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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Nel salotto di Donna Giulia Maria
Continuano le mondanità di Bruno Ferrante, sempre più impegnato ad accreditarsi verso la "Milano che conta". Dal Corriere: «L’altra sera c’è stata una cena organizzata da un’altra attivissima sostenitrice di questa candidatura: a casa di Giulia Maria Crespi si sono riuniti molti bei nomi della borghesia e imprenditoria meneghina. Compreso Marco Tronchetti Provera». Mentre il candidato del cosiddetto centrosinistra saltabecca da un potente all'altro, la macchina politica intensifica l'impegno per la sua campagna elettorale. Scende in campo tutta l'ambiguità di un mondo che ha un obiettivo principale: accedere al potere e ai privilegi, a qualunque costo. Tanto per fare un esempio di come siamo ridotti, si sappia che per la comunicazione è stata scelta la Ad Hoc di Mario Pellegatta, nota per aver gestito le campagne di Gabriele Albertini e Giorgio Guazzaloca.

Quelli di Ad Hoc sono vecchie volpi, gente scafatissima, attrezzata, niente a che fare con le mediocrità di cui dispongono i partiti. Il loro compito non è facile. L'immagine su cui lavorare - più che di Ferrante - è della politica in genere, di cui secondo i sondaggi più recenti diffida profondamente un buon 75% di elettori. Comunque c'è da stare tranquilli: se Pellegatta ha saputo spacciare Albertini e Guazzaloca come persone per bene, riuscirà a far credere a un buon numero di milanesi che Ferrante è uno di sinistra.

Nel frattempo, casomai ci fosse bisogno di confermare il livello a cui è scesa la sinistra (si fa per dire) milanese, ecco il solito Franco Mirabelli, la cui attuale preoccupazione è far dimenticare ai suoi boss romani la magra rimediata con la gestione dilettantesca della candidatura Veronesi. Con un improvviso colpo di boria, questo signore si permette di commentare così le legittime lamentele di Dario Fo, vittima di un palese ostracismo mediatico: «Mi dispiace. Noi siamo stati chiari sostenendo dall’inizio che servisse un candidato con un profilo diverso dal suo. Il Cantiere e l’Unione garantiranno visibilità a tutti, cosa che non è mancata». Casomai i boss romani dimenticassero le figuracce politiche del Mirabelli, ricordiamoci noi la mancanza di rispetto con cui questo tizio (che nella vita pare non abbia conosciuto altro palcoscenico che le che sedi di partito) si permette di rivolgersi a un'icona della cultura italiana mondiale. Perché senza alcun retromotivo, senza averne alcun bisogno, il premio Nobel Dario Fo ha deciso di spendersi per la sua città: ogni persona che si proclama di sinistra, di fronte a questo grande vecchio combattente per la libertà e la cultura, dovrebbe - pur nel possibile dissenso - inchinarsi, tacere e dichiarare il suo rispetto.

Insomma, la sitazione è drammatica. Questa gente sta soffocando ogni impulso di rinnovamento, ricostruendo un blob politico egemonico e autoreferenziale, mettendo asieme chiunque abbia soldi, voti, fegato e stomaco sufficienti a far parte della combriccola. Dispersi definitivamente anche i valori essenziali della sinistra, si beano delle loro frequentazioni altolocate, diventate all'improvviso più accessibili grazie a un candidato di destra che li sdogana nei confronti del bel mondo. Tutt'a un tratto proiettati nei salotti di Donna Giulia e in villa Afef, pregustano un successo pressoché certo, ma che puzzerà di sconfitta, che comunque non avranno meritato, a cui non avranno contribuito.

La storia li giudicherà. Dimenticandoli.
19.11.05 00:01 - sezione milano
il 19 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina Figini ha scritto:

Molto probabile. :-) Grazie per gli aggiornamenti. :-)
Carolina

il 20 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
michele ha scritto:

Alberto, sai bene che la biografia e l'impegno di donna Giulia meritano rispetto. Da anni è più facile incontrarla nella stalla o nei campi della sua azienda agricola biodinamica che non nei salotti milanesi. Inevitabile che nel suo sostegno, spesso assai concreto, a difesa dell'ambiente, del mondo contadino e di altre cause in cui crede, metta a disposizione anche la sua sala da pranzo.

il 20 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

se va bene milly moratti puo' andare bene anche la signora crespi.

il 21 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alessio ha scritto:

