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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Chiude il 2nd Avnue Deli
2ndavedeli.gif La chiusura del Second Avenue Kosher Delicatessen, un piccolo ristorante che per anni ha simboleggiato le glorie di una strada soprannominata "Yiddish Broadway" è una tragedia più culturale che culinaria. Secondo The Villager, la causa prossima della chiusura deriva dalla vendita dei locali a un nuovo proprietario, che avrebbe deciso di aumentare il prezzo dell'affitto da 24mila a 33mila dollari. Al mese. L'ipotesi di dover anche effettuare pesanti ristrutturazioni (rese necessarie dalla rigidissima legge americana sull'igiene) ha dato il colpo di grazia, convincendo Jack Lebewohl (fratello del noto Abe Lebewohl, il cui assassinio avvenuto nel 1996 resta ancora irrisolto) a chiudere il locale.

E' una notizia dolorosa, perché chiunque ama davvero la Grande Mela ha gustato momenti di piacere intensissimo azzannando un pastrami o un Reuben sandwich che si scioglievano in bocca, o trangugiando l'inarrivabile matzah ball soup. Un pezzo di storia del millennio scorso che se ne va per sempre.

da Corsera del 18 gennaio 2006

Chiude il luogo-culto della cucina kosher
di Alessandra Farkas

«È come radere al suolo Carnegie Hall», ha commentato il noto comico ebreo Jackie Mason. «È la fine della grande tradizione gastronomica ebraica che ha in New York la sua capitale», gli fa eco il settimanale Jewish Week.
Nei loro necrologi, i media della Grande Mela concordano: la chiusura del Second Avenue Kosher Delicatessen, un piccolo ristorante che per anni ha simboleggiato le glorie di una strada soprannominata «Yiddish Broadway» è una tragedia più culturale che culinaria. Il «Deli» all'incrocio tra la 10a strada e la Seconda Avenue era stato fondato nel '54 da un sopravvissuto a un lager nazista, Abe Lebewohl, noto per l'abitudine di sfamare gratis gli homeless col suo menu a base di pastrami, matzo ball, potato latkes e gefilte fish.
Ma nella Manhattan costellata di Dunkin' Donuts e Starbucks, il «Deli» era diventato quasi un anacronismo. La sua morte incarna una crisi trasversale. «Dalla lingua alla letteratura, dalla musica al teatro, a rischio è tutta la cultura yiddish nella Grande Mela — scrive il Jewish Forward — travolta da una cultura ebraica omogeneizzata e spesso mass mediale». L'yiddish oggi è parlato solo nelle piccole enclave di nuova emigrazione a Brooklyn. E della gloriosa Broadway Ebraica, oggi, resta solo la Yiddish Walk of Fame, inaugurata da Lebewohl davanti al suo «Deli», su modello della Walk of Fame di Hollywood, con stelle di ottone sul marciapiede per onorare i miti scomparsi dello showbiz yiddish.

19.01.06 01:30 - sezione ristoranti e cibarie
il 19 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Aleph ha scritto:

Drammatico!
Amavo quel posto, il suo cibo, l'odore che penetrava nelle narici appena ci mettevi piede.
Peccato, vil denaro.

il 19 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

Io amo la grande mela ma lì non c'ero mai stato.
peccato.

il 19 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
turco ha scritto:

Va bè il Deli a NY, però cazzo nessuno ha versato una lacrima per il mitico "Scoffone", dove terminavano puntualmente tutti i puttantur della nostra (lontana) giovinezza. Il giro gastronomico che spesso metteva più thrill del puttantur stesso, comprendeva: 2 Panzerotti con vino Corato da Strippoli e un wurstle bianco da Ciardi entrambi in Piazza Santo Stefano. Poi c'era Viel (frullati) in Piazza Diaz , un bar in Piazza San Babila che farciva i tost da pazzi, gelato al barolo al Pergolato (Ticinese) e poi stremati e felici da Scoffone. Una cholesterol generation al suono di Neil Young e Ummagumma. Altro che Deli.

il 19 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

Scoffone? Dici "la bottega del vino Scoffone"? Mi ci portava il mio babbo quand'ero piccolo. E' grave?

il 19 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
turco ha scritto:

Certo. Ma veniva chiamato lo Scoffone.
Cos'è grave? Che sia chiuso? Si.

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