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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Crash contatto fisico
Los Angeles. Nel corso di 24 ore si intrecciano e collidono le vite di persone completamente diverse tra loro, ma tutte ugualmente probloematici. Crash (qui la pagina di Kataweb) è un film che ha almeno tre diversi piani di lettura. Uno più immediato su razzismo e pregiudizio. Uno più profondo sulla natura umana, fatta di sfumature, non di tinte forti. Uno, quasi nascosto, sui rapporti causa-effetto che governano implacabilmente ogni istante della vita degli esseri viventi.

E' un film duro, a tratti spietato, quasi fosse un romanzo scritto da Ellroy in cui i personaggi non sono mai quello che sembrano. E infatti non ci sono buoni, non ci sono cattivi, ma esseri umani invariabilmente tormentati, che reagiscono alle situazioni in modo diverso e sconcertante per lo spettatore che al cinema tende ad aspettarsi un confronto tra elfi e orchi in cui alla fine i primi vincono. Solo apparentemente pessimista, il film in realtà lascia percepire un retrogusto positivo, perché mostra che ogni essere umano, anche nel più cinico e feroce, ha la possibilità di andare oltre l'incoscenza, di svezzarsi, di usare l'esperienza (soprattutto se dolorosa) per crescere. Una dichiarazione di libertà che comporta in contropartita la possibilità di compiere il cammino opposto.

Bello, ben recitato, diretto in modo superbo con spostamenti improvvisi di luogo e di tensione emotiva. La fotografia sgranate e i ritmi variati aggiungono interesse e qualità. Interpreti uno più bravo dell'altro, ma certo un gran merito va al regista (tra l'altro alla sua prima direzione): Paul Haggis, già sceneggiatore di Million dollar baby.
27.11.05 02:04 - sezione cinema
il 27 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
maurizio ha scritto:

uno dei più bei film visti nell'ultimo periodo,intenso,emozionante, riesce a coinvolgerti per tutta la durata della proiezione.
Un perfetto quadro dell'america post 11 settembre, impaurita ma allo stesso tempo fragile e bisognosa di solidarietà.
Un film molto europeo che scava nell'intimo della società americana specchio dei tempi difficili che viviamo.
Condivido in pieno il commento della copertinaq.
Da non perdere.

il 27 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
turco ha scritto:

Gran film davvero. Concordo con il commento di copertina e anche con Maurizio. Aggiungereste una spolverata di Carver/Altman?
Segnalo con piacere il "tempio di cinema" dove l'ho visto. "Il Nuovo" di La Spezia trasuda amore e rispetto per il cinema e per gli spettatori da ogni poltroncina. La programmazione è folle ed è zeppa di chicche e retrospettive di grande gusto. Ci sono persino le serate cinema/culinarie con temi suggeriti da film. Con i megacine che "corrono" mi sembrava doveroso.

http://www.laspezia.net/manifestazioni.php?Idmenu=2&Idsubmenu=2&pagina=507

il 28 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Giorgia ha scritto:

Bellisssssssssssssssssssssssssssimo. NN dico altro. Andatelo a vedere. Intenso ed emozionante. Da tanto nn mi scendeva 1 lacrima x1motivo d questo genere. Cioè mi è scesa nn x empatia con1personaggio, o x compassione x 1altro personaggio d1film ke magari aveva vissuto1situazione tragica a livello xsonale o storicamente (come gli ebrei etiopi d "Vai e vivrai") bensì x la forza del significato profondo. Delle profonde e laceranti opposizioni ke sono compresenti in ogn1 d noi e ke d riflesso lo sono all'interno della società. Ma senza alcuna moralizzazione.
Una sorta d TAO contemporaneo.
Da vedere.

il 05 Dicembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
vmucc ha scritto:

molto bello. c'è la speranza - fallace per me pessimista - che dietro le malvagità qualcosa sopravviva di bello e nobile.e che dietro l'altruismo e la comprensione possano esserci anche cattiverie. l'insegnamento riflette una mia confusione e difficoltà a catalogare e giudicare gli altri e saperne prendere i lati positivi. poco convincenti i dialoghi, tutti i personaggi, anche i neri del ghetto, si esprimevano in modo troppo colto anche se faceva piacere sentirli. problemi di traduzione e doppiaggio?
il miglior film dell'anno?

il 18 Dicembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
oppi ha scritto:

Bello il commento di Giorgia.
Ce l'ho fatta a vederlo, con ritardo enorme...
Pure le mie, di lacrime, sono scese per la frustrazione per una realtà che sembra ti costringa a seguire le "possibilità che ti sono date", al di là delle tue intenzioni profonde, della tua sensibilità, dei tuoi desideri.
Lo spazio per migliorare tutto questo viene lasciato, piccolissimo, sufficiente forse a migliorare soltanto una delle migliaia di sfaccettature degli umani (e dei personaggi del film).

Una delle cose a mio giudizio più profonde è che questo spazio per migliorare non è sempre una cosa rosa, ad esempio la madre dell'investigatore sembra abbandoni la scena con un getto di fiele (verso il figlio); il positivo, in questa figura, è il suo recuperare le forze, a prescindere dal fatto che poi la incanali in maniera impulsiva e magari fuorviata.

il 23 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
giovanna ha scritto:

Splendido davvero... tante voci come assoli disperati e impotenti giungono alla loro seconda opportunità di rinascita o di fine... frammenti di poesia pura!!!

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