Che strano, il post su Ferrante e legalità è stato cancellato? Peccato, proprio l'unico a cui avevo aggiunto un commento...

il 21 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
mario pellegatta ha scritto:

grazie per l'interessamento.
tanto per precisare, la ad hoc communication advisors è stata fondata ed è diretta da me e da giorgio zambeletti.
non abbiamo alcun incarico da parte del candidato sindaco bruno ferrante.
non nego che ci piacerebbe occuparcene, dal momento che si tratta di una sfida professionale significativa e gustosa.
è vero che ci siamo occupati in anni recenti della campagna di gabriele albertini (1997), giorgio guazzaloca (1999) e sandro biasotti (2000), ma (tanto per aggravare la nostra posizione) anche della campagna di luca cordero di montezemolo alla presidenza di confindustria (2004). se è per questo, abbiamo anche lavorato per il sindaco di genova giuseppe pericu (ds).
vorrei segnalare, però, che ci occupiamo prevalentemente di consulenza in comunicazione per imprese, fondazioni, enti vari.
il nostro mestiere è quello di valorizzare quanto di meglio può esprimere un candidato (così come un'impresa).
il fatto di esserci riusciti con successo (anche con soggetti difficili) è solo l'espressione della nostra competenza professionale.
e, appunto, professionisti siamo.
le convinzioni politiche personali non c'entrano, ma se proprio interessano: da piccolo sono stato segretario di sezione dell'allora pci e conservo ed esprimo simpatie laiche, democratiche e progressiste (che non trovano oggi precisa collocazione in un partito) e il mio socio è stato iscritto al partito liberale e a quello radicale (quando si poteva), conservandone l'impronta e la vocazione. egli è, inoltre, tra i promotori di milano 06.
da uomo di sinistra (non ho mai votato a centrodestra, pur trovandomi a lavorare con soddisfazione professionale per candidati di questo schieramento) posso solo rammaricarmi se il tono e il contenuto della prossima campagna elettorale (ben rappresentati dallo scritto al quale rispondo) saranno così modesti (e uso un eufemismo).
per vincere servono ben altri argomenti e ben altro stile, ben altri valori e ben altre competenze.
non dovrebbe essere questa la matrice culturale di riferimento della sinistra?
o siamo al solito autolesionismo settario praticato da alcuni estremismi "infantili"?
in sostanza: la professionalità è ancora lo strumento del diavolo (capitalista)?
grazie

il 21 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Alessio: c'è chi canna gli script di dump e chi canna la selezione della categoria di un post quando canna la copertina. Sistemato, ma non posso promettere che non succeda più, visto che è manuale.

il 21 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Mario: tutti "teniamo famiglia". Al mio studio è capitato di lavorare anche per Monsanto quando si trattava di accettare o chiudere la baracca. La scelta di mettere la tua/vostra competenza al servizio di Albertini e Guazzaloca è quindi comprensibile sul piano professionale. Il macellaio sgozza l'agnello a Pasqua, la Ad Hoc fa vincere Albertini (oddio, all'epoca la situazione era tale che Gabriele avrebbe vinto anche se la strategia l'avesse fatta Cuperlo, ma questo è un altro discorso).
Lo sconcerto nasce nel momento in cui il macellaio al mattino sgozza agnelli e al pomeriggio partecipa a una manifestazione di animalisti vegan accarezzando il fratellino dell'agnello appena sgozzato.
In questo senso mi rendo conto della modestia del ragionamento, ma l'idea che il centrosinistra possa vincere (perché sai meglio di me che vincerà con ampio margine, basta che Mirabelli taccia per un po') con persone, contenuti, toni e vezzi della destra più deteriore è a dir poco sconcertante. Mi rendo conto anche dell'anacronismo di queste riflessioni, in una sinistra colonizzata dai mascalzoni latini per i quali quel che conta è "nostrizzare", alla faccia di idee e fedina penale.
Ma che ci vuoi fare, è un mio limite, porta pazienza.

il 21 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alessio ha scritto:

alberto, che nervosismo. Va già così male la vostra campagna?

