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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Come l'abbiamo capita noi
«Sarebbe folle non rispondere alla voglia di partecipazione emersa dopo le primarie nazionali di domenica. Un desiderio che peraltro abbiamo misurato anche durante i lavori del Cantiere. Noi pensiamo possa svolgersi a gennaio, utilizzando i prossimi mesi per completare il programma insieme al Cantiere. Sia chiaro che per noi le primarie devono servire a rendere visibile l'unità del centrosinistra. E non certo per dividere. Credo che l'impegno di tutti sarà quello di arrivare a gennaio chiedendo agli elettori l'investitura per un candidato da cui tutti ci sentiremo rappresentati». Cosa sta dicendo Franco Mirabelli? Proviamo a tradurre dal politichese.

Come abbiamo capito noi queste parole lette su Corsera del 20 ottobre:

«Non ci rassegnamo ad accettare l'idea che le primarie nazionali siano state un'investitura data a Prodi dagli elettori per renderlo più forte nei confronti delle trame che lo circondano. Anche al Cantiere vogliono le primarie, e qui ci stiamo impegnando per dare un contentino agli elettori senza cedere un millimetro del nostro controllo sulle leve del potere, soprattutto ora che si potrebbe vincere e il potere potrebbe diventare quello vero. Ergo, abbiamo individuato la strada da percorrere: (1) primarie prima possibile (noi le avremmo fatte anche il 25 dicembre) così da togliere tempo ai candidati alternativi (che non dispongono di una macchina per creare consenso, né di soldi veri, quindi hanno bisogno di tempo per farsi vedere). (2) Candidato unico per i principali partiti, così da chiudere all'angolo gli outsider. delle belle primarie con un candidatone cghe trionfa e qualche sparring partner che resta al palo sono l'ideale per poter organizzare un festeggiamento, millantare la partecipazione attiva, ripetere la farloccata che "questo risultato va letto come una richiesta di ritorno alla poolitica"».

A questo punto, la preoccupazione del povero cittadino che non regge più il berlusconismo, cresce. Da un lato c'è la dirigenza nazionale che diventa Kennediana, dall'altro c'è quella locale che insiste con discorsi da ubriaco.
Ma non è che ci troveremo con delle primarie così farlocche da avere la metà dei votanti, seguite dalla vittoria della destra, seguita dalla morte delle primare, a cui i "riformisti" si affretterebbero ad attribuire tutte le colpe per non doverci pensare più?
21.10.05 01:54 - sezione milano
il 21 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
lorenzo ha scritto:

Non sono di Milano, ma mi pare che Mirabelli abbia quando parla un tipico "difetto" dello stile dalemiano.
Quel difetto che fa dire a D'Alema sempre "Noi pensiamo" "noi diciamo". Quelo "Noi" per lui è il tutto. Perché nelle sua visione (che io interpreto come una deformazione stalinista) D'Alema controlla la corrente di maggioranza dei DS, che è il primo partito della parte "riformista" dell'Unione, che a sua volta è la parte più grande di tutta l'Unione.
E allora quando Mirabelli dice "candidato unico" intende un candidato unico di questa "maggioranza". Vuole un plebiscito come quello per Prodi, con dei candidati troppo deboli ad opporsi, limitati al ruolo di testimoni.

il 21 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Francesca P. ha scritto:

Con la differenza che Prodi era un candidato già abbondantemente investito dai cittadini, qui come la vogliono mettere?

il 21 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
zanardi ha scritto:

mah, trovo logico anche se forse non condivisibile che i partiti vadano avanti pensando a utilizzare le proprie forze e anche le investiture loro interne. in altre parole uno potrebbe pensare di cambiare la politica iscrivendosi ai ds e aspirando a diventarne segretario. il segretario cittadino dei ds pensa di rappresentare il popolo dei ds.
lo spazio delle primarie apre questa situazione creando forme di partecipazione politica non strettamente riconducibili alla struttura dei partiti, anche se in realtà i partiti ci sono e a mio avviso sono forze democratiche della nostra società.
cosa voglio dire? anch'io ho le idee confuse, non ho ricette. penso che si debba tutti tornare a fare politica, confrontarsi, in ogni sede, fare circolare idee.
pensiamo a qualcosa per milano.
in questa direzione penso che fare le pulci a mirabelli sia una battaglia di retroguardia. chissenefrega. se si muoverà qualcosa penso che anche la rivitalizzazione dei partiti (o la scomparsa di questi partiti per diverse forme di partecipazione politica) sia un benefico effetto secondario.
se abbiamo proposte e idee, se pensiamo di mandare la fantasia al potere il piano della discussione deve essere un altro.

il 21 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Zanardi, Mirabelli è un'icona (la persona non conta, si chiamasse Rossi e Neri sarebbe lo stesso) che rappresenta il meccanismo politico chiuso su se stesso, autoalimentato e autogenerato, che tiene fuori le forze fresche e mira ad abbassare ogni picco al minimo livello comune.

Detto questo, da questo lato della Rete si stanno facendo parecchie cose interessanti, notizie a breve ;-)

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