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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Texas
Storie di vuoto esistenziale in un paesino del Piemonte, a due passi dall'autostrada che punta alle montagne. Una società di cow boy italiani, fatta di vecchi che tentano di tenere in vita le loro tradizioni, di adulti che non riescono più a essere rurali senza riuscire a diventare industriali, di giovani che non sanno neppure parlare tra di loro. Un buon esordio per Fausto Paradivino, autore teatrale che si è cimentato per la prima volta nel cinema. In questo buon film (fatto con pochi mezzi, probabilmente l'intravista della Golino senza reggiseno è stato l'investimento più importante, chissà che Scamarcio non abbia recitato gratis pur di fare quella scena...) Paradivino ha recitato, diretto e scritto la sceneggiatura.
Per tutto il primo tempo la sceneggiatura è spezzettata, salta avanti e indietro nel tempo, per caratterizzare i personaggi e catturare lo spettatore (sembra un po' il libro di Vinicio Capossela) senza lasciargli capire troppo di quello che sta succedendo. Ma il gioco funziona: Paradivino non esagera, rispetta la sua inesperienza e non si fa prendere la mano dalla retorica. Poi, nel secondo tempo, la storia si scioglie e il film procede su binari più tradizionali.

A volte brillante, a volte intenso, a volte feroce, Texas è sotto sotto profondamente ottimista: chiunque abbia mostrato un minimo di buona volontà si "salva". E per chi non lo ha fatto c'è comunque speranza. Il vuoto esistenziale è una malattia grave e diffusa - sembra dire l'autore - ma si può guarire se ci si mette d'impegno.

Dolce - per chi è ancora affezionato a queste immagini - la figura del vecchio partigiano, unico personaggio tutto positivo della storia, che non resiste e si butta nella mischia quando il compaesano fascista esagera con gli insulti.

Non manca qualche ingenuità, quanlche stereotipo di troppo, ma si tratta comunque i peccati veniali, che vanno perdonati a un autore alla sua prima opera vera. Un film valido e promettente, per quelli che "il cinema italiano è morto".
25.10.05 00:55 - sezione cinema
il 25 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Ellroy ha scritto:

Mah. Per me è il cinema italiano è in coma farmacologico controllato. Nel senso che sembra che i film non si vogliano fare. Vige lo steretipo, il muccinismo a tutti i costi, la riflessività. L'uomo che è sempre in crisi a qualuque età.
Texas non mi è dispiaciuto, rispetto alla media ha buoni interpreti e una regia interessante (e ammiccante). Ma non l'ho trovato molto positivo. Non ho trovato tutta questa speranza nei personaggi. Rimane un senso di ineluttabilità degli eventi, una difficoltà ad uscire dalla noia giovanile.
La vita è così veramente? Forse. Ma ogni tanto almeno nei film vorrei vedere qualcosa di diverso.

il 25 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Milton ha scritto:

E invece in questo film c'è qualcosa di diverso. Io personalmente lo considero un grande film, davvero interessante che fa ben sperare di aver trovato un nuovo autore che non si prende troppo sul serio. La divisione in paragrafi della storia, ogniuno con uno stile registico differente è la migliore intuizione del film. Ben descritti i personaggi, bravissimo Binasco ma anche i giovani. E poi quanto sono belli quei luoghi, anzi quei non luoghi. Belli perché veri, reali: l'autogrill di notte, la statale che corre parallela all'autostrada, i capannoni industriali, la campagna grigia e quei salottini proletari, i tinelli, i genitori invecchiati prima del tempo, il sorriso compiaciuto per un paio di scarpe nuove orrende.
Grande film. Secondo me.

il 25 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Milton ha scritto:

tra l'altro ad un festival ho conosciuto Paravidino, era a presentare il suo film, è un pazzo, pazzo assoluto.

il 25 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Secondo me la storia che il cinema italiano è in crisi è un luogo comune. Ho visto film eccellenti e pure Muccino ne ha fatti di buoni.

il 25 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Ellroy ha scritto:

Si infatti ho apprezzato molto la regia. I luoghi sono forse la cosa migliore del film. La mia compagna è piemontese e sto scoprendo quei posti.
Non volevo "sfondare" questo film. volevo solo dire che mi aspettavo di più, visto la calda accoglienza di (alcuna) critica.

il 25 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Milton ha scritto:

Giusto alberto, il cinema italiano non è in crisi. O meglio è in crisi ma non come ce lo descrivono. Le idee ci sono ed anche le professionalità, compresi gli autori. Mancano i produttori, situazione che a ben pensare può provocare una crisi.
L'è dura senza il dane'!

il 17 Dicembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Annunziata ha scritto:

Texas è un capolavoro, è il film più bello che io abbia mai visto, l'attore più bravo è stato Riccardo Scamarcio. il suo personaggio è il più giusto. w Riccardo Scamarcio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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