il 21 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

il dignitoso intervento di pellegatta mi spinge, forse modestamente e quasi di certo senza alcun titolo non essendo io un elettore milanese, a considerare un paio di argomenti di interesse più generale.
Lui dice che per vincere servono ben altri argomenti e ben altro stile, ben altri valori e ben altre competenze.
é esattamente ciò che chiede una vasta schiera di addoloratissimi elettori vagamente di sinistra, della sinistra moderata e di quella meno moderata, mentre per quella più radicale è un argomento poco appetibile.
il professionismo NON è uno di questi.
dei professionisti abbiamo avuto contezza durante gli ultimi anni, ne abbiamo contezza durante le sventure della nostra vita quotidiana, siamo noi stessi professionisti.
ciò che cerchiamo quasi disperatamente non è il professionismo, semmai l'opposto: un bel dilettantismo, visionario, amichevole e amorevole, qualcosa che ci faccia uscire dal pantano freddo dell'assenza di un progetto politico, trasformatosi ultimamente in un risiko con, al posto della carta, un'idea della vita sociale spetto astratta, a volte dolosamente astratta.
i professionisti della politica non si rendono conto di molte cose, a partire dalla vita corrente da cui sono ormai assenti da anni (io, che pure non sono nè un poveraccio nè un isolato, non incontro mai nessun protagonista della vita politica italiana se non nei palazzi e nelle occasioni ufficiali, o per caso in strada e sempre con scorta: unica eccezione, una sola volta, bobo craxi che faceva la fila davanti a me in una sma dell'infernetto).
e questo è un primo punto.
l'autolesionismo della sinistra (così ben cantato dall'altro autolesionista di sinistra, moretti):
è ormai una scusa vecchia, che non vale più.
io e i miei amici siamo determinati a costruire una società migliore, anche e soprattutto per amore dei nostri figli: ai professionisti notifico ora che non si devono azzardare a svilire il nostro tentativo addossandoci il peso di un autolesionismo che ormai esiste solo nelle loro teste, e che in realtà maschera la loro voglia di potere senza disturbo; di manovre (anche nel senso più alto del termine, non necessariamente indizio di sotterfugio) nel silenzio degli astanti, che non sono "pubblico" in politica ma corpo elettorale.

é proprio la freddezza del professionista che ci sconcerta.

questo è un momento in cui serve il calore del "dilettante" di altissimo livello. intendiamoci, nè un cola di rienzo nè un masaniello o comunque on popolano della provvidenza, non lo vorrei mai.
non un guru nè una guida: serve un progetto.
precariato, assenza di prospettive, nessuno che ci tuteli da uno o due ingressi in guerre che non vogliamo, nessuno che renda meno lasciata a sè stessa la realtà non economica: elenco alla rinfusa, ma più o meno questi sono i temi che stanno a cuore al generico corpo elettorale di sinistra.
invece assistiamo a idee e progetti di basso livello e gambe corte, come lo sbandierato rispetto della legalità; ad un continuo rincorrere le opinioni di alte autorità morali di stampo fideistico, che mi potranno forse essere utili alla fine della vita ma per ora non risolvono il problema costante di un adeguata struttura di reti sociali (sanità, istruzione, tutela del territorio, organizzazione della vita in comune, equa ripartizione della pressione fiscale, tutela dalle speculazioni immobiliari, fluidificazione e abbassamento dei livelli di traffico, ricerca ed istruzione di alto livello, investimenti in tecnologie che ci mettano al riparo dalla certezza dell'esaurimento del petrolio: e anche qui vado alla rinfusa)

i professionisti ultimamente hanno rovinato il mondo, forse non bisognerebbe esserne tanto fieri.


il 21 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

Rotafixa, qual è il tuo cibo preferito? Appena passi da Milano te lo cucino, dovessi anche passarci 5 ore :-)
Carolina

il 21 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
vincenzo ha scritto:

Mario, quelli come te si chiamano "mercenari" e con la sinistra non hanno niente a che fare. fai il tuo lavoro, ma evita i proclami sulla tua fede politica: non sei credibile.

il 21 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

Beh, ma io una cena la offro pure a Pellegatta. Mi sembra come i connazionali che hanno sperato in un Mario Monti, fino a che non si sono resi conto che provava a condizionare l'esito delle elezioni tedesche a due giorni dal voto in favore della Merkel, non si sa in nome di quale stile.
Carolina

il 21 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

bella
a cena siamo iio e pellegatta
cucina tonii

il 21 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

beh, ma perché non ti fidi di me :-))). Non voglio fare la permalosa, :-) ma sono una cuoca abbastanza valevole, io :-)))
Carolina

il 21 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

... e invitiamo pure Tonii, aspettando il suo dessert. :-)))
Carolina

il 21 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

vorrei una mousse di taormina


e come al solito in itaglia se finisce a magnata

vincenzo, e invece è credibile. funziona così, ora.

