qui giace OneMoreBlog2.31
«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Perché Sergio non sciopera
«Io, come ho già detto a chi era lì penso che questo sia l'atteggiamento più folle e disastroso con cui possiamo difendere la Scuola e l'Università pubblica. Dove dobbiamo dimostrare di avere necessità della cultura e dell'istruzione che ci viene fornita, e così dev'essere, gratuitamente, diamo l'opportunità a chiunque di dipingerci come un gruppo di cretini che non ha voglia di studiare e "da fastidio a chi lavora".». Per chi non ha fiducia nelle nuove generazioni, c'è questo post di Sergio, giovane blogger di Roma. Che i miei cinici coetanei lo mandino a memoria e accettino l'idea che spesso i ragazzi sono molto più saggi degli adulti. Sabato sera Ivan Scalfarotto ci ha detto «Sergio è stato il suo più giovane testimonial. Altri hanno mandato Monica Guerritore, noi abbiamo mandato sergio e ne siamo felicissimi».
25.10.05 00:00 - sezione altri in Rete
il 25 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
sbrencu ha scritto:

Dovresti citare anche la frase prima però, che consente di capire perché Sergio non va a questa manifestazione. Altrimenti se non si va a leggere il blog si può avere una visione distorta del suo pensiero, ed interpretarlo in maniera non corretta. Sergio non ci va perché è contrario alla manifestazione, per principio, ma per quella furbata che hanno deciso di mettere in atto alcuni partecipanti, quella di rompere il cordone e di andare davanti a montecitorio... almeno, questo è quello che capisco io leggendo il blog...

il 25 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
beppe ha scritto:

bravo sergio. cmq, secondo me sarebbe bene se qualcuno di quegli studenti prendesse lezioni da camil, il leader della protesta dei ricercatori di qualche anno fa (lo trovano proprio a roma, ad ingegneria)

il 25 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
cronoman ha scritto:

io penso sia invece utile porre l'attenzione sulla seguenti frasi del buon vecchio sergio: "Premetto che sono quasi totalmente ignorante sui particolari di questa riforma ma ho come un piccolo pregiudizio, dovuto principalmente alle altre mosse geniali del nostro beneamato governo che mi fa pensare che non sarà nulla di buono. Dal palco però non si contribuiva a fare chiarezza. Le parole erano strillate e incomprensibili, messe insieme senza portare avanti un discorso logico, vaghe e generiche riguardo ai modi della riforma".

queste poche frasi illustrano lucidamente e, ahime', tristemente, numerosi aspetti del metodo italano che va per la maggiore nell'affrontare problematiche importanti che spaziano della riforma scolastica alla liberta' di stampa: ignoranza colossale riguardo ai dati obbiettivi del problema, pregiudizi, dibattito sterile, fazioso e isterico che anziche' aiutare a capire il problema serve solo a confondere e a creare fazioni contrapposte, l'arroganza di voler dibattere da protagonisti questioni anche senza avere la minima preparazione culturale necessaria per farlo in modo efficace e utile.

sergio ha l'onesta' intellettuale di ammettere di non sapere nulla riguardo ai dettagli della nuova riforma scolastica, e la mia preoccupazione e' che la maggioranza di quelli che contestano la riforma (e non solo tra gli studenti) siano in realta' ugualmente ignoranti in materia. questo non fa' che creare ulteriore confusione intorno a una questione di importanza cruciale per il paese come la riforma della scuola, e questo e' davvero un grave danno.

Altrove: A - rivista anarchica | Accordo | Anticatechismo | Chan Hon Chung | Ciclistica | Il Deposito | Don Zauker
Gruhn Guitars | Giordano Bruno | Libertaria | Movimentofisso | Brian Setzer | Shel Shapiro | UAAR | Il Vernacoliere