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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Perché l'hai fatto, Dario?
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«Perché l'hai fatto? Sei il commediografo vivente più rappresentato al mondo, dove oltre 400 compagnie portano in scena le tue opere. Hai anche preso il Nobel, goditi questa vecchiaia!» E' stato l'appello - accorato, sincero, credibile - che Franca Rame ha fatto lunedì sera a Dario Fo, il venerabile Giullare, l'eroe di tante battaglie che ha deciso di impegnarsi per la sua città, candidandosi alle primarie. Perché l'hai fatto, Dario?

E lui, il maestro di teatro, lo studioso dell'antica arte dei saltimbanchi, comincia a raccontare a modo suo, da supremo guitto, la sua scelta di candidarsi. Prima c'è una citazione di Gramsci, ("se non sappiamo da dove veniamo, è difficile capire dove andare"), «un personaggio fuori moda, soprattutto a sinistra». E poi indietro nel tempo, fino al 370 dopo Cristo, quando le donne di Milano sostennero la candidatura di Ambrogio a vescovo, se pure libertino e forse anche un ladro, «perché preferivano essere governate da un uomo che non si cura di mascherare le proprie passioni». La scelta di questo breve testo da è più politica che artistica, con Ambrogio a rappresentare l'uomo e artista Dario Fo che non riesce ad accettare l'idea del burocrate ingessato nel doppiopetto blu, circondato da burocrati, con un mezzo sorriso mummificato sulle labbra e gli occhi inespressivi.

Ma il teatro stasera dura poco e le risate si spengono assieme alle luci. Viene proiettata una puntata di Ballarò dedicata ai problemi della casa, famiglie di sei persone stipate in 30 metri quadrati, bambini che fanno la doccia col secchio. Muri fatiscenti si alternano alle immagini delle case popolari ristrutturate e lasciate sfitte, per essere messe in vendita con profitti elevatissimi. E' uno strazio, per chi ha una casa confortevole in cui tornare alla sera, osservare la vita della madre di una ragazzina autistica mentre scalda la stanzetta in cui vive abusivamente mettendo pentole sul fornello e la illumina con le candele, perché non ha la corrente.

Ma ecco, finalmente torna Ambrogio/Dario, indignato con le disparità, accanito con «I ricchi che pensano a rivestire le loro pareti spogliando gli uomini. Distruggono ogni bene gridando "è mio", senza ricordarsi che il proprietario di tutto è il Creatore».

E qui il testo medievale finisce definitivamente, perché il programma lascia spazio a una serie di tecnici e politici che raccontano al pubblico la catastrofe ecologica che la nostra città sta attraversando. A Milano i bambini di 10 anni hanno polmoni simili a quelli dei vecchi montanari di 70 anni. Si immatricolano 125 nuove auto all'anno solo per stangarle con contravvenzioni per 85 milioni di Euro l'anno. Si concede la massima libertà al traffico privato, incuranti della città che soffoca, limitandosi a suggerire ai genitori di non portare i bambini nel passeggino, ma in uno zaino, perché sta in alto. Si tenta di privatizzare l'acqua, si progettano enormi grattacieli da milioni di metri cubi senza verde intorno, si investono somme enorme di denaro per costruire box distruggendo i parchi. E' una sfilata di miserie, quella raccontata sul palco del teatro Smeraldo, che lascia senza fiato.

Ma la sfilata di miserie purtroppo sembra resta lì, un po' appesa insoluta, denuncia feroce, ma priva di proposte pragmatiche. Il limite del Dario Fo politico sembra evidente: straordinario commediografo, interprete eccezionale, campione di vitalità a dispetto dell'anagrafe, Dario non riesce a dare la sensazione di poter proporre un progetto credibile e una squadra all'altezza di rimettere in moto la città.

E non ci riesce fino all'ultimo istante, quando, proprio in chiusura, con uno dei suoi coupe de theatre a cui non ci si abitua mai, il progetto arriva. E' diverso, molto criptico, occultato all'interno di una frase magnifica, che lascia intendere poco, ma significa tutto e chiarisce a chi sa interpretarla le intenzioni del grande artista. Eccola: «Per aver ragione non basta la normalità. Ci vuole l'insolita follia e la passione».

Follia e passione, "nostra" forza e limite dei burocrati della politica, grigi e senza fantasia, che - coerentemente - hanno scelto un loro simile a rappresentarli. Se Davide e Milly sapranno resistere alla melassa della politica di palazzo, riflettere comprendere il messaggio di Dario, mettere "follia e passione" nelle loro azioni, non è detto che non si possa avverare il nuovo "miracolo a Milano".

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29.11.05 22:41 - sezione milano
il 29 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

sì, ma insisto, Davide e non Milly. Il sessismo non c'entra, ci son donne per cui darei la vita. Anche qui c'entra il senso di realtà (o pragmatismo se per forza lo si vuole definire in questi termini).
Carolina

il 30 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
nikink ha scritto:

Non mi sembra che nell'insolita follia e nella passione si vedano - di per sé - un progetto credibile ed una squadra all'altezza.

La mia vuole solo essere una critica semantica. Ho letto. Ho immaginato uomini, a seguire il coup de theatre, non una frase per quanto profonda e foriera.