sta a noi scardinare questo funzionamento.

il 21 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
cronoman ha scritto:

rotafixa, lo stesso tuo elenco di problemi che andrebbero affrontate piu' seriamente - sanità, istruzione, tutela del territorio, organizzazione della vita in comune, equa ripartizione della pressione fiscale, tutela dalle speculazioni immobiliari, fluidificazione e abbassamento dei livelli di traffico e via dicendo - secondo me escludono a priori qualsiasi tipo di dilettantismo, per alto che ne sia il profilo: sono problematiche complesse, intrecciate e che richiedono capacita' e una visione d'insieme che penso possono essere risolte con successo solo con la regia di ottimi professionisti della politica.


come te noto uno scollamento quasi totale tra la classe politica - sempre piu' chiusa in un sistema autoreferenziale e malsano - e il resto del paese, ma piu' che la sconcertante inadeguatezza, freddezza umana e arroganza dei nostri attuali dirigenti politici "di prima fila" (destra e sinistra, e quasi lo stesso) mi sorprende il basso profilo delle nuove leve politiche: sono spesso uniformemente peggiori dei loro predecessori, e questo e' un enorme danno che richiedera' decenni per essere corretto. quello su cui mi arrovello e cercare di capire i motivi di una continua e cosi' florida crescita di un ecosistema politico tanto malsano e capace di attirare per lo piu' persone di scarso spessore morale e etico (forse diversamente da molti penso che parecchi dei nostri attuali politici hanno grandi capacita' che pero' sono molto mal guidate).


penso che il motivi principale della crescita rigogliosa di questo ecosistema e' che i politici non si sentono realmente controllati dal basso, non si sentono chiamati a prendersi la responsabilita' delle loro azioni: la societa' civile e' troppo intellettualmente spenta e stanca per esercitare un rigoroso controllo, e i poilitici se la spassano.i ritmi molto elevati della societa' d'oggi lasciano poco spazio all'attenta analisi di quello che succede intorno a noi e comprime gli spazi della partecipazione popolare di qualita' alle questioni politiche e all'amministrazione dei beni comuni, ma penso la causa principale di questo disinteresse sia da ricercare nel fatto che troppi cittadini italiani si trovano oggi quasi in una battaglia di sopravvivenza, di essere premuti sul fondo dove i margini di manovra sono minimi.


secondo me la strada per cercare di rifare della politica un ecosistema sano e dignitoso - e per "produrre" grandi sindaci/statisti/dirigenti per amministrare la cosa pubblica - deve necessariamente passare attraverso una profonda e duratura rivoluzione culturale/intellettuale di una massa critica di cittadini italiani, per faticoso e duro che sia. per me il piu' fondamentale dei requisiti per una moderna democrazia e' un corpo elettorale intelligente, appassionato alla politica, attivamente partecipe alla gestione della cosa pubblica e con un'intolleranza patologica per la mediocrita' di chi deve gevernarli: quando incomincieremo a essere temuti dai politici come controllori preparatissimi e implacabili del loro operato la politica divenera' di nuovo un luogo dove potranno finalemente emergere persone veramente valide.


tornando invece al tema delle elezioni a milano, dalle informazioni che sono riuscito a raccogliere fino ad adesso mi sembra che a questa tornata ci sara' la limitarsi alla scelta del candidato meno impreparato. ma gia' dalle prossime spero che qualche serio movimento "dal basso" - guardo con interesse a quello di viveremilano che pur con qualche singhiozzo lavora con molta professionalita', passione e profondita' - possa essere finalmente pronto per il prime-time dell'amministrazione cittadina, dando finalmente alla politica tradizionale la sveglia competitiva.

il 22 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

cronoman, sono quasi assolutamente d'accordo con te. é vero che io punto molto sul dilettantismo caloroso, e tu hai a cuore moltissimo la professionalità.
si tratta di due strade diverse che convergono verso l'identico obiettivo
(carattere, storie, inclinazioni diverse ma obiettivo comune).
finalità comunque identiche.
la parola chiave è impegno: ferreo, inderogabile, non deviabile.
in piccoli settori apparentemente di nicchia lo stiamo facendo: questo modello va esportato (non imposto: esportato: é attrattivo di suo).

ma l'impegno personale, declinato al collettivo, deve essere inossidabile.
non perchè siamo in emergenza (da quanto ho capito in questo paese l'emergenza é costante).
no: perchè bisogna mettere in comune saperi e volontà di cambiare in meglio.

