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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Metafisica dei tubi
«Dio non possedeva libguaggio e, di conseguenza, non possedeva pensiero. Egli era sazietà ed eternità. Il che dimostrava, incontestabilmente, che Dio era Dio. E questa evidenza non aveva la minima importanza, perché Dio se ne infischiava di essere Dio». Comincia più o meno così il racconto starordinario dei primi tre anni di vita di Amélie Nothomb, la scrittrice belga di lingua francese nata a in Giappone, autrice di culto. Anque questo libro - come Igiene dell'assassino - è una sorpresa fin dalle prime righe. La Nothomb riesce a mettere in 120 pagine un condensato di emozioni infantili con totale credibilità, humor e ferocia allo stesso tempo. Le governanti giapponesi, il padre che canta nel teatro No ma non sa danzare, il fratello, la madre che quasi non esiste. E poi le carpe, onnipresenti, mostruose, incombenti, di cui l'autrice riesce a dare al lettore con incredibile maestria una percezione quasi fisica. Un altro libro vicino alla perfezione.
27.08.05 18:42 - sezione libri
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