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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
I manganelli non fermano gli studenti
Abbiamo visto due o tre agenti saltare le balaustre di piazza Colonna e venire di corsa verso il corteo manganellando tutto ciò che capitava a tiro. Quando abbiamo provato a difendere un ragazzo che era rimasto a terra, è partita la prima carica. Violentissima. Sembravano non volersi fermare nemmeno davanti alle ragazze cadute e sanguinanti... »

da l'Unità del 27 ottobre 2005 «Colpivano anche le ragazze che già sanguinavano»
Gli universitari raccontano le cariche della manifestazione: «Manganellate preordinate»
La Questura di Roma apre un’indagine interna per far luce sulle violenze

di Massimo Solani / Roma

IL GIORNO DOPO gli studenti della Sapienza hanno volti stropicciati e mezzi sorrisi. Facce che non ti aspetteresti dopo le terribili cariche della polizia di martedì, dopo le manganellate contro un corteo enorme e pacifico ma determinato a portare la protesta fin dentro ai palazzi della politica. «Hai visto quanti eravamo? - dicono - Chi mai avrebbe potuto immaginare che saremmo riusciti a riunire in piazza così tanta gente per una cosa organizzata in soli 15 giorni? Pazzesco». Già. Come quello che è successo a Piazza Colonna e, prima ancora, nelle vie intorno a Montecitorio, dove le forze dell'ordine hanno caricato senza motivo. Manganellate rimaste impresse su molte schiene, spalle e braccia. Come quelle di Chiara, di Guido e di chissà quanti altri ancora. Finita la lunga giornata di martedì, le stanze di Scienze Politiche all’università «La Sapienza» di Roma si sono trasformate in una specie di pronto soccorso da campo dove molti dei ragazzi rimasti feriti nelle cariche del pomeriggio si sono fatti medicare da alcuni studenti di medicina accorsi alla bisogna per aiutare quanti avevano preferito tenersi alla larga dagli ospedali. Dove invece si sono fatti medicare soltanto ieri.
E sono proprio quei segni blu e viola, quei lividi dalla forma allungata e inconfondibile, a raccontare quello che è successo. Una storia, dicono gli studenti, ben diversa dalla ricostruzione dalla Questura della Capitale che proprio in queste ore ha deciso di aprire una indagine interna per far luce su cosa sia accaduto. «Come possono dire che sia tutta colpa di due o tre agenti che hanno agito di testa propria? - si chiedono mentre sfogliano i giornali per la rassegna stampa che di lì a poco verrà appesa nell'androne - Come possono negare che ci siano state le cariche?».
«La tensione - racconta uno dei ragazzi di Scienze Politiche - era già alta al mattino quando siamo riusciti a defilarci dal corteo e abbiamo raggiunto Montecitorio. Ci siamo fronteggiati per un po' con i carabinieri, noi con le mani alzate loro con gli scudi e i manganelli. Poi hanno iniziato a colpirci, senza motivo». Ma è il pomeriggio che le cose sono precipitate. «Abbiamo visto due o tre agenti saltare le balaustre di piazza Colonna e venire di corsa verso il corteo manganellando tutto ciò che capitava a tiro - prosegue - Quando abbiamo provato a difendere un ragazzo che era rimasto a terra, è partita la prima carica. Violentissima. Sembravano non volersi fermare nemmeno davanti alle ragazze cadute e sanguinanti... ». Qualche minuto di calma apparente, poi si ricomincia. «La seconda carica è stata una vigliaccata - prosegue il testimone -. Eravamo d'accordo con le forze dell'ordine che ci avrebbero concesso di ripartire verso la stazione Termini, dove avremmo accompagnato i ragazzi di Padova che dovevano partire, e di lì di nuovo verso la città universitaria. Ed invece non appena ci siamo messi in cammino è partita un'altra carica». Il tutto sotto gli occhi di molti parlamentari, incapaci di fermare una violenza che ha fatto almeno venti feriti stando ai ragazzi dei collettivi.
Sono ormai le 12,30 quando al pian terreno della facoltà inizia la conferenza stampa. A dire il vero gli studenti sono molti di più che non i giornalisti. Chi pensava di averli fermati coi manganelli si sbaglia: le occupazioni vanno avanti e con loro la protesta. «Il ddl è passato - si legge in un tazebao all'ingresso - quindi da oggi chiediamo la sua non applicazione. La mobilitazione continua e si allarga. La Sapienza è Pre-Occupata».
27.10.05 08:46 - sezione diciotto e dintorni
il 27 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Mario ha scritto:

Il diritto di manifestare, sembra contrapposto a quello di lavorare.

Ma non esiste nessun motivo per violentare.

Perché lo Stato insegna la violenza e si pretende che qualche altro forse non impari.
Le forse dell'ordine diventano la debolezza nel disordine.

Evidentemente è sempre la stessa cosa a mancare l'educazione, sembrerà banale ma é alla base d’ogni cosa

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