ieri a roma un ragazzino americano di dieci anni é stato schiacciato da una macchina davanti al palazzetto dello sport. era andato con la famiglia a vedere una gara del fratello maggiore che ha vinto la medaglia di bronzo in una disciplina che ora non ricordo e non importa più.

importa che un demente cliente l'ha schiacciato.

non sappiamo più quali sono le cose importanti.
dobbiamo reimpararlo con la massima urgenza.
la massima urgenza.

negli ultimi vent'anni abbondanti e abbindolanti ci hanno fottuto con ricchipremi&cotillons


sbrighiamoci. ma subito.

il 22 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

L'analisi di Cronman è perfetta. Ci sarebbe da dire di più, di come il craxismo e il dopo-tangentopoli abbiano dato la mazzata finale, ma il discorso è troppo articolato e complesso per questo mezzo.

A me - "adesso" e "qui" - interessa Milano. La mia città è da anni preda della destra fascio-leghista per colpa della sinistra inetta a cui abbiamo lasciato spazio. Colpa nostra, ovviamente: se posso usare un'immagine agricola, la politica è come un campo che viene abbandonato a se stesso per qualche anno, ci cresce di tutto, ma ben poco di commestibile.

Ci troveremo costretti alla scelta del "meno peggio" se Ferrante vincesse le primarie, perché la sua squadra sarebbe composta in parte da politici inadeguati (quelli di cui leggiamo la mediocrità ogni mattina sui quotidiani) e in parte da faccendieri terzisti (le parole di Pellegatta qua sopra sono illuminani in proposito). Nomi come Marco Vitale (prestigiosi sul piano delle competenze, come ho spesso sottolineato) sono inquietanti sul piano delle relazioni. Insomma: nulla di tanto diverso dall'ipotetica squadra Moratti.

Se invece - con un colpo di creatività inaspettato - i milanesi scegliessero un outsider qualsiasi, non credo che si porrebbe il problema della mancanza di competenza. Corritore, Fo e Moratti sono persone intelligenti, disinteressate e sinceramente intenzionate a fare del loro meglio: sono certo che sarebbe loro preoccupazione coinvolgere tutte le competenze necessarie. Visto che in questi giorni vivo a stretto contatto con Corritore, so che per quanto riguarda lui è proprio così.

il 22 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Bubbidolo ha scritto:

"La mia città è da anni preda della destra fascio-leghista per colpa della sinistra inetta a cui abbiamo lasciato spazio".

No, Alberto, mi spiace: la "colpa" è degli elettori. Abbi almeno il coraggio di dirlo, senza far tante perifrasi.
Albertini non è Augusto Pinochet, non ha fatto un colpo di stato nè la "revolucion del cogno".
E' stato democraticamente, legittimamente e motivatamente preferito ad altri.
Oppure tutti sono idioti tranne te e il novello "Direttorio" che da buon giacobino (parole tue in altro post...complimenti vivissimi!!) stai mestamente cercando di mettere in piedi?
Io tutto questo fascismo milanese proprio non lo vedo: le volte che mi reco nella città del Panettone per lavoro, shopping o altro noto casomai certo radicalismo chic del quale tu sei degno signifero.
Questo si che mi sembra un problema...
O ce l'hai con Albertini perchè a te è andata peggio che a Bobbio quando cambio il cadreghin del vincitore?
Guarda che se vuoi una buona parola ce la mettiamo noi Forzisti corrotti...

il 22 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Bubbolo: oltre a scrivere panzane, manco sai leggere.

il 22 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

ce la farai, non ce la farai... a strappare 'sti voti per Corritore? :-) Chissà, ma forse il 26 faccio un salto a conoscerlo e a conoscervi.
Carolina

il 22 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
cronoman ha scritto:

a proposito di controllo dal basso della politica di cui si e' parlato in questo thread, segnalo un'iniziativa di oggi davvero interessante di beppe grillo: ha pubblicato a pagina intera sul international herald tribune - con l'aiuto finanziario di chi segue il suo blog - un'appello a rimuovere dal nostro parlamento 23 deputati attualmente in carica condannati in via definitiva per una serie di reati gravi.


http://www.beppegrillo.it/


c'e' qualcuno qui ferrato in materia legale che puo' validare l'attendibilta' delle informazioni di grillo? perche' se questo e' tutto vero non posso nascondere la sorpresa positiva per un'esempio davvero utile di controllo attivo da parte della societa' civile sull'operato della politica.


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