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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
La tigre e la neve
Si può fare un film pacifista senza mostrare l'orrore della guerra? Un film sull'amore senza sesso in primo piano? Un film "buono" senza melassa? Un film senza suspence, colpi di scena e inseguimenti, che però scivoli via per due ore senza che lo spettatore non se ne accorga? Molto difficile, a meno che a farlo sia Roberto Benigni.

E' tutto questo - e molto di più - la straordinaria fiaba a occhi aperti che il regista toscano ha regalato per farsi perdonare il suo poco convincente Pinocchio.

Bastano poche parole per raccontare la trama, il viaggio di Attilio a Baghdad, sconvolta dalla guerra, per salvare la moglie - da cui è separato, ma che continua ad amare - rimasta gravemente ferita in un bombardamento. Trasformato dalle circostanze in eroe - benché incerto e impaurito - il poeta Attilio attraversa gli orrori di una città devastata senza restarne contaminato, anzi, riuscendo a dare un contributo - sia pur piccolo - di pace e solidarietà.

Due ore di non-cinema, di realtà irreale, di drammatica comicità, di tragedia a lieto fine, per un'pera a se stante, ingiudicabile con le categorie normalmente usate per il grande schermo. La Tigre e la neve è una parabola con cui il regista descrive i valori autentici (amore, coerenza e solidarietà) contrapponendoli a quelli fasulli della nostra società. Emblematica in questo senso la figura dell'amico poeta iraqueno Fuad (splendidamente interpretato dall'attore marocchino Jean Reno), simbolo dell'incapacità di "crederci" e del fallimento della cultura fine a se stessa, che non sa trasformarsi - quando occorre - in ottimismo pragmatico.

Due delle migliori ore trascorse al cinema da parecchi mesi a questa parte. Roberto Benigni, ritornato sulla strada narrativa che più gli è familiare, ha saputo produrre un capolavoro di feeling e discrezione, con cui riesce a colpire l'immaginario, emozionare e commuovere, ma senza traumatizzare.

Straordinario per intensità il cammeo di Tom Waits, che suona dal vivo la "colonna sonora" del sogno di Attilio, aggiunge poesia alla poesia, a generare un'overdose di emozione e buone vibrazioni.

Grande, dolcissimo, imperdibile, da vedere e rivedere.
23.10.05 00:54 - sezione cinema
il 23 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Cristina ha scritto:

l'ho visto proprio ieri sera...bellissimo, forse il film d'amore piu' bello degli ultimi dieci anni e forse anche piu' bello de La vita è bella...

grande Roberto, grazie di esistere...

il 23 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
HCE ha scritto:

anche a me è piaciuto molto. la presenza ricorrente della poesia, le lezioni di poesia all'università, i monologhi surreali, la deriva onirica.
un plauso speciale per la scena della morte del poeta, le finestre che diventano personaggi.

sceneggiatura intrigante e ricca di sorprese, che ti fa fraintendere più volte la storia, e tiene alta l'attenzione.
mi ha creato un grande coinvolgimento emotivo, ha parlato della guerra facendo vivere allo spettatore le tragedie individuali di cui è composta, i pericoli, la distruzione del paesaggio e della cultura, le violazioni dei diritti umani, la mancanza dei beni a cui si era abituati. efficace, per chi vuole capire.

poi però:

in tempi di guerra per il petrolio, tante scene si svolgono a bordo auto (di una certa casa produttrice). non che sorprenda in un film italiano, ma però!

è ambientato in una roma poco credibile, senza traffico, elegante ed efficente, che sembra piuttosto parigi o amsterdamm. scenario adeguato per l'innamoramento di un poeta senza coinvolgimenti polici, ma ... ma de che, aho?

HCE

il 24 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Milton ha scritto:

Diciamoci la verità. Il film è deludente. Mi pare che nessuno abbia il coraggio di dirlo, ma non è assolutamente un film riuscito.
La sceneggiatura non è per nulla intrigante ma altamente prevedibile. La cornice romana, inizio e fine, sono stucchevoli e brutte. Quando ho visto il polline che sembrava neve mi è venuto da vomitare. La tigre, lo zoo che brucia... ma non è mica kusturica!
Il film ha uno spunto bellissimo e bellissimo è il personaggio di benigni. Sono stupendi i suoi monologhi sulla poesia e la bellezza della vita, ma tutto il resto è da buttare senza rimpianti. Un film che poteva raccontare la guerra vista con gli occhi di due poeti era sulla carta un capolavoro. Ma invece ci perdiamo in situazioni prevedibili, stanche pretestuose che non strappano nè compassione nè tanto meno sorrisi.
Peccato.

