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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Viva Zapatero!
Non sono mai stato un fan di Sabina. Sarà che non guardo la televisione, ma la vicenda della sua estromissione dalla RAI mi ha sempre lasciato un po' freddo, pensando che insomma, se per un Enzo Biagi ci si scandalizza, una Guzzanti, un daniele Luttazzi, un Paolo Rossi o addirittura un Michele Santoro (tutti eccellenti professionisti, sia chiaro) finiscono nel calderone delle "berlusconate minori", dell'ordinaria amministrazione di questo governo mascalzone. E poi - tanto per essere sincero fino in fondo - ho sempre pensato che il successo suo e di suo fratello dovessero non poco a cotanto padre. Insomma, nonostante il successo di critica e pubblico, sono entrato all'Anteo di Milano un po' sospettoso, con quel vago sospetto di "quella che ha scoperto che ci si può marciare" che mi accompagnava da sempre quando c'era di mezzo Sabina.
Forse è per questo che il suo documentario mi è piaciuto moltissimo, mi ha fatto ridere, a tratti mi ha quasi emozionato, mi ha indignato. Insomma, quell'ora e un po' di immagini sa sprigionare una forza rivoluzionaria dirompente. La forza della satira, talmente grande da poter colpire duro il potere anche dopo che le viene messo il bavaglio.

Il metodo per mettere in mostra la miseria dei tanti miseri di cui Viva Zapatero racconta le misere imprese è semplice: lasciarli parlare. Basta una telecamera e una bella donna incalzante, che ognuno di questi "mezzi fantocci mezzi uomini" diventa satira di se stesso. Dei vari Gasparri che recitano le scenette più comiche lo si sapeva: fallo parlare dei rapporti tra "satira" e "informazione" e ne esce uno sketch, non c'è Neri marcorè che tenga, l'originale è enormemente più esilarante (basta non pensarlo sulla poltrona di ministro). Si poteva anche immaginare che né il viscido Polito, né la sfuggente Annunziata avrebbero fatto una gran figura (a differenza di Gasparri, il viscido non fa ridere, fa nausea).
Ma quello che l'elettore DS non riesce a prevedere è il moto di rabbia che sale durante le brevi sequenze che hanno per protagonista Claudio Petruccioli, recente presidente della RAI, all'epoca presidente della commissione di vigilanza. Tra un raglio e l'altro, questo indegno personaggio - a cui tutti noi paghiamo un lauto stipendio - non ha saputo dire una sola parola di critica sull'epurazione. Si è barcamentato gracchiando frasi di circostanza, al ritmo di una parola al minuto, prive del benché minimo significato. Meglio - molto meglio! - il fascistone di AN, che almeno dice la sua idiozia. ma la dice, perdiana!

Ci sarebbe da farsi venire la depressione, pensando che di Petruccioli, dopo la vittoria del 2006, ce ne saranno a bizzeffe in coda per una poltrona o uno sgabello. Per fortuna però Sabina mette nel suo film anche un po' di aria pulita: Furio Colombo, Bill Emmott, Dario Fo, il giornalista tedesco e la giornalista francese (di cui non ricordo i nomi) sanno restituire fiducia e voglia di insistere e resistere. Ricordandoci però che ogni po' di libertà ce lo dobbiamo riconquistare con le nostre forze.

L'informazione è l'altra "vittima-colpevole" del film. Basta la sequenza Bruno Vespa che parla della Madonna sanguinante per spiegare com'è possibile che l'Italia sia oltre il 70 posto nella graduatoria mondiale della libertà di informazione stilata dall'autorevole Freedom House. Giornalisti proni, compiacenti col potere - per paura di perdere il posto o per far carriera - sono giudicati dai colleghi esteri come un'anomalia tanto incrdibile da risultare difficilmente raccontabile nei loro Paesi. Anche per questo aspetto del "berlusconismo" appare enorme e imperdonabile la responsabilità del centrosinistra, che pur consapevole dei rischi a cui si andava incontro nela caso (poi avveratosi) di una seconda vittoria di Berlusconi, non fece nulla per modificare regole insufficienti a contenerne la fame insaziabile. «Abbiamo sbagliato, non volevamo infierire sullo sconfitto» dice il parlamentare diessino. Sarà servita la lezione? O dovremo ancora sentire d'alemi e politi farneticare sulla "demonizzazione"?

