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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Dialogo Nel Buio, mostra che non mostra
i kikki di Giorgia Questo kikko è un’eccezione. Lo scriverò senza utilizzare le mie solite K ed abbreviazioni come di consueto. Lo faccio Solamente per una valida ragione: non voglio rischiare che lo SCREEN READER del computer di Chiara (la mia nuova amica non vedente) non riesca a tradurle il mio articolo.

Se qualcuno ancora non avesse capito quanto sia fantastica Milano e quanto possa offrire a noi, ormai poveri esseri “monosensitivi”, legga questo kikko.

Dialogo Nel Buio è un’emozione primordiale.

Sapevo davvero poco di ciò che mi attendeva quel pomeriggio.

Sapevo solo che erano ormai due anni che aspettavo d poter vivere quest’esperienza che non avevo potuto vivere x esaurimento posti. Era già tutto esaurito quando circa due anni fa ero venuta a conoscenza di quella che ritengo essere l’iniziativa culturale più significativa degli ultimi anni.

Non vi svelerò quindi più del necessario.

Ho affrontato un percorso nel buio totale, in compagnia d’altre cinque persone vedenti come me e con in mano uno di quei bastoni bianchi con cui i ciechi si fanno strada. Ma il bello è che a guidarci in questo percorso e ad illuminarci sulle cose che vi erano all’interno e che potevamo “solamente” udire, toccare, annusare ed assaggiare era una non vedente, Chiara.

Chiara è una ragazza fantastica, 23 anni come me.

Studentessa di psicologia in Bicocca.

E’ una ragazza simpatica davvero e che si è messa profondamente in gioco.

E’ una ragazza che fin da quando è nata (è non vedente dalla nascita) s’è dovuta mettere in gioco, ha dovuto affrontare il mondo, che sappiamo tutti quanto sia bello ma quanto sia incasinato, da1prospettiva totalmente diversa.

E’ 1ragazza che dovrà spesse volte rispondere a domande difficili.

Come ad esempio quella che provocatoriamente ma realisticamente e con tutta la bontà possibile le ho posto alla fine del percorso, quando, ancora al buio pesto, ci siamo sedute in un bar e, bevendo qualcosa, abbiamo commentato l’esperienza appena vissuta. La mia domanda era: “pensi sarà facile trovare lavoro un domani? Non credi che come psicologa qualcuno ti attribuirà minor credibilità per l’assenza della VISTA, un parametro comunque importante nella valutazione dei disturbi psicologici?

Chiara comprendendo la mia totale buona fede m’ha ringraziato della domanda e abbiamo dato il via ad un interessantissimo dialogo (a cui s’è unito pure Ciro il “barista”/assistente sociale, anch’egli non vedente).

Dialogo Nel Buio è un’esperienza unica, che m’ha fatto provare una gamma infinita d’emozioni: la gioia dell’esplorazione di un universo tutto da esplorare, il senso di solidarietà che si era venuto a creare fra noi “viaggiatori”, la comprensione profonda (per quanto possibile ovviamente) della condizione di una ragazza milanese non vedente, Chiara. Condizione tanto differente e complicata ma anche tanto simile e vicina alla condizione di un’altra ragazza milanese ma vedente, Giorgia.

Vi supplico: fatelo questo percorso. Voi e i vostri figli.

Fatelo questo percorso. PER voi e PER i vostri figli.

Intensa esperienza di pura sensibilizzazione dell’animo umano.
21.12.05 01:44 - sezione i kikki
il 21 Dicembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
antonella ha scritto:

mi è piaciuto molto questo kikko ,giorgia .
volevo ribaltarti la domanda che hai fatto a chiara :riteni che la vista potrebbe essere un parametro fuorviante nella valutazione dei disturbi psicologici ?

il 21 Dicembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
charlie ha scritto:

Davvero un bellissimo chicco!

