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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
La seconda notte di nozze
secondanotte.jpg Mentre lo vedi ti chiedi cosa c'è che non va. Poi, pensa e ripensa, ti accorgi che questo film - realizzato con gran mestiere - in fondo non dice nulla. La storia non è nuova, perché di un tipo come Giordano Ricci (Antonio Albanese) avevamo già visto raccontare in un filmetto come Forrest Gump. Giordano è sopravvissuto all'elettroshock, molto in voga all'epoca, che se non l'ha ridotto come il suo amico sulla sedia a rotelle, l'ha comunque lasciato un po' svitato. Tanto che il paese ha affidato a lui l'incarico di disinnescare le bombe in esplose che erano fiori consueti nei prati dell'immediato dopoguerra italiano e su cui i bambini esplodevano, "facendo una gran luce".

La vicenda parte dallo sfratto di Nino Ricci (Neri Marcorè) e Liliana Vespero (una sorprendente Katia Ricciarelli) vengono sfrattati dalla chiesa in cui sono sfollati. Nino - un piacione che vive di espedienti - ruba una macchina e convince la madre a mettersi in viaggio da Bologna verso la Puglia, alla ricerca di uno zio mai più visto a causa di beghe familiari. Dall'incontro tra i settentrionali e i meridionali, condito dalle antiche faide tra parenti-serpenti, si sviluppa il film, che però resta sempre superficiale, forse per la recitazione di Albanese, che non riesce mai a uscire dalla sfera cabarettistica che condiziona la sua recitazione.

Se il prtagonista principale non riesce mai a entrare nella parte e delude, sono invece da elogiare Marcorè e la Ricciarelli per l'ottima interpretazione. Neri è una perfetta via di mezzo tra Alberto Sordi, Francesco Rutelli e Maurizio Gasparri, un po' sorridente e un po' bavoso, opportunista e ipocrita, tanto privo di scrupoli da spingere la madre a prostituirsi per cambiare lo spinterogeno della topolino. Anche Katia sorprende, perfettamente calata nella parte di una ex-bella, resa cinica da vicende più grandi di lei che non le riesce di controllare. A rendere poco credibile il lavoro di Avati contribuiscono le due zie di Giordano, tanto cabarettistiche e stereotipate da diventare a tratti fastidiose.
22.11.05 00:40 - sezione cinema
il 22 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Giorgia ha scritto:

Albi e Cri sareste dovuti venire con noi a vedere la marcia dei pinguini.. Fantastico.. Da sogno.. Lascia la bocca aperta, gli okki spalancati e il cuore.. pure!

il 22 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
cxr ha scritto:

Giorgia, ma come potevamo vedere i pinguini senza Adele?
A proposito di Albanese non sono affatto d'accordo con Alberto. E' profondo nel rendere il suo personaggio, un semplicione capace di perforare il cinismo del mondo che lo circonda. Un personaggio tragico che mi ha ricordato l'Enrico IV di Pirandello: molto più consapevole di sè di quanto il mondo cosiddetto "sano di mente" lo considera. Il film è nel filone classico di Pupi Avati: delicato e poetico, ma - quasi in punta di piedi - porge un messaggio molto duro: la bontà e' una malattia mentale, opportunismo e cinismo sono doti indispensabili alla normalità della vita.

il 22 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
turco ha scritto:

Un ottimo film italiano ( e se lo dico io!). A noi è sembrata un'elegia molto delicata dell'amore che esiste , persiste e si esprime anche se non corrisposto.
L'amore che per "esplodere" non necessita di una controparte. Quello che per respirare può diventare balsamo anche per il furbo Marcorè. Inoltre cocordo anche con Cxr. Avati è proprio un mago. Se ve lo siete perso "La via degli angeli" è pura poesia. A proposito di pinguini avete visto il video shock sui cani in Cina? Il marcio dei cinesini?

il 23 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Giorgia ha scritto:

no nn l'ho visto turco!ma ho paura a kiederti d cosa si stratti x' i cinesi coi cani e coi gatti son sempre stati degli assassini e torturatori spregevoli..

il 23 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
oppi ha scritto:

Visto, visto. Me l'ha segnalato la mia fidanzata.
Che dire? Importa a qualcuno?
Fosse altrove, sarebbe sufficiente pretesto per un'atomica, immagino

il 03 Marzo 2006 (quando OMB accettava i commenti)
vmucc ha scritto:

Il film è dei pochi italiani degno di essere visto, se non altro per la cura. Ho trovato tutti gli attori bravi, anche la Ricciarelli.
Diversi in rete hanno rimproverato la mancanza di un episodio forte da ricordare quasi come una firma del film (penso alle botte/sesso di sideways visto che altri lo hanno citato forse per la presenza di brutti ma bravi). Sideways comunque era un film americano; proprio nella leggerezza e nel non andare sopra le righe trovo il bello dei nostri film europei/italiani.
Un rimpianto? Forse che non si sia lasciato un po’ più di spazio (la necessità di non superare le due ore?) al passaggio tra la vita miserabile a Bologna e l’opulenza campagnola del sud. No, non per trasformare il film in un road movie, ma solo per caratterizzare un passaggio importante in termini di ritmi e modi di vita. Penso alla velocità delle automobili del tempo, allo stato delle strade, ad un mare che sembra non voler mai finire che a malapena si vede, ad un appennino comunque da percorrere in parte, agli interminabili muri a secco e agli oliveti …

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