Il film è imperdibile. Da vedere, diffondere, acquistare in DVD, mostrare (anche a tradimento) ad amici e parenti che non l'hanno visto. E' anche questo un pezzetto di Resistenza dei nostri giorni, comunque è un grido forte e chiaro quanto quello di Nanni a Piazza Navona.
27.09.05 07:18 - sezione cinema
il 27 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
gerry ha scritto:

Bellissimo. Hai dimenticato di dire che si intitola "Viva Zapatero" perchè il premier spagnolo ha fatto una legge che sottrae la TV pubblica al controllo partitico.
Petruccioli è un personaggio allucinante, non l'avevo mai ne visto ne sentito parlare. La poca stima che avevo verso i DS è svanita completamente. Se mettono come Presidente Rai un personaggio del genere vuol dire che sono ormai veramente "suonati".

Tornando alla riforma Zapatero. Questo nostro centrosinistra non ha invece la minima intenzione di mollare l'osso e, quando andrà al potere, probabilmente metterà i suoi uomini ai posti chiave, secondo logica di lottizzazione e distribuzione poltrone e favori (anche, come al solito, a molti incapaci ed inetti).
E' forse questa la principale ragione per cui ha lasciato Berlusconi spadroneggiare, oggi la maggior parte della torta tocca a te, domani a me.
E' triste constatare che in Italia a farci pensare e incazzare politicamente sono rimasti solo comici, "buffoni" (come si autodefinisce la Guzzanti) e similia: Grillo, Guzzanti, Fo, Moretti, ecc.

il 27 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
tonii ha scritto:

nella sezione "aria pulita" del documentario hai scordato il grande Luciano Canfora, di cui invito sempre a leggerne i libri (e non sono il suo press agent :-) )

e di violante che dai banchi della camera fa quel discorsetto tipo "ma perche' se la prende il cavaliere? non gli avevamo forse assicurato illo tempore l'impunita' e l'eleggibilita' checche' ne dicessero leggi e tribunali!?"... agghiacciante.

il 27 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Ellroy ha scritto:

Devo dire che Raiot non è la produzione migliore di Sabina. Troppo astioso, e poco ironico. La cosa migliore è il Gasparri di Marcorè. Io ho sempre preferito il fratello, molto più tagliente. Il fatto però rimane, il programma è stato censurato, nonostante i buoni ascolti.
La frase più bella del film è detta da quel francese :"la democrazia non ha paura delle critiche". quello che rimane ora solo solo giornalisti pavidi e dai culetti tremuli. Anche se capisco se posso capire un giovane che ha solo da perdere.

il 27 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Vedi Ellroy, non riesco a usare le categorie "migliore" e "peggiore" per questo lavoro. Qui c'è soprattutto dell'informazione, stairica - certo - ma drammatica, devastante. I brani "teatrali" di sabina sono a mio avviso la cosa meno importante di "Viva Zapatero!", i tre minuti di Petruccioli e Violante, la madonna sanguinante di Vespa, sono un macigno con cui Sabina schiaccia la nostra classe politica e giornalistica. Altro che le cazzate di D'Alema sulla "fine dell'antipolitica". E' davvero venuto il momento che gli "anti" diventino loro e che la politica ricominciamo a farla noi.

il 27 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
elisa ha scritto:

Beh, forse ora ti sarai ravveduto sul pregiudizio che Sabina e Corrado debbano "non poco a cotanto padre". Come lei stessa afferma nel film, in risposta a Lainati che le ricorda il posto che occupa il padre, "mio padre che c'entra?".
Forse, a differenza di molti bravi artisti, hanno avuto la fortuna di essere stati introdotti in un circolo molto chiuso, ma il successo che il pubblico ha decretato loro lo devono soltanto alla loro bravura e al loro impegno, tanto che la sorellina Carolina ha fatto piccole cose e all'ombra dei "grandi" fratelli.
Seguo Sabina e Corrado da tanto tempo; con "Viva Zapatero" si rinnova il mio apprezzamento, e` stata una conferma...una conferma anche di quanto faccia schifo il nostro Paese.

il 27 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Ellory ha scritto:

Il mio giudizio del film della Guzzanti è stato positivo. hai ragione tu quando dici che la cosa più comica è il Gasparri vero. Oppure quando alcuni personaggi (vedi Vespa) si autorivelano per quel che sono. Anche una certa sinistra "riformista" deve svegliarsi.

PS. Vedo che la mia scrittura peggiora sempre di più.. il mio problema è che molti commenti li scrivo mentre lavoro al telefono.. Risultato: non me ne accorgo se non quando li leggo nella pausa pranzo.

il 28 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
elisa ha scritto:

Mi sfugge qualcosa:

Martedì 27 Settembre 2005 alle 10:11 Ellroy scrive:
"La cosa migliore è il Gasparri di Marcorè."