il 24 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
angelo ha scritto:

Pura melassa, tutto molto scontato.
Comincio a farmi domande sui frequentatori di questo blog (ho letto, ad esempio, tutte le difese del perbenismo di Lia)..
Non vorrei essere offensivo (e mi scuso) ma..ci sono molti anziani?

il 24 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Milton ha scritto:

piano angelo. Non c'entra nulla l'età anagrafica, perché questo film è campione di incassi. Certo fa piacere per un film italiano, ma insomma questo significa che il film è visto da molte persone e gli anziani al cinema ci vanno poco.
Sulla melassa la penso come te, il guaio credo che sia uno soltanto: benigni è costretto a far lavorare la Braschi, che - per inciso - è produttrice del film. Senza il personaggio di lei, con un altro pretesto per mettere Attilio a Bagdad probabilmente sarebbe stata un'altra cosa. Ma così non è.

il 24 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
tonii ha scritto:

piuttosto che vedere o sentire la braschi vado al cinema del vescovo

il 24 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Aleph ha scritto:

Se questo è il nostro cinema d'autore siam messi bene...
L'ultimo Pinocchio e questo film fanno rimpiangere il Benigni di Jonny Stecchino. (sic)

Concordo con Tonii e gli altri, la Braschi ha davvero scassato le palle!
Sapesse almeno recitare...

il 24 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Cristina ha scritto:

non ho capito... ci vuole un'età particolare per apprezzare un film ? e inoltre: soltanto i piu' giovani possono vantare dei gusti migliori ?

io non sono una vecchia decrepita, i films di Benigni li ho visti tutti, questo mi è piaciuto, pinocchio no.

eppure non è difficile....

il 24 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Antonio ha scritto:

Beh, se è campione di incassi un motivo ci sarà... OTTO CINEMA SU 10 PROIETTANO QUESTO FILM, IN ALCUNI MULTISALA CI SONO ADDIRITTURA 3 SALE CON LA STESSA PROIEZIONE.

Comunque, a me non è piaciuto.

il 24 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
turco ha scritto:

Mah, visto che Al lo dice, ci andrò. Se no non mi sembrava tanto tanto...Ma secondo me, ribadisco, non è Benigni, è il cinema italiano che da tempo crolla nella più totale autocommiserazione. L'unico film che ultimamente mi è piaciuto un pò è "La seconda notte di nozze" di Avati...però triste, triste. Perchè il paese intero è triste triste..

il 24 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Concordo sulla Braschi, ma è un dettaglio non significativo. Insisto: non è un film che si possa giudicare con le categorie del cinema convenzionale. Se si cerca di "entrare" nella poetica di benigni, la Braschi sparisce e resta la poesia.

il 24 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
olegna ha scritto:

Benigni è divertentissimo in televisione, disastroso al cinema (Piccolo diavolo, Johnny Stecchino, Pinocchio, la tigre etc.). I film sono caricaturali, patetici, pieni di "buoni sentimenti" sempliciotti..(come si diceva una volta, ah sì, "così poetico signora mia").
In televisione, invece, diventa travolgente. Perchè la sua vera natura deve essere quella tipo commedia dell'arte, con improvvisazione e gag fulminanti.

il 24 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Aleph ha scritto:

"Beh, se è campione di incassi un motivo ci sarà... OTTO CINEMA SU 10 PROIETTANO QUESTO FILM, IN ALCUNI MULTISALA CI SONO ADDIRITTURA 3 SALE CON LA STESSA PROIEZIONE."

Non sono d'accordo, la coppia Boldi-De Sica è sempre campione d'incassi a Natale.
Ma quello non è cinema.

il 24 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
oppi ha scritto:

No Aleph, credo che Antonio volesse dire che il motivo per cui questo film è campione d'incassi è da ricercarsi nel suo battage, nella promozione etc.