Magari funzionerà, seminando. Ma continuo a non vederci la concretezza che, per un attimo e giustamente, auspichi.

il 30 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Francesca P. ha scritto:

Io ce lo vedo il programma nikink, un programma che nasce dalla solidarietà e dal rispetto per l'ambiente. Dario potrebbe mettere insieme una squadra di persone per bene che governerebbero Milano meglio di quanto possa fare un ex prefetto.

il 30 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Margherita ha scritto:

Fo è una risorsa magnifica per Milano e i tonti della politica non la sanno apprezzare.

il 30 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
olegna ha scritto:

Quando sento la Rame mi commuovo..sih..

il 30 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

sì infatti la Rame la annovererei fra le donne per cui darei la vita. Ma la Milly no, è più forte di me, non dico nulla di male come persona, ma come sindaco non ce la voglio proprio. "e il car sharing, e il car pooling", proprio una generalista pura... :-)))
Carolina

il 30 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Aleph ha scritto:

Bastassero follia e passione saremmo pieni di bravi sindaci, senza scomodare un Nobel.

il 30 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

...secondo me s'è incazzata per la foto con kikka

il 30 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

:-) buona questa :-)
Carolina

il 30 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
federico ha scritto:

e se il buon dario si decidesse? prima volontario nella repubblica di salò, poi strenuo difensore dei "compagni" sparsi per il mondo, ora apprendista sindaco, con intermezzo di nobel e commediografo, difensore di terroristi...mai un attimo di pace????

il 30 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Davide ha scritto:

molto più coerente di certo tu, federico, testa di cazzo dalla nascita ad oggi senza mai alcun ripensamento...

il 30 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
federico ha scritto:

anziché cambiare discorso, perché non vai al sodo del discorso?sono falsità quelle che ho scritto?contesta il discorso, non cadere in frasi che usi solo per apostrofare te stesso allo specchio o tua madre quando le parli.

il 30 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
nikink ha scritto:

Complimenti per le fiamme. Si parlava poc'anzi di uomini e programmi, per capire e scegliere. Qualcuno ha idea di chi possano essere gli elementi della squadra del candidato Fo?

il 30 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Davide ha scritto:

ma che devo contestare? che Fo difenda i terroristi? mia madre certe stronzate non le dice, e io nemmeno.
Del fatto della repubblica di Salò, ne ho letto fino alla nausea. Trova argomenti migliori.

il 30 Novembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
federico ha scritto:

visto che mi hai assalito come se avessi detto qualcosa di così strampalato, pensavo avessi da dirmi qualcosa in merito.Io non ho detto nulla contro di lui...ho solo chiesto se avrà mai un attimo di pace.

Per mio conto posso dire che Milano è la città più moderna e fantastica in Italia, l'unica che riesca, seppur a fatica, a tenere il passo con altre città europee e mondiali.

il 01 Dicembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro ha scritto:

Mistero buffo a Milano
(http://www.danieleluttazzi.it/?q=node/208)


Bel post di Luttazzi sul suo blog, che appoggia in pieno Dario.

il 01 Dicembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
cronoman ha scritto:

luttazzi: "Resta il mistero buffo di quella sinistra che preferisce non appoggiare un Nobel del valore di Dario Fo. "


trovo assai irritanti e stolte osservazioni come questa, come se un premio nobel in letteratira di per se' qualificasse una persona a fare il sindaco di una grande citta'. anche considerando che il nobel e' stato assegnato a fo in virtu' del fatto che i suoi lavori castigano i potenti e riabilitano la dignita' degli umiliati - cosa che riconosce quindi al personaggio un notevole spessore oltreche' umano anche politico e sociale - preferirei non si tirasse in ballo il nobel tra le argomentazioni che lo renderebbero valido come sindaco. il nobel e' un prestigiosissimo di piu', ma le argomentazioni per qualificarlo come aspirante sindaco dovrebbero essere ben altri.


per me dario fo e' squalificato in partenza alla carica di sindaco per due motivi di fondo. il primo e' che nel 2006 avra' 80 anni: fo e' sicuramente piu' lucido e vitale di molte persone che hanno 10 o piu' anni in meno di lui, ma 79 anni sono obbiettivamente troppi per riuscire a fronteggiare i ritmi, gli impegni e la mole di lavoro che si trovera' davanti il nuovo sindaco. il secondo, le qualita' che rendono fo un ottimo artista - ovvero, il suo modo di comportarsi assolutamente fuori dalle righe, l'intransigenza, l'essere chiaramente e vocalmente schierato, l'impeto e la passionalta' sbrigliata - per me lo redono del tutto incompatibile col ruolo del sindaco che deve parlare e agire a nome di tutti i cittadini, che deve poter essere stimato da tutti, che in qualche modo deve incarnare la compostezza, serieta' e l'equilibrio di milano.


detto questo, condivido pienamente l'opinione di luttazzi che la "cultura fa tutta la differenza a questo mondo". semplicemente, non facciamo confusione sul fatto che per essere un grande sindaco la cultura dovrebbe essere condizione necessaria, ma non e' neanche lontamanete sufficiente. sono davevro deluso dalla superficialita' con la quale si muovono entrambi gli schieramenti sulla scelta dei candidati sindaci di milano, come se si trattasse di trovare il primo cittadino di un qualsiasi piccolo paesino del hinterland e senza aver capito l'importanza di trovare una combinazione strepitosa di sindaco-pogramma'squadra all'altezza di questa meravigliosa ma tanto sfregiata citta'.

il 01 Dicembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

cronoman, mi sposi? avviso che sono ultrapoligama (blogger) :-)))
Carolina

il 01 Dicembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
federico ha scritto:

condivido appieno, cronoman!

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