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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Chi gli resta da denunciare?
«Nell'interrogatorio di domenica, Fiorani aveva raccontato per filo e per segno la telefonata dell'12 luglio con Gnutti e Berlusconi nella quale il premier si sarebbe "commosso" e felicitato per l'importante passo avanti dell'operazione Antonveneta. Oggi, il premier è tornato sull'argomento a "Porta a Porta": "Non mi ricordo di una telefonata con Fiorani, quella sera c'erano 150 imprenditori. Ho sempre detto che si deve lasciare libero il mercato, non sono mai intervenuto in nessun modo. Non voglio approfondire, non sono cose che riguardano il governo"».

Ci informa Repubblica che sono state sufficienti 48 ore perché Fiorani mollasse i quatttrini, svendesse le ville, tirasse in ballo nientemeno che il presidente del Consiglio dei ministri. A questo punto in Italia gli resta ben poco da coinvolgere per collaborare, ci sta che se lo tengono in gattabuia per un altro aio di giorni quello denuncia anche Bush (grazie Marco S. per lo spunto di riflessione).
20.12.05 00:49 - sezione la faccia come il culo
il 20 Dicembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Ale ha scritto:

La telefonata al premier è confermata dalle intercettazioni telefoniche, non è solo "una chiacchera" da bar! Infatti lui stesso, testuali parole, "non ricorda", differente dal "non credo proprio", giustificandosi poi con la solita demagogia del libero mercato, in contrapposizione però, 5 minuti dopo, con l'appunto sul caso "boom" dell'euro, delle grandi catene monitorate ed il mancato controllo dei piccoli professionisti.

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