Mi è piaciuto molto. Divertito e commosso.
Non me l'aspettavo. Pinocchio era stato difficilissimo da guardare fino alla fine, questo film non mi ha deluso.
La nevicata di polline...Kusturica può permettersi il surreale e Benigni no? Delusi perchè ci si aspettava cosa, verosimiglianza, forse? E allora erano le aspettative ad essere sbagliate, scusate!
Poesia, amore, amore per la poesia e per gli uomini, dolore per la guerra e per l'amata, per l'amico...sentimenti spudorati, ma innegabilmente sinceri. Sinceri; non creati per far cassetta. Mi piace, quando ne trovo di autentici! Scusate se passo per "sempliciotto".

il 24 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Aleph ha scritto:

Ricordo un'intervista con il grande Luchino Visconti. Diceva che se in una scena si inquadra un cassetto pieno di gioielli, quei gioielli DEVONO essere veri, non bigiotteria.

Leggo più su che qualcuno ha scritto: "non è un film che si possa giudicare con le categorie del cinema convenzionale."

Che divolo significa "cinema convenzionale"?
O è cinema o non lo è. La mia personalissima opinione è che Benigni si è un pò montato la testa e si è autoconvinto di essere un grande regista.
Rimandato alla prossima opera.
Nel frattempo faccia penitenza visionando per almeno 15 ore al giorno Visconti, Kubrick, Kusturica, Bergman, Fellini, Burton, etc. etc...

il 24 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
oppi ha scritto:

Secondo me questo è l'errore che fai tu, e che non fa Benigni. Non è pretenzioso sotto nessun punto di vista, il suo film. Per cui, mi pare inutile e capzioso snocciolare nomi di grandi registi.

PS: comunque per "cinema convenzionale" credo Alberto parlasse di "categorie" convenzionali.

il 26 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Aleph ha scritto:

Non mi sembra affatto capzioso l'invito di ripassarsi un pò di storia del cinema. Mi pare, al contrario, un fatto molto palese, chiaro e diretto. L'esatto contrario della capziosità...

il 03 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Alice ha scritto:

La tigre e la neve, a mio parere è un film bellissimo, che dà veramente tante emozioni e che è riuscito anche a farmi versare qualche lacrima...
Benigni non solo è un bravissimo attore e regista, ma anche un poeta, questo film ne dà la riprova...

il 08 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Ana Gisela ha scritto:

Mamma mia che film orrendo, mi sono pentita di aver speso 7,50 per vederlo, una trama vista e rivista. La Braschi da sola rovina il film, ma possibile che Benigni la deve sempre fare lavorare, Woody Allen sta con Soon Yi ma non la fa lavorare nei suoi film. Basta con la Braschi. Roberto puoi fare di più...sforzati. Dopo il Mostro, Johnny Stecchino e la vita é bella, puoi farcela, metti i piedi per terra. Pinocchio e la Tigre e la Neve, due film da dimenticare.

il 09 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
renzo ha scritto:

Purtoppo il film di Benigni non è un film riuscito, come tra l'altro i rimanenti con una piccola eccezzione per La vita è bella.
Perchè Benigni dottore honoris causa non viene chiamato dalle varie università ad illustrare la commedia dell'arte, a decantare poeti e fare capire agli studenti e non che cosa è la poesia? A mio modesto parere lo vedrei benissimo in quel ruolo. Per quanto riguarda i film basta.

il 09 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alex ha scritto:

Questo film fa cagare ed é solo l'ultimo gradino che Benigni percorre nel suo oramai completo viaggio verso la commercializzazione più sputtanabile.
Che schifo, non posso credere che la gente ancora lo va a vedere questo calvario cinematografico. Restatevene a casa a vedere il processo di Biscardi, vi regalerà più emozioni di questo polpettone buonista.

il 05 Dicembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
vmucc ha scritto:

non ho visto il film. concordo con i dissensi sul conformismo dei film di benigni e sulla braschi (ma un attore risente anche della direzione...). alcuni dei commenti negativi mi ricordano le mie sensazioni dopo aver visto la vita è bella, dopo la quale diedi un taglio con un altro pezzo del cinema italiano. benigni diretto da altri mi piace, alcune delle situazioni che sa proporre le apprezzo molto, qualche volta esagera travalicando i limiti del buon gusto ma un giullare può fare anche questo...non so se vedrò il film nemmeno in cassetta.

il 26 Agosto 2006 (quando OMB accettava i commenti)
mario ha scritto:

Dopo "La vita è bella" Benigni non riesce più ad ingranare. Si rifaccia con Dante, gli riesce meglio.

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