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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Crimini - 3
Terza tappa di lettura - rigorosamente sotto l'ombrellone, tra un bagno, un Magnum e una partita a biglie - a concludere la raccolta dei Crimini per l'estate. I tre maestri del genere - Camilleri, De cataldo e Lucarelli - non deludono. Soprattutto il secondo regala il miglior racconto del libro (assieme a quello di Ammaniti). Kudos a Einaudi Stile Libero per la selezione - nonostante Faletti - che vale i non pochi 15,50 euro del prezzo di copertina.


Andrea Camilleri
Troppi equivoci
Una commedia degli equivoci, rigorosamente ambientata in terra di Sicilia, in chiave noir. Ma Camilleri è troppo un bravo cristo per scrivere un vero noir e la conclusione convince poco. Ma la lettura è piacevolissima anche per chi non riesce a far passare con leggerezza sulle parti in siciliano.

Marcello Fois
Quello che manca

Niente di noir, piuttosto una detective story (schierata a sinistra), col commissario Curreli che non rinuncia all'idea che l'odioso Crescioni, candidato alla poltrona di sindaco, sia corrotto e colpevole. Racconto un po' maldestro con conclusione forzata e poco credibile (nella vita reale i guanti non se li dimenticano mai).

Giancarlo De Cataldo
Il bambino rapito dalla Befana
Racconto perfetto. C'è tensione, c'è storia, c'è un'eccellente caratterizzazione psicologica dei personaggi (che ricordano i protagonisti dei mondi di umana frontiera descritti da Fabrizio De André). Il testo di De Cataldo ha due piani di lettura: è storia d'azione ed è allegoria. Da rileggere.

Carlo Lucarelli
Il terzo sparo
Lucarelli è un maestro del genere, ha un gran mestiere e sa mettere nelle sue storie la dose di cinismo necessaria a evitare soluzioni scontate.
13.08.05 10:00 - sezione libri
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