qui giace OneMoreBlog2.31
«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Seven Swords
the_character_images.gif
Era ora. Dopo decenni di eroi immacolati (primo tra tutti il dottor Wong-Fei Hung raccontato nella serie Once Upon a Time in China), il grande Tsui Hark propone una lettura più realistica dei leggendari guerrieri del Tien Shan, feroci oppositori della dei Manchu che colonizzarono la Cina nella seconda metà del 1600. Spariti i vestiti immacolati e le armi scintillanti, sparita l'ironia, resta la sostanza: lo spirito indomabile della Cina, il coraggio, la dignità, il senso della giustizia, l'inesauribile forza interiore inesauribile.
Seven Sword è un film epico, garndioso, magico. Inimitabile. Realizzato con mezzi ingenti (il più costoso della storia) riesce a non venire meno alle linee guida tradizionali del genere. Dopo le (pregevoli) deviazioni estetizzanti di La tigre e il dragone, Hero e La foresta di pugnali volanti, l'Occidente riceve un prodotto ben ambientato storicamente, splendidamente fotografato, che racconta le storie di personaggi più umani (esteticamente, perché quando tirano calci e mulinano spade sconfinano immediatamente nell'alieno) rispetto agli "angeli in armi" che siamo abituati a vedere.
Chi tra i critici ha capito questo film (per esempio Alberto Crespi) l'ha paragonato ai capolavori del Far West. In effetti c'è qualche assonanza, ma marginale: Seve Swords - confezionato con cura e mezzi occidentali - è un film profondamente cinese, nell'impianto narrativo e nella caratterizzazione dei personaggi, le cui psicologie (nonostante sopravviva l'immortale distinzione netta tra "buoni" e "cattivi") sono percepibili come sfumate e complesse. Il rancore atavico per i Manchu si stempera così nel rispetto per un nemico valoroso, che combatte fino alla fine.
Le straordinarie scene finali invogliano a tornare a vedere il film per gustarsi i particolari, in attesa dei cinque prossimi episodi promessi dal regista. In attesa che i guerrieri del tien Shan - o del tempio di Shao Lin - arrivino a cavallo a salvare anche il nostro "villaggio".
06.09.05 00:08 - sezione kung-fu movies
il 06 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Miamikid ha scritto:

A mio parere il film soffre di troppi problemi di montaggio: l'ascesa iniziale dei tre sul Tien Shan e la successiva formazione del gruppo dei 7 è risolta in 5 minuti ai limiti della comprensibilità e i dialoghi di approfondimento dei personaggi sono tagliati e recuperati a frammenti come flashback... bah. Potrei rivalutarlo solo in una versione dvd contenente il montaggio originale (a quanto pare era di 5 ore e più...)

il 06 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Aleph ha scritto:

Vi invidio spudoratamente. Questo tipo di cinema non riesco proprio ad apprezzarlo.

il 06 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
sensi ha scritto:

non l'ho ancora visto ma mi fido di te...
altri non la pensano cosi'...

http://www.capital.it/trovacinema/scheda_pubblico.jsp?idContent=294037

il 06 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Bè, non è un film per tutti. Delle persone che c'erano in sala quando l'ho visto io, una buona parte erano ragazzotti di palestra che si aspettavano Jet Li e sono usciti delusi. Ma il film è straordinario e quanto a boxe cinese il combattimento finale vale da solo i 7.5 euro.

il 07 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
tonii ha scritto:

me lo andro' a vedere di sicuro!!!

il 08 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
neri ha scritto:

Alberto, io sono andato a vederlo con lo spirito di tonii, e c'ho pure trascinato amici... una CACATA PAZZESCA. Dialoghi insulsi, montaggio inutile quando va bene, personaggi numero 2 numero 5 bandierina! MA DAI!!!!

il 08 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Io sono andato a vederlo per la seconda volta (tra l'altro per confermare che uno dei co-protagonisti fosse interpretato proprio dal sommo Chi Kuan-chun, che non sta scritto da nessunaparte ma è così) e ci ho scoperto un mondo di cose nuove. Sfumature, dettagli, chicche disseminate qua e là.
E' chiaro che va visto con lo spirito giusto. Aspettarsi Mission Impossible porta ovviamente a un adeluscione, ma in fondo uno non cerca Mission Impossible se va a vedere l'Antigone o l'Otello no? Questo film è profondamente legato alla tradizione del teatro cinese e come tale va letto.
Quanto ai dialoghi, concordo sul fatto che non sono granché, ma ho la quasi certezza che sia colpa di un doppiaggio ben fatto per tempi e toni, ma scadente per capacità di trasferire lo spirito della storia (e comunque doppiare il cinese credo sia impresa epica).
Il montaggio a me piace, anche se ne percepisco la violenza delle forbici, il DVD sarà ben altra goduria.
Comunque il mondo è bello perché è vario, in fondo un sacco di miei amici hanno amato 9 vite di donna...

il 08 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Aleph ha scritto:

"Io sono andato a vederlo per la seconda volta"

The Doc is in - 5 cents

Prego, si accomodi...

il 08 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Aleph, ci vuol altro che Lucy Van Pelt: andrò a vederlo per la terza volta in lingua originale alla rassegna della Mostra di Venezia

il 08 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Aleph ha scritto:

:0)
Ottima preparazione sui comics.

il 08 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Luca ha scritto:

Da uno che conosce "MAUS" che ti aspettavi...

Altrove: A - rivista anarchica | Accordo | Anticatechismo | Chan Hon Chung | Ciclistica | Il Deposito | Don Zauker
Gruhn Guitars | Giordano Bruno | Libertaria | Movimentofisso | Brian Setzer | Shel Shapiro | UAAR | Il Vernacoliere