più in fretta possibile.
Va da sé che le due Opa della Popolare Italiana su Antonveneta a questo punto sono già morte e sepolte. Ma questo non è un male e possiamo, anzi, dire che l´abbiamo scampata bella. I signori della Lodi, infatti, progettavano, attraverso la conquista dell´Antonveneta, di costruire il quarto gruppo bancario italiano: con quelle referenze, con quello stile che si desume dalla lettura delle intercettazioni. Roba da brividi.
Ma credo che qualcuno dovrà occuparsi anche del presidente e amministratore delegato dell´Unipol, Giovanni Consorte, lo scalatore della Bnl. Sempre dalle intercettazioni risulta che è stato informato (dallo stesso Fiorani) che attraverso una società partecipata dalla stessa Unipol si stava per compiere (e poi è stata compiuta) un´operazione di facciata per far risultare conti diversi da quelli reali in società coinvolte nella scalata all´Antonveneta. Non risulta che Consorte abbia bloccato l´operazione e nemmeno che sia corso dal magistrato. Tutto ciò probabilmente non è un reato (non ho la competenza per stabilirlo), ma è certo che lascia un´ombra piuttosto pesante sulla qualità morale del cooperatore Consorte. E se ha senso che esista una finanza rossa o, più genericamente, una finanza legata al mondo cooperativo, sarebbe bello sapere che è meglio di quella dei Fiorani e dei Gnutti. Se invece è la stessa cosa, allora che cosa ce ne importa?
Adesso, credo, si comincia a capire perché quei galantuomini della Fondazione Monte dei Paschi si sono sfilati da questa storia sin dall´inizio. Dotati di ambizioni più modeste di quelle di Fiorani, Gnutti e Consorte, si sono preoccupati prima di tutto del loro buon nome e della loro rispettabilità. Bravi, loro. Non gli altri.

il 19 Agosto 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Gianni ha scritto:

Fiorani a mio avviso è ben di più di quanto già gli viene addebitato e cioè di essere il regista dell'aggiottaggio nella scalata Antonveneta. Fiorani fa parte di un gioco molto più grande i cui registi sono per il momento ancora nascosti e protetti dalle leggi italiane emanate nell'ultimo decennio. Fiorani è un burattino intelligente come Ricucci & C. che riesce a far proprie le idee e le iniziative non sue . Di suo ci sono solo i movimenti bancari..

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