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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Trilogia della città di M.
Dopo aver gustato il primo Colaprico-Valpreda e aver conosciuto l'autore grazie al "compagno" di sbronze (Davide "Atomo" Tinelli), su suo suggerimento sono saltato direttamente all'ultimo titolo (come non dar retta all'autore?), già intrigante perché fa riferimento a ben tre miei testi di culto, tre suprebe trilogie: La Trilogia della città di K di Agota Kristof, i tre romanzi di Fabio Montale di Jean Claude Izzo e la Trilogia di New York di Paul Auster, che Colaprico cita in apertura della sua Trilogia. Conclusa la serie del maresciallo Binda, il Kola passa a un personaggio diverso, giovane e condito da una solida dose di cinismo che lo rende più adatto a un poliziotto, sia pure di origine siciliana, ma profondamente radicato nella realtà milanese.

Dopo aver gustato il primo Colaprico-Valpreda e aver conosciuto l'autore grazie al "compagno" di sbronze (Davide "Atomo" Tinelli), su suo suggerimento sono saltato direttamente all'ultimo titolo (come non dar retta all'autore?), già intrigante perché fa riferimento a ben tre miei testi di culto, tre suprebe trilogie: La Trilogia della città di K di Agota Kristof, i tre romanzi di Fabio Montale di Jean Claude Izzo e la Trilogia di New York di Paul Auster, che Colaprico cita in apertura della sua Trilogia. Conclusa la serie del maresciallo Binda, il Kola passa a un personaggio diverso, giovane e condito da una solida dose di cinismo che lo rende più adatto a un poliziotto, sia pure di origine siciliana, a profondamente radicato nella realtà milanese.

Tre romanzi in serie, tre casi diversissimi tra di loro, un librone di quasi quattrocento pagine da leggere d'un fiato, di quelle che quando finiscono ti dispiace davvero. A distanza di tanti anni e senza aver seguito i passaggi intermedi, si coglie la maturazione di Colaprico. Più solido nella costruzione della storia e molto più sicuro di sé nella scrittura, riesce a calare il lettore nella storia, a farlo partecipare alla vita del protagonista, anche quando sarebbe più ovvio prenderne le distanze (perché tradisce la ragazza, perché scende a qualche compromesso con la sua coscienza, perché usa metodi poco ortodossi).

Colaprico è bravissimo e lo sa. Forse qualche volta si concede qualche sfizio, qualche pagina interlocutoria un po' troppo compiaciuta, qualche autocitazione di troppo spezzano il ritmo, se ne potrebbe fare anche a meno. Poi però ci pensi e - se ti piace il genere - decidi che va bene così, che di noir di questa qualità, questa intensità e questa classe se ne trovano pochi anche a uscire dai confini nazionali. C'è poco da fare, Piero il Pugliese è il iallista più milanese che c'è. Teniamocelo stretto.
09.01.06 00:20 - sezione libri
il 09 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
zanocom ha scritto:

Ho letto i romanzi del maresciallo Binda (che vale comunque la pena leggere) e la Trilogia.

E' sicuramente un ottimo scrittore giallo/noir, con in più la capacità di far respirare il contesto sociale in cui è ambientata la storia.

Quando lo rivedi aggiungi anche i miei complimenti.
Ciao

il 09 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

Insisto: leggetevi Scerbanenco. E poi capirete che questi sono solo degli epigoni.

il 09 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Achab: eccheppalle, ma allora anche nessun romanzo si pò leggere più, sennò ci dici di leggere i Promessi Sposi?

:-)

il 09 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

Ti ho dato un consiglio, perché ho letto l'uno e l'altro e penso che leggere Scerbanenco, se ti piace Colaprico, sia un'esperienza da fare. E' lo stesso Colaprico a dirlo. E ad ammettere il suo debito nei confronti del maestro.
Ti frega un cazzo? Pace.

PS: vedo che le critiche al "tono" di omb ti hanno fatto diventare scorbutico.
Vorrà dire che d'ora in poi scriverò solo quando sarò d'accordo al 1000 per 1000 con te. Quindi, ultimamente, poche volte.

il 09 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Ho letto Scerbanenco quando forse tu non eri ancora nato. Quanto al resto, vedi tu, ma in genere gli emoticon hanno un senso.

il 09 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

"Ho letto scerbanenco quando tu non eri ancora nato". Bravo, che ti devo dire.
Quanto agli emoticon, magari in questo caso mi sono sbagliato, ma penso che spesso diventino un comodo uso per "alleggerire" quello che si vorrebbe dire veramente.

il 09 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
zanocom ha scritto:

Vabbuò comunque anch'io ho letto un paio di romanzi di Scerbanenco, veramente ottimo scrittore. Ma qui si parlava di Colaprico.

Ciao

il 09 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

Paul Auster io lo adoro.
Carolina

il 10 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

Ecco, Carolina, onde evitarti delusioni, diciamo che il libro di Colaprico e quello di Paul Auster hanno in comune giusto il titolo.

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