E non solo perché stavolta non mi sono dovuto far venire il mal di testa per leggerlo.

il 21 Dicembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

io ho fatto una cosa simile come programma scolastico delle elementari, credo presso l'istituto dei ciechi o qualcosa del genere. però non mi ricordo del bastone bianco, mi ricordo del toccare con le mani diversi materiali e di qualcos'altro (era più di 20 anni fa comunque, potrei non ricordare bene). in ogni caso le intense emozioni le ricordo e tutte le esperienze simili condivido che siano raccomandabili. Brava Giorgia.
Carolina

il 21 Dicembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Giorgia ha scritto:

Interessante quesito Antonella. E nn mankerò d proporlo a Chiara e d fare in modo ke con un'argomentazione adeguata quest'ipotesi possa diventare un punto d forza x lei, e magari x altri nn vedenti, se possibile.

il 24 Dicembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
kikko ha scritto:

ciao giorgia,sono io kikko il bastardo.e' un'esperienza ke faro'senz'altro quella ke hai fatto provando il buio totale ma penso ke non sia solo questione di "buio"ma anke di emarginazione sociale il ke e' forse peggio.ciao a presto.

il 25 Dicembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Giorgia ha scritto:

Verissimo Kikko. Nel mio piccolo anke con questo kikko c sto "lavorando" (la riflessione è il 1° d molti passi necessari ad1+ vasta comprensione sociale).
Cmq il tuo nome (Kikko) è senz'altro d buon auspicio :o)
Buon tutto!

il 14 Marzo 2006 (quando OMB accettava i commenti)
LUIGI MORSELLO ha scritto:

Bene, Giorgia, come vedi ho letto.
La scrittura è sempre molto evocativa, consegue ad emozioni e le suscita in chi legge.
Una preghiera: mi spieghi cosa vuole significare kikko, SCEEN READER ?
Io non avrei più l'età per simili esperimenti, ma quando la tua età l'avevo e già facevo il lavoro che si sa (l'ho detto a più riprese), volli provare due atmosfere, che si rivelarono molto intense, molto forti.
Prima atmosfera: anno 1967, volli girare nel carcere (Casa Penale di Firenze) di notte per capire, sentire cos'era quel lavoro di notte, andando anche sul muro di cinta con sentinelle armate. Ero solo vice direttore aggiunto in prova, l'atmosfera notturna, con la luce fioca (troppo fioca !) con le lampade ad incandescenza (comuni lampadine da 100 W, altro che le illuminazioni moderne !) era di irrealtà.
Sembrava la luce delle candele, quelle vere, di cera !
Gli agenti di custodia (così si chiamavano allora) mi guardavano stupiti, sorpresi, me lo dissero: non era mai successo prima che un funzionario direttivo (figuariamoci il direttore, che non ero io) si presentasse nottetempo a verificare (come sarebbe stato suo dovere: ma quando mai !) la vita di notte del carcere.
Inizialmente erano un po' timorosi, poi si sciolsero e mi raccontarono le loro esperienze, che io assorbivo come una spugna.
Seconda esperienza: questa volta ero già direttore, anno 1970: mi feci chiudere in cella assieme ad un detenuto che tutti temevano, agenti e detenuti.
Era un orso introverso, con una barbaccia incolta rossa, un altoadesino reo di omicidio volontario.
La mia mossa lo spiazzò, lo misi a lavorare in falegnameria come intagliatore a mano e tornitore a mano ed a tornio meccanico, ma era anche un bravo falegname.
Conservo ancora una splendida cornice che fece espressamente per me, intagliata a mano: era il suo modo di vincere la sfida che gli avevo lanciato e che speravo che vincesse.
Il resto lo guarderò un'altra volta.
A proposito: sì, avevo paura, ma la paura è salutare quando la si vince.

il 19 Marzo 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Giorgia post WEndone a Torino ha scritto:

Ti spiego subito Luigi.
Lo SCREEN READER è 1 termine trasportato dall'inglese e letteralmente significa "schermo lettore" è infatti un dispositivo che possiedono i computer delle persone non vedenti che permette di "leggere lo schermo" ovvero c'è una voce elettronica che esce dal computer e legge le parole che sono scritte sullo schermo, cosicchè anche un non vedente può leggere (in realtà diventa un ASCOLTARE) una mail.
Stessa cosa avviene con i telefonini cellulari che a loro volta hanno un piccolo "screen reader" che permette di leggere ed inviare gli sms (short message sistem).
Ovviamente questi dispositivi non sono così sofisticati da interpretare le abbreviazioni o l'utilizzo ad esempio della mia "K" al posto del "ch", ed è per questo motivo che ho scritto il kikko per esteso, per permettere a Chiara di fruirlo nel modo più semplice e chiaro possibile.

A proposito delle tue esperienze e di paura..
Penso che chi non si rende conto che a volte è giusto e legittimo provare paura è solo perchè non vive davvero la situazione, e più in generale forse la vita.
1 bacione e.. W le spugne! (assorbire, imparare, ascoltare e capire)

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