Martedì 27 Settembre 2005 alle 14:03 Ellroy scrive:
"hai ragione tu quando dici che la cosa più comica è il Gasparri vero."

Evviva la coerenza!

il 28 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
paolop ha scritto:

Visto l'ottimo film mi sembra anche molto impotante l'appello al futuro Governo Italiano, che si può firmare direttamente all'uscita di alcuni cinema che proiettano il documentario.
Vi riporto l'appello facilente firmabile anche in Rete.
Dieci richieste al futuro governo italiano. Firma l'appello lanciato da Sabina Guzzanti

1 Impegnatevi a dare all´Italia un´informazione e una comunicazione che rispondano alle esigenze democratiche del nostro paese. Riconoscendo che anche l'attuale vertice Rai è nato dalla logica della lottizzazione, approvate una legge per un nuovo sistema di nomina, ove sia limitato il controllo dei partiti, ispirato ai modelli della nuova Tve voluta da Zapatero in Spagna, della Bbc inglese e delle tv pubbliche tedesca e francese, affidando il servizio pubblico a figure e organismi super partes e coinvolgendo le categorie che la tv sono chiamate a "farla": artisti, giornalisti, editori, autori, produttori, università, istituzioni culturali.

2 Fate in modo che gli italiani vedano e ascoltino la vera "agenda del giorno", non quella offerta dal solito circo di nani e ballerine proni al potere. Consentite una libera discussione sui problemi reali della gente: anzitutto il lavoro, la pace, la giustizia e l'ambiente. E garantite che gli interessi dei cittadini siano rappresentati fino in fondo nel dibattito politico.


3 Cancellate la legge-truffa Frattini sul conflitto d´interessi e sostituitela con un ferreo regime di incompatibilità tra chi possiede quote anche minime di società di comunicazione (tv, radio, giornali, portali internet) e chi ricopre incarichi pubblici e di rappresentanza politica.


4 Abolite la legge Gasparri, che viola il diritto costituzionale dei cittadini a essere informati e a usare essi stessi i sistemi di comunicazione, introducendo autentici e severi limiti antitrust per impedire monopoli od oligopoli sia in tv (non più di una rete terrestre per ciascun soggetto), sia nella carta stampata, sia nel cruciale settore pubblicitario.

5 Impegnatevi a non privatizzare la Rai senza adeguate garanzie sulla terzietà, la trasparenza e la legalità dei poteri che controlleranno il settore; e comunque a lasciare al servizio pubblico almeno due reti.


6 Garantite che anche le televisioni commerciali siano soggette a criteri di rispetto dei cittadini, e che i bambini non siano più bombardati da raffiche di pubblicità incontrollata e violenza, in balìa dello scadimento etico e intellettuale che oggi domina tutte le reti pubbliche e private.


7 Considerate la televisione per quello che è nella realtà: il più importante strumento non solo di informazione, ma anche e soprattutto di formazione, dell´intera nazione. E, di conseguenza, garantite il suo carattere "pubblico" e "democratico" perché il clima morale e intellettuale del Paese non degeneri.


8 Eliminate l´Auditel e sostituitelo con sistemi di misurazione del gradimento degli spettatori meno inattendibili, non solo sul piano quantitativo, ma anche su quello qualitativo.


9 Garantite il rispetto della diversità delle idee, delle opinioni e delle fedi, e ponete fine alle discriminazioni e alle liste di proscrizione contro autori, scrittori, artisti, giornalisti che pensano, si esprimono e lavorano liberamente con professionalità, restituendoli al dialogo con i loro lettori e con il loro pubblico.

10 Ricordate che queste firme rappresentano la determinazione di molti cittadini liberi a impegnarsi d'ora in poi, con qualsiasi governo, per difendere i propri diritti e la dignità del Paese.

il 19 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Giulia ha scritto:

"Io sono un buffone, e poichè ho fatto il mio dovere, come premio, ho visto il popolo."
Sabina Guzzanti

il 26 Agosto 2006 (quando OMB accettava i commenti)
mario ha scritto:

Una Guzzanti coraggiosa che svolge la sua indagine alla maniera di Michael Moore. Mi è piaciuta molto. Ma la Guzzanti tenga conto che Pasquino (la satira) ha sempre attaccato il potere qualunque esso sia. Quindi cara Sabina